L'essere amato o, titolo originale, El Ser Querido, è l'ultima fatica artistica di Rodrigo Sorogoyen, che a soli 45 anni si è fatto strada nel panorama europeo diventandone uno dei registi più interessati. Se non vi erano bastati As Bestas o la più recente serie Dieci capodanni, vi convincerà in maniera definitiva L'essere amato, presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes e ora arrivato alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, dove Javier Bardem ha ricevuto il premio alla carriera da Paolo Sorrentino.
Il film vede come protagonista un enorme Javier Bardem in una delle sue migliori interpretazioni, accompagnato da una non meno brillante Victoria Luengo (che ha recentemente collaborato con Pedro Almodóvar per Amarga Navidad e La stanza accanto). L'essere amato è la versione spagnola o meglio il proseguimento ideale di Sentimental Value di Joachim Trier, una rivisitazione più intensa e vera, intrisa di crudo realismo, dove il cinema e la meta cinematografia si piegano al servizio di un racconto viscerale tra padre e figlia.

Qual è la trama di L'essere amato (El Ser Querido)?
Esteban Martinez (Javier Bardem) è un regista due volte premio Oscar che da New York ritorna nuovamente in patria, in Spagna, per girare a Fuerteventura Desierto, una pellicola sulla colonizzazione spagnola del deserto del Sahara. Qui propone il ruolo da protagonista a sua figlia Emilia, attrice che ha recitato solo in piccoli ruoli e che ora, con questo progetto, potrebbe finalmente sbocciare.
Sorogoyen, con la sua maestria, ci immerge in questo universo con una scena iniziale lunghissima, un campo e controcampo ravvicinato grazie al quale capiamo il rapporto che intercorre tra i due personaggi: un regista mastodontico segnato da un passato di eccessi violenti e un'attrice, vittima dell'assenza paterna. Ci troviamo di fronte ad un padre e una figlia che si abbandonano ad un progetto cinematografico per mettere finalmente un punto alle loro discordie o forse questo film rappresenterà l'estrema rottura di un rapporto che a distanza di così tanti anni non può più essere ricucito?

Tra Desierto e El Ser Querido
È da questa premessa che parte Rodrigo Sorogoyen per concentrarsi su un turbolento ed emozionante incontro tra padre e figlia: i protagonisti ogni volta che cercano di avvicinarsi si ritrovano ad essere più lontani di prima perchè un passato non può essere cancellato così facilmente. Emilia si avvicina al padre, pronuncia più volte la parola "scusa" anche se sa che i suoi atteggiamenti sono il riflesso di quelli della figura paterna, ma non riesce a compiere lo slancio definitivo; al contrario Esteban non dà segni di cambiamento, cerca imperterrito di rimanere inchiodato al rapporto lavorativo, ammette a stento le sue colpe ma vive una profonda solitudine interiore che non può essere colmata neppure dalla sua grandezza artistica.
E così questo rapporto si arricchisce di complesse sfumature che ci vengono rese note attraverso le riprese del film: ogni scena che viene girata custodisce un tassello del loro passato e dà vita ad una nuova venatura del loro rapporto presente. Tutto il materiale tecnico viene in soccorso a Sorogoyen che abilmente passa dal digitale alla pellicola ed esplora le possibilità introspettive del bianco e nero. Lì dove Sentimental Value rimaneva sul piano ideale, L'essere amato violentemente ci sposta su quello reale, con un continuo scontro fisico o verbale che ci ricorda la complessità di un rapporto genitoriale e l'impossibilità di cambiare da un momento all'altro.

Se da una parte il titolo del film che Esteban sta girando, Desierto, mette in luce l'aridità del protagonista ma anche la sua solitudine davanti ad una realtà in cui sta pagando il prezzo di comportamenti sbagliati, dall'altra il vero titolo dell'opera che stiamo guardando, L'essere amato, rivela la forza catartica dell'amore e la possibilità ultima del perdono. Sorogoyen si serve dunque del rapporto tra realtà e cinema per descrive un infuocato e febbrile viaggio di un padre e di una figlia, un percorso attraverso il senso di colpa e la possibilità di redenzione.


