RYU – IL RAGAZZO DELLE CAVERNE (1969), LA RECENSIONE

RYU - IL RAGAZZO DELLE CAVERNE (1969), LA RECENSIONE 1

Oggi vorrei parlarvi di “Ryu – Il Ragazzo delle Caverne”(1969),un manga scritto e disegnato dal Mangaka Shotaro Ishinomori.

LA STORIA E L’ATMOSFERA GENERALE DELL’OPERA

La storia narra di Ryu,un ragazzo vittima di razzismo e di pregiudizi fin dalla nascita che lo perseguiteranno nella sua lunga odissea intorno al mondo conosciuto per ritrovare la propria madre e scoprire la verità sulla propria identità.

Ci troviamo in un mondo prevalentemente preistorico che viene rappresentato dall’autore nella sua parte più cruda e realistica, infatti la prima cosa che si può notare è l’estremo realismo nella realizzazione dei paesaggi,degli animali ma anche delle scene più cruente e violente.

Ci troviamo di fronte a un mondo caratterizzato da un’atmosfera a volte malinconica e intrisa di paura poiché governato soltanto dalla legge dei più forti , ovvero coloro che sopravvivono al clima e alla natura, mentre i più deboli sono destinati facilmente alla sottomissione o alla morte.

GLI ABITANTI DEL MONDO PREISTORICO E LE LORO CARATTERISTICHE

GLI ANIMALI

I principali abitanti di questo mondo preistorico sono specialmente creature violente e assetate di sangue che vengono raffigurate nel modo più mostruoso affinché inducano facilmente paura e trasmettano pericolo ai personaggi ma anche agli spettatori.

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Una scena in cui il nostro protagonista affronta un feroce e gigantesco Mammut.

Come molte opere e prodotti di stampo giapponese,ci sarà anche un tenero animaletto amico del bambino che accompagnerà il nostro protagonista.

Ovviamente questo cucciolo di lucertola (?) è il solito comic-relief destinato ai più piccoli e utilizzato per alleggerire i momenti più drammatici e intrisi di pathos ma fortunatamente non è affatto ingombrante.

I CAVERNICOLI

Gli uomini preistorici vengono ritratti molto simili agli animali infatti essi sono bramosi di potere e utilizzano la forza bruta per raggiungere i propri scopi ma essendo uomini dell’antichità sono ancorati dalla tradizione e dalla superstizione.

Essi non temono il protagonista per il colore della pelle ma perchè risulta diverso sotto altri aspetti,infatti nel corso del tempo si dimostra più intelligente grazie alla sua capacità di elaborare piani e creare manualmente oggetti e strumenti adatti ad ogni contesto e situazione.

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Una scena iniziale in cui il nostro protagonista,appena nato,viene considerato maledetto per via del suo colore della pelle.

Come accade spesso nei prodotti cartacei e nei prodotti audiovisivi, i personaggi umani malvagi che hanno intenzioni violente nei confronti dei protagonisti sono spesso rappresentati fisicamente come uomini brutti e rozzi nel comportamento.

UN MANGA DATATO…IN TUTTI I SENSI

Non è un difetto se un’opera risulta datata per via dei contenuti o per il modo in cui racconta una storia poiché è un ottimo modo per studiare e capire l’evoluzione che hanno avuto i media (come i fumetti e i manga) nel corso del tempo.

Questo manga appartiene a un’epoca ormai tanto lontana in cui i più grandi autori cominciavano a dedicarsi a realizzare prodotti dai contenuti più crudi e drammatici.

Purtroppo le nuove generazioni farebbero fatica a leggere dei prodotti come questo poiché sono abituati a leggere manga diversi, caratterizzati da una mentalità differente e più attuale (evoluta?) con più attenzione nei contenuti e nei messaggi che vogliono trasmettere, inoltre la maggior parte dei manga contemporanei possiedono trame più complesse e anche di uno stile di disegni più dettagliato.

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Una scena in cui la violenza e la nudità,caratteristiche dei manga di un tempo ormai remoto,governano le pagine soprattutto nella fase iniziale dell’opera

Diciamo che esistono dei limiti e delle ristrettezze che una volta non c’erano,adesso le case editrici fanno molta attenzione a cosa pubblicare mentre tanto tempo fa nessuno si poneva il problema se un prodotto fosse o meno adatto ad un determinato pubblico.

L’UNICO DIFETTO DELL’OPERA

Non ci sono particolari difetti ma il messaggio antirazzista potrebbe sembrare confuso dato che non è abbastanza evidente, poiché il manga è,naturalmente, in bianco e nero.

Per fortuna non è un grosso problema ma ovviamente la serie animata (molto più famosa che il manga,soprattutto in Italia) non ripete questo errore.

Ci troviamo di fronte a una storia da un’atmosfera principalmente malinconica e cupa in cui ci sono pochi momenti leggeri per smorzare la serietà che permea l’intera opera ma non sono sufficienti affinché la sensazione di disagio e di tristezza possa levarsi di dosso dal lettore, soprattutto quello più sensibile.

Quest’opera è un capolavoro dato che all’epoca della sua uscita risultò innovativa e rivoluzionaria per via dell’inserimento di alcune tematiche delicate e ,purtroppo, sempre attuali e in grado di far riflettere facilmente lo spettatore come il razzismo, la xenofobia, la superstizione e l’avidità dell’uomo.

Voi avete letto questo manga o avete intenzione di recuperarlo???

Fatemelo sapere con un commento esprimendo un vostro parere in modo civile.

RYU – IL RAGAZZO DELLE CAVERNE (1969), LA RECENSIONE
In Conclusione
Un'opera che,per quanto ormai datata,risulta interessante e profonda caratterizzata da una storia intrisa di drammaticità e amarezza che culminano nel finale.
Pro
Contro
8.6
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