Dead or Alive 6 – Recensione

Dead or Alive 6
Dead or Alive 6 - Recensione
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Data di uscita
01/03/2019
Disponibile su
PlayStation 4, Xbox One, PC
Genere
Picchiaduro
Piattaforma testata
PlayStation 4
Il nostro Punteggio
7.5

Inutile negare che, fra gli elementi che da sempre hanno caratterizzato la serie, ve ne sia uno difficile da dimenticare. Parliamo della forte sensualità conferita ai personaggi di sesso femminile, tanto da ammaliare i giocatori proprio per le loro bellissime e sinuose forme. Anche in Dead or Alive 6, sviluppato dal Team Ninja, sarà presente la bellezza provocatoria di questi corpi dalla “fisica” piuttosto naturale, ma noteremo un piccolo cambio di rotta.

Gli sviluppatori hanno scelto di attenuare leggermente quei fattori che puntavano a godere della sfacciata femminilità delle lottatrici a differenza delle loro qualità tecniche in combattimento. Tuttavia, i seni restano indiscussi protagonisti nonostante i movimenti siano meno marcati, eppure una bella differenza è visibile nel set di costumi disponibili. Abiti decisamente più “adeguati”, a parte alcune scelte d’abbigliamento alquanto discutibili per Christie. Insomma, Koei Tecmo offre un titolo che ha tanto dei predecessori seppure con qualche piccolo “restauro”.

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Story Mode

La story mode punta l’attenzione su un particolare segreto celato dalla giovane Honoka. In molti cercano di trovare una spiegazione agli strani eventi che accadono durante le sue sfide. Da una parte troviamo l’ormai famoso gruppo composto da Kasumi, suo fratello Hayate e Ayane; poi abbiamo Helena assieme a Marie Rose; ed infine NiCO, la scienziata finlandese nonché una delle new entry della saga, al servizio di Christie. Insomma, questi gruppi coinvolgeranno, in un modo o nell’altro, tutti gli altri personaggi costruendo una grande trama piena di diramazioni utili per conoscerli meglio. Tuttavia, non vengono apportate delle considerevoli migliorie in termini di scrittura.

Ammetto che la maggior parte delle sfide proposte presenti una difficoltà fin troppo elementare, soltanto al raggiungimento delle ultime battute della storia sarà possibile trovarsi di fronte a scontri dal peso più rilevante. Ed è un peccato, perché la frustrazione di una vera sfida si percepisce poco in quasi tutto il titolo, escluse le modalità in cui è possibile scegliere il grado della prova. Per non parlare del modo in cui è gestito il menù di selezione missione, un po’ troppo caotico.

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Personaggi

Il roaster è formato da 26 personaggi giocabili, ma due di questi, ovvero Nyotengu (sbloccabile grazie al pre-order) e Phase 4 (incluso nella Digital Deluxe Edition), possono essere ritenuti lottatori bonus. Ricordiamo che sono presenti delle new entry, NiCO e lo street fighter Diego. Come previsto la varietà di costumi delle donne è leggermente superiore rispetto agli uomini, ma solo perché avremo a disposizione più scelta nel colore piuttosto che nello stile.

Grafica

Non manca di certo un miglioramento nel comparto grafico soprattutto nel modo in cui si lacerano i vestiti durante un incontro, nel notare il sudore sulla pelle o in generale il semplice ferirsi dopo qualche colpo andato a segno, perdendo addirittura alcuni “effetti personali” come occhiali, cappelli o vari oggetti. Anche l’inquadratura è gestita a dovere controllando i vari cambi soprattutto durante le animazioni dei pericoli presenti all’interno delle arene. Molto utili tutte quelle informazioni che su schermo ci aiutano a capire che genere di attacco è stato appena sferrato, dandoci la possibilità di studiare la nostra prossima mossa, principalmente quando si sceglie di eseguire una combo di proiezioni.

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Combat System

Oltre all’ormai ovvio indicatore di salute, al di sotto di esso ne è presente un ulteriore diviso in due metà, ovverosia “l’Indicatore Devastazione”. Questo, ci permetterà di utilizzare tecniche speciali, infliggendo danni da non sottovalutare. Durante un incontro sarà abbastanza facile riempire queste barre, basta sfoggiare le proprie abilità sfruttando soprattutto quelle “aggressive”. C’è una vasta varietà di attacchi, mai troppo complessi. Fra questi vediamo gli “Assalti Fatali”, premendo semplicemente il tasto R1, con l’obiettivo di stordire gravemente l’avversario, ma utilizzando una delle due metà dell’indicatore devastazione si può anche eseguire una “Presa Devastante” per sfuggire e contrattaccare. D’altra parte, consumando completamente l’indicatore potremo avvalerci dei “Colpi Devastanti”, cioè di attacchi così potenti da riuscire, in alcuni casi, a ribaltare completamente le sorti.

Dal punto di vista della tecnica potremmo azzardare col dire che questa non sia la protagonista assoluta, eppure il già noto “Triangle System” si riconferma, riaffermando il dinamismo tipico della sua struttura. Quello che intendo è che l’elemento chiave da saper gestire sia piuttosto il tempismo. I personaggi sono estremamente veloci, bisogna battere sul tempo le azioni offensive degli avversari. È oltretutto da tenere conto l’aiuto di particolari zone d’interesse in alcune parti degli scenari che, con animazioni sempre molto “vistose” provocano enormi danni.

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Modalità

Oltre alla story mode sono presenti naturalmente anche altri contenuti che arricchiscono la versatilità dell’esperienza single player. Dead or Alive 6 offre le modalità: Versus, Arcade, Sopravvivenza, Sfide a Tempo, Allenamento e il ritorno delle Missioni DOA.

Andiamo ad analizzare proprio quest’ultime. Sono presenti ben 104 sfide, ognuna delle quali contenente tre obiettivi da portare a termine. La riuscita di tutte le richieste e conseguente ottenimento delle tre stelle, in aggiunta al fornirci “denaro”, sbloccheranno di volta in volta parti di costumi ed altri premi acquistabili o semplicemente ispezionabili poi in un secondo momento. Le richieste sono abbastanza varie, dall’eseguire determinate combo, all’utilizzo di prese, contromosse e proiezioni. Naturalmente non è necessario che le missioni vengano completate in contemporanea, potremmo benissimo lasciare quelle un po’ più complesse per riprovare in un secondo momento. Questa modalità è una buona scusa per apprendere le mosse più articolate del gioco, infatti, sarà la stessa schermata del menu a consigliarci dei tutorial mirati prima di affrontare il match.

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Musica e Doppiaggio

Una grossa nota dolente è riferibile senza ombra di dubbio al doppiaggio. Intonazione e mimica facciale sembrano avanzare su binari paralleli, non c’è una via d’incontro ed ogni scena recitata risulta poco credibile sfiorando il ridicolo. Mi riferisco in particolare al doppiaggio in inglese, impostando quello in giapponese la situazione migliora ma in ogni caso nulla di eccelso.

I brani rimarcano lo stile dei precedenti titoli, con sottofondi ricchi di adrenalina ma in sostanza non apportano nulla di nuovo a quest’ultimo titolo. È presente una ripetitività che dopo qualche match tende a far passare il sonoro totalmente in secondo piano.

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Modalità foto

Ancora una volta nel DOA Center potremo usufruire della “modalità foto” accedendo alla sottosezione Cinema. Nella modalità spettatore, dopo aver scelto due lottatori, potremo muoverci all’interno dell’arena come una macchina da ripresa. Dopo aver bloccato la scena durante un’azione che dia spettacolo, muoveremo la camera e aggiusteremo la profondità di campo come meglio ci aggrada per immortalare il momento. Non è una modalità complessa, è chiaro che ci sia ben poco se non quasi nulla da elaborare, però con un buon occhio qualche scatto di notevole qualità può venir fuori. Oltre a questa modalità vi è quella un cui rivedere un replay, cioè uno scontro precedentemente salvato dal giocatore, così da poter essere creativi cercando di cogliere l’attimo sulle combo dello stesso utente.

Conclusione
Dead or Alive 6 ritorna mantenendo alla base le idee semplici che lo hanno reso da sempre un buon picchiaduro. Più che un titolo di massa potremmo definirlo di nicchia. Sono stati apportati piccoli miglioramenti che forse non soddisferanno appieno i fan più legati alla saga, ma comunque ottimo per coloro che hanno voglia di sfogarsi un po’ e divertirsi senza troppe pretese. Il moveset infatti rimane pressoché invariato e a quanto pare le intenzioni del Team Ninja rimarcano ancora una volta su un aspetto tecnico che predilige il tempismo sulla strategia.
Punteggio dei lettori2 Votes7.8
Pro
Combat System funzionale seppure semplice
Le "Missioni DOA" sono un'ottima idea
Varietà modalità Single Player buona
Tutorial efficaci
Contro
Doppiaggio in inglese
Trama banale e schermata "Story Mode" caotica
I miglioramenti ci sono ma non abbastanza
7.5
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