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Heated Rivalry: la recensione della serie diventata un fenomeno globale

Heated Rivalry arriva al momento giusto, per conquistare ancora più fan e farci diventare tutti degli appassionati di hockey.

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Non ci sono più scuse per non vedere Heated Rivalry. La serie tv è diventata un cult grazie al passaparola su TikTok ancora prima del 13 febbraio, giorno di debutto in Italia su HBO Max. Il successo è indiscutibile e comprensibile: Heated Rivalry funziona perfettamente. Sia come prodotto cinematografico adatto a un pubblico appassionato di serie tv, sia per gli spettatori sportivi ma anche e soprattutto come prodotto di marketing. Heated Rivalry arriva al momento giusto, per conquistare ancora più fan e farci diventare tutti degli appassionati di hockey.

Una scena da Heated Rivalry.
/ Accent Aigu Entertainment

Se da una parte c’è il racconto sportivo, le partite, gli allenamenti e le chiacchiere da spogliatoio, ma anche la pressione e l’adrenalina, dall’altra Heated Rivalry sceglie una narrazione adulta e matura per parlare di relazioni queer in un contesto maschile, tossico e opprimente, scalfendo mura e pregiudizi. Il risultato non è una serie che urla all’originalità o che si inventa qualcosa di nuovo, ma piuttosto utilizza stratagemmi narrativi già noti e apprezzati, i tropes urlati sono quelli dei “rivals to lovers” e “relazione segreta”, per parlare ancora una volta di storie queer, e in questo momento storico ne abbiamo bisogno.

Hollander e Rozanov: gli Heated Rivals sul ghiaccio

Protagonisti sono Shane Hollander e Ilya Rozanov, rispettivamente gli attori Hudson Williams e Connor Storrie. Il primo, canadese, è l’atleta perfetto: controllato e ossessionato dall’idea di mantenere intatta la propria immagine pubblica. Ilya Rozanov, russo, è il suo opposto: magnetico e provocatorio, vive di eccessi e usa la sicurezza come maschera. Diametralmente opposti, rivali sul ghiaccio. Ma quando sono da soli, quando non ci sono le telecamere e i tifosi attorno a loro, non possono fare a meno di guardarsi e bramarsi. L’inevitabile gioco di potere erotico tra i due ben presto sfocia in una travolgente e passionevole relazione segreta, privata e sotto copertura.

Una scena da Heated Rivalry
/ Accent Aigu Entertainment

Ciò che colpisce della narrazione attorno alla relazione dei due giocatori di hockey è la gestione del desiderio: Heated Rivalry non tratta l’erotismo come semplice fanservice, ma come una parte strutturale del racconto. Le scene intime sono molto esplicite ma non interrompono la storia, la fanno avanzare. Le camere d’albergo diventano il luogo in cui la rivalità tra i due si incrina e in cui cedono il controllo a una dimensione fisica più emotiva e personale.

A differenza di altri prodotti televisivi più recenti, pensiamo a Heartstopper e Rosso, Bianco e Sangue Blu,  la serie del regista Jacob Tierney non vuole “purificare” l’intimità queer, ma renderla reale e tangibile. Come dichiarato dal regista stesso, il “sesso è un vero e proprio linguaggio” e le scene di intimità, di numero enormemente maggiore rispetto a quelle sul campo sportivo, permettono a Shane e Ilya di rivelarsi davvero, almeno tra di loro.

Una scena da Heated Rivalry.
/ Accent Aigu Entertainment

Quasi come se a scontrarsi fossero il corpo sportivo e quello intimo. Il corpo è un personaggio, protagonista a sé stante nella serie. La serie tv punta non solo sulla chimica tra i due attori, ma anche e soprattutto su come i loro corpi comunicano anche senza l’utilizzo delle parole. Nota di merito però per la messa in scena dell'importanza del consenso esplicito. La rappresentazione del consenso è tra le novità più interessanti e positive proposte in Heated Rivalry.

Lo sport romance è adulto e maturo

Il genere dello sport romance è diventato sempre più popolare negli ultimi anni. La cultura pop è costellata da esempi che raccontano storie d'amore sullo sfondo di contesti sportivi, e quasi sempre gli sport sul ghiaccio sono i prediletti dai creatori ma anche dagli spettatori: da Spinning Out al più recente Finding her edge su Netlix, i pattini sul ghiaccio hanno conquistato decine di migliaia di spettatori.

La serie tv Heated Rivalry, tratta a sua volta dalla serie di romanzi di Rachel Reid, calca l'onda del successo di questa moda pop e costruisce un racconto che oltre alla questione romantica diventa anche monito per parlare della cultura dello sport e delle dinamiche tossiche al suo interno.

Una scena da Heated Rivalry.
/ Accent Aigu Entertainment

Lo sport professionistico è un tema fondamentale della serie. Ma più che concentrarsi sui risultati sportivi dei giocatori, Heated Rivalry racconta cosa significa sentire costantemente il peso delle aspettative degli altri, tifosi e famiglia, non solo a livello sportivo ma anche e soprattutto personale. Il punto non è la paura del giudizio, quanto quella della perdita. Si può perdere tutto in un solo momento se non si rispettano le aspettative.

La serie lo dichiara costantemente: amare non è un atto romantico astratto, è un rischio strutturale. Va misurato e studiato. Questo sposta la storia di Hollander e Rozanov su un piano più contemporaneo di quanto sembri: Heated Rivalry parla sì di hockey, ma anche di un presente in cui tutto è performance. E in un mondo così, l’intimità diventa radicale proprio perché non è controllabile: l’amore è qualcosa che non si può gestire con una strategia.

Le Olimpiadi di Heated Rivalry

Indubbio però che questo sia il momento mediatico ideale per l'arrivo di Heated Rivalry. La coincidenza con le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 ha reso la serie quasi “naturale” dentro l’immaginario del periodo. Durante le Olimpiadi lo sport torna a essere racconto collettivo: seguiamo rivalità, nazioni, parliamo di atleti e sacrifici. Eppure quello che affascina di più sono i momenti umani, quando il gioco finisce e gli atleti corrono dai loro cari.

L'atleta come mito pop non funziona più da solo: non ricordiamo più solo i risultati sportivi, chi ha vinto quale medaglia, ma chi è corso ad abbracciare un padre e chi invece ha baciato la propria ragazza. Heated Rivalry non è solo la serie tv del momento, è il momento.

Voto dell'Autore
7.5/10
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Recensione Editoriale di Diletta Chiarello, appassionata di serie tv, libri e cinema sin da bambina, ho studiato cinema e comunicazione all'università. Le commedie romantiche e i teen drama sono il mio pane quotidiano, ma il mio film preferito del venerdì sera è sempre Arancia Meccanica.

Heated Rivalry

Heated Rivalry riesce a essere sexy, emotiva, politica. È una storia che dimostra quanto il pubblico globale sia pronto a vedere sullo schermo una relazione queer adulta e matura, inserita in un contesto che tradizionalmente la esclude.

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