Salta al contenuto

28 anni dopo – Il tempio delle ossa, Recensione: folle, ma convincente

Un sequel dal cambio di tono radicale, dove la follia prende il sopravvento: ecco la nostra recensione di 28 anni dopo – Il tempio delle ossa.

Recensione di 

L'universo post-apocalittico creato da Danny Boyle e Alex Garland torna sul grande schermo dopo l'uscita e il successo del primo capitolo di quella che è a tutti gli effetti una nuova trilogia: 28 anni dopo (trovate qui la nostra recensione).

Il 15 gennaio 2026, infatti, è arrivato nelle sale italiane 28 anni dopo - Il tempio delle ossa, che riprende la narrazione direttamente dove il primo film si concludeva.

Per questo secondo capitolo la regia passa dalle mani di Danny Boyle a quelle di Nia DaCosta (Candyman, The Marvels), che dirige un sequel con un netto cambio di tono, più incentrato sull'azione, ma che riprende sotto alcuni aspetti tecnici il lavoro precedente di Boyle.

La sceneggiatura resta firmata da Garland.

La storia di Spike (Alfie Williams) si fa più complicata e il suo viaggio in solitaria nella terra devastata prende una piega cruda e difficile mentre scopriamo nuove verità sul virus e su una presunta cura grazie al dottor Kelson, l'eccentrico personaggio interpretato da Ralph Fiennes.

Nel cast di 28 anni dopo - Il tempio delle ossa al fianco di Alfie Williams e Ralph Fiennes troviamo: Jack O'Connell (Jimmy Crystal), Chi Lewis Parry (Samson), Erin Kellyman (Jimmy Ink / Kelly), Emma Laird (Jimmima), Sam Locke (Jimmy Fox), Robert Rhodes (Jimmy Jimmy), Ghazi Al Ruffai (Jimmy Snake), Maura Bird (Jimmy Jones), Connor Newell (Jimmy Shite), Mirren Mack (Cathy) e Cillian Murphy (Jim).

28 anni dopo - Il tempio delle ossa: il vero pericolo è l'uomo, non il virus

In 28 anni dopo - Il tempio delle ossa seguiamo il giovane Spike (Alfie Williams) che, separato dal padre, finisce per essere arruolato in una banda di "assassini acrobatici" guidati dal folle e carismatico Sir Jimmy Crystal (Jack O'Connell), un uomo convinto di essere il figlio di Satana e di avere il dovere di portare avanti la sua missione.

La storia evolve esplorando la deriva dei cosiddetti "Jimmies", una setta che vede nell'infezione una forma di purificazione divina.

Il film non si concentra più solo sulla fuga e la sopravvivenza dagli "infetti", ma sulla lotta interna per non perdere la propria anima in un micro-contesto che ha elevato la violenza a dogma religioso.

Jack O'Connell e i Jimmies in 28 anni dopo - Il tempo delle ossa.

Dia DaCosta, con le sue inquadrature dinamiche, ricche di un realismo per quanto possibile più feroce, e con i suoi POV, che riprendono a tratti lo stile di Boyle, ci mostra tutto l'orrore e la paura che prova Spike, abbandonato in una realtà dalla quale prova costantemente a scappare.

La brutalità della setta è persino più spaventosa del mondo esterno e suo malgrado si riunirà anche con il dottor Kelson, figura importantissima per l'evoluzione del suo personaggio, mentore nel primo atto.

Ralph Fiennes in 28 anni dopo - Il tempio delle ossa.

Il dottor Kelson (Ralph Fiennes), infatti, si ritroverà per uno spiacevole equivoco coinvolto nelle dinamiche della setta dei Jimmies, dalle piscine abbandonate alle case diroccate della brughiera, l'ambientazione si sposta per trascinarci nel santuario che dà il titolo al film: una struttura macabra e monumentale dove la morte viene celebrata invece che temuta.

Il tempio delle ossa per i Jimmies ha un significato diverso da quello reale e il dottor Kelson prova a stare al gioco, prima di un epilogo molto commovente con una delle sequenze più spettacolari e memorabili della pellicola sulle note di The Number of the Beast degli Iron Maiden.

Una scena fuori da ogni schema che colpisce lo spettatore come una freccia.

Samson e il Dottore: il peso e il sollievo della cura

Il cuore filosofico del film risiede nel rapporto tra il Dr. Ian Kelson (interpretato da un magistrale Ralph Fiennes) e l'alpha al quale ha dato il nome di Samson (Chi Lewis-Parry).

Kelson vive, come abbiamo potuto già vedere in 28 anni dopo, isolato nel suo tempio di ossa, dove studia gli infetti non per sterminarli, ma per comprenderne l'evoluzione e per lui la morte è un fatto naturale da onorare secondo la filosofia del memento mori.

Chi Lewis Parry e Ralph Fiennes in 28 anni dopo - Il tempio delle ossa.

Nel corso del tempo Kelson sviluppa un vero legame con Samson, che sembra essere mantenuto da un sottile equilibrio chimico, ma in realtà è più profondo di quanto appaia.

Kelson usa la morfina per sedare Samson e lui ne diventa dipendente tanto da recarsi ogni giorno dal dottore per far sì che possa somministrarla. La morfina rappresenta l'ultimo legame con la scienza razionale: una "cura" che non guarisce, ma che tiene a bada la bestialità.

Chi Lewis Parry in 28 anni dopo - Il tempio delle ossa.

In 28 anni dopo - Il tempio delle ossa scopriamo anche per la prima volta ciò che gli infetti vedono: vediamo anche noi attraverso gli occhi di Samson (grazie ad un POV) e il dottor Kelson che ha sempre cercato l'uomo che era e l'ha sempre rispettato sembra aver capito che parte del virus attacca la psiche e così sperimenta anche una cura, un passaggio nuovo e fondamentale per l'andamento della saga.

Il ritorno di Cillian Murphy e il futuro della saga

Uno dei momenti più iconici e attesi dai fan della saga di 28 anni dopo - Il tempio delle ossa è senza dubbio il ritorno di Cillian Murphy nel ruolo di Jim.

Dopo essere rimasto nell'ombra per gran parte della pellicola, Jim riappare nel finale con una presenza fisica e morale che potrebbe ribaltare le sorti di Spike.

Il suo ruolo in questo film funge da "ponte": non è più il risvegliato spaesato di 28 anni prima, ma un uomo che ha compreso come navigare nell'oscurità.

Il suo intervento nel Tempio delle Ossa prepara il terreno per il terzo e conclusivo capitolo della trilogia, dove Jim è destinato probabilmente a essere il catalizzatore della resa dei conti finale tra ciò che resta dell'umanità e il virus ormai mutato.

Voto dell'Autore
7.8/10
Logo HyNerd HyRank - Sistema di valutazione
Recensione Editoriale di Violeta Fidanza, studio cinema e amo scrivere. Steven Spielberg mi ha insegnato a credere nei sogni, Sorrentino a perseverare per far si che diventino realtà.

28 anni dopo - Il tempio delle ossa

28 anni dopo - Il tempio delle ossa segna un punto di passaggio tra il vecchio capitolo di 28 anni dopo e il futuro. Abbandona le atmosfere rurali per abbracciare un cambio di tono drastico e una brutalità grottesca, senza filtri. La regia di Nia DaCosta trascina lo spettatore in un realismo feroce, dove la violenza e la follia dei Jimmies diventa un dogma religioso persino più terrificante del virus stesso. Non è più solo un film di fuga, ma un’immersione cruda in un mondo dove la morte viene celebrata in strutture macabre come il Tempio delle Ossa. Tra le vette interpretative di un magistrale Ralph Fiennes e le nuove rivelazioni scientifiche sul legame psichico del virus, il film prepara il terreno al gran finale. Il ritorno di Cillian Murphy non è solo un omaggio ai fan, ma il segnale definitivo: la battaglia per l'anima dell'umanità è appena entrata nella sua fase più violenta e decisiva.

Argomenti correlati