Elsinore è il nuovo film del regista australiano Simon Stone e con protagonista uno dei migliori attori della sua generazione, Andrew Scott. Dopo aver vinto l'International People's Choice a Toronto e dopo essere stato presentato al BFI a Londra, l'opera, prodotta anche da Andrea Occhipinti (Lucky Red), arriva in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.
"To be, or not to be, that is the question" (Essere o non essere, questo è il problema) recita l'Amleto, in uno dei versi più celebri di Shakespeare. Già pochi mesi fa avevamo sentito questo input risuonare nelle sale cinematografiche con Hamnet di Chloé Zhao e ora la materia letteraria viene ripresa. Hamnet parlava della nascita di Hamlet dalla morte di Hamnet, in un inno alla vita e alla funzione salvifica dell'arte, temi che vengono ripresi e rielaborati in Elsinore.

Quegli stessi versi vengono ancora una volta citati per affrontare un lutto che non si è ancora compiuto, quello dell'attore Ian Charleson che, durante la sua lotta contro l'AIDS, dedicò gli ultimi mesi della sua vita all'interpretazione dell'Amleto al National Theatre. Elsinore è un film che celebra la vita e l'arte, la speranza e le ultime volontà, il desiderio e la perseveranza verso una passione (quella per il teatro) che ci spinge a superare i limiti dell'impossibile. Assistiamo ad un dialogo costante tra l'Amleto e la vita di Ian che si evolve seguendo i versi dell'opera Shakespeariana in un turbinio realistico e crudo di emozioni voraci.
La trama di Elsinore
Cosa succede se un giorno di settembre dell' '89 Daniel Day-Lewis abbandona il palco del National Theatre di Londra, dove stava recitando la parte di Amleto? È questa la premessa da cui parte Elsinore per raccontare la storia vera di Ian Charleson. Siamo alla fine degli anni '80, gli anni dell'exploit dell'HIV, e il co-protagonista del celebre Momenti di Gloria, è stanco dei provini che gli vengono proposti. E così, quando viene chiamato per sostituire Day-Lewis, abbandona tutto per il teatro e per vestire ancora una volta (con una maturità e consapevolezza differente) i panni di Amleto.

Si tratta dell'ultima grande occasione, dell'ultimo desiderio, il massimo a cui un attore di teatro possa ambire: ultimo perché con la proposta arrivano anche i primi segni dell'AIDS. Pochi mesi di vita o forse, con l'aiuto della Dottoressa interpretata da Olivia Colman, pochi anni, quanto basta però (si spera) per riuscire nell'impresa artistica.
Andrew Scott al servizio dell'arte
Vedendo Elsinore non vi sembrerà di stare di fronte ad uno schermo: l'impressione è quella di trovarsi a teatro a vedere le interpretazioni viscerali di un grande attore, Andrew Scott. Anima e corpo superano anche la parete cinematografica e ci colpiscono dritti al petto. Il suo Ian trasuda dolore, zelo e amore infinito per l'arte.

Nei colloqui con Olivia Colman, il livello recitativo raggiunge picchi emozionanti, complice una sceneggiatura che alterna i versi dell'Amleto alle fasi della vita dell'attore e una regia, che nell'ultima mezz'ora esplode con ritmi intensi di montaggio. Elsinore fonde dramma e tragedia, parla di uomo che non si identifica con la sua malattia ma che dedica intensamente se stesso al servizio dell'arte teatrale.


