La presenza di Emanuela Fanelli al Festival del Cinema di Venezia nei panni della protagonista di PECCATO ci aveva dato un misero assaggio di ciò che abbiamo finalmente scoperto guardandola.
Dal 2 ottobre è uscita su HBO Max PECCATO, un breve ma ricchissimo esercizio di satira diviso in 6 episodi. Di e con Emanuela Fanelli, già dal trailer ne intuivamo qualcosa: corre l'anno 2049, l'attrice ha ormai 63 anni ed è sparita dalle scene dopo una carriera florida, peccato però per qualcosa che ha dato il via al suo declino.
Ora sappiamo finalmente che l'attrice si è rintanata in un paesino sperduto della Valle d'Aosta (che nel suo 2049 fa parte della Svizzera) con il suo attuale compagno, lontano da scene e riflettori a seguito di una carriera finita dopo diversi scandali e tentativi falliti miseramente di salvare il nome e la faccia.
Una Pezza di Lundini, l'occhiolino alla Fanelli dell'altra serie
Già dal primo episodio viene difficile non pensare a Una Pezza di Lundini, il programma che ha dato il via alla sua carriera da comica in televisione: nello stesso modo Fanelli si prende gioco di molti di quei cliché che caratterizzano la televisione italiana, esasperando tratti del proprio carattere e ostentando una falsa modestia che trovavamo già nel suo personaggio di Una pezza.
Come lì apriva tutte le Pezze ("Il previsto programma..."), questa prima puntata si chiude: i dialoghi in solitaria guardando in macchina durante i quali si fa domande, si risponde da sola e all'occasione fa insultare i due interlocutori sono una chicca della scena in chiusura dell'episodio 1. Se vi manca questa serie e con lei tutti i suoi personaggi, aguzzate la vista e riconoscerete senz'altro qualcuno di familiare.

I compagni di viaggio controvoglia
Assieme alla protagonista scopriamo tutti i famosi del cinema e della tv che si prestano a dare la loro testimonianza. La prima genera una tra le prime risate con la serietà del suo ruolo assurdo: collega e amica per una carriera, scopriamo una Paola Cortellesi anch'essa lontana dalla recitazione ma entrata in politica, tanto da raggiungere una vetta impensabile, ma avere comunque tempo per lunghe spiegazioni di ciò che tra lei e Fanelli a un certo punto ha smesso di funzionare.
Poi tra i tantissimi che interpretano sé stessi: Sabrina Ferilli, Alessandro Borghi, Paolo Virzì, Geppi Cucciari e Ferzan Ozpetek. Quest'ultimo è l'unico che sembra tessere le lodi di Fanelli sempre e comunque, anche quando viene ricordato un tremendo "tormentone" da lei ideato durante la conduzione di Striscia la notizia - sì, anche questo. Bastano un paio di puntate per far rendere conto al pubblico che forse farebbe meglio a prendere con le pinze ciò che dice.
Ne vogliamo ancora?
La tv italiana, da quella seria a quella più leggera, difficilmente ride di sé stessa: che l'intento sia far ridere, informare o far riflettere non sono molti i casi in cui chi prova a far passare il suo messaggio è anche in grado di fare autocritica o di non prendersi troppo sul serio. In modo simile a Call My Agent, qui Emanuela Fanelli fa ancora di più, accettando di dare alla sé stessa del futuro tutti quei difetti che nella serie d'ispirazione francese rendono Luana Pericoli, personaggio di fantasia, una macchietta.
In Peccato è il volto di una donna e attrice reale che prende estremamente sul serio il suo ruolo nel mondo dello spettacolo e che affronta il diventare quasi invisibile, senza interpretare più un personaggio terzo ma sé stessa.
Non crediamo sia necessario il coraggio, ma credere nel proprio talento senza troppe pretese, dato che nel bene o nel male se lavori a tutti questi dettagli per creare un piccolo gioiellino, seppur mettendoti in ridicolo ai fini della storia, in fondo devi avere la convinzione di essere in grado di far funzionare l'assurdità di ciò che presenti. Emanuela Fanelli supera questa intricata prova di umiltà e sicurezza nelle sue capacità a pieni voti.
Noi dal canto nostro possiamo solo farci mille risate guardando PECCATO su HBO Max e sperare che nel 2049 non ci sarà bisogno di nessun documentario sensazionalistico sul perché la nostra Emanuela non è stata in grado di risalire dagli abissi dello spettacolo dopo un male interpretato commento sfuggitole quando era ospite da Caterina Balivo. Sarebbe veramente un peccato.


