L'Early Access di Astrobotanica si è aperto il 16 febbraio su PC, portando una ventata di aria fresca – letteralmente – nel mercato strapieno di titoli dei survival game. Dimenticatevi zombie, soldati o dinosauri: qui il nemico è un ecosistema alieno che non perdona, e il nostro arsenale per combatterli è composto da semi, terriccio e provette. Abbiamo passato un paio di ore sul gioco per provare a capire come questo titolo indie voglia rivoluzionare il concetto di "farming" videoludico.
La scienza al servizio della sopravvivenza
La meccanica chiave di Astrobotanica risiede nel suo sistema di crescita procedurale delle piante, denominato dagli sviluppatori "Xenoflora System". Non si tratta semplicemente di far crescere una pianta interrando un seme e aspettando un timer. Ogni pianta aliena ha un DNA diverso che reagisce in tempo reale alla composizione atmosferica e al tipo di terreno che seminerete. Il crafting si sposta dal banco da lavoro al laboratorio: bisognerà provare diverse combinazioni di specie diverse per creare ibridi in grado di produrre ossigeno, ottenere pozioni per curare ferite o, nelle situazioni più disperate, rilasciare tossine difensive per difendervi dalla fauna locale. La gestione delle risorse idriche e la calibrazione del pH del suolo diventano meccaniche di tensione, non di routine, trasformando la botanica in un puzzle game strategico ad alta posta in gioco.

Astrobotanica sembra avere tutte le carte in regola per catturare quella nicchia di giocatori che cercano un'esperienza survival più cerebrale e meno frenetica. Se il bilanciamento pensato tra gestione delle risorse e esplorazione dei terreni manterrà le promesse di questo lancio in accesso anticipato, potremmo trovarci di fronte a una piccola perla di design emergente.
