Oggi torniamo più carichi che mai con le recensioni di IT: Welcome to Derry: il sesto episodio, uscito settimana scorsa, e il settimo. Sono due episodi diversi ma perfetti per essere messi a confronto: ecco cosa ne pensiamo.
IT: Welcome to Derry 1×06: i perdenti si dividono
La sesta puntata di IT: Welcome to Derry, lunga più di un’ora, scorre come se durasse dieci minuti—e non per l’orrore. Possiamo definirla la meno gore, ma psicologicamente è terrificante.
Lilly, ora che possiede il frammento di meteorite che IT teme, vuole tornare nelle fogne per distruggerlo. Ronnie, invece, si rifiuta: lo scontro tra le due sfocia in un violento litigio che divide il gruppo. Will segue Ronnie, avendo una cotta per lei, mentre Richie e Marge—impacciati, innamorati in quel modo dolce che solo i bambini sanno avere—cercano un modo per riunire tutti.
Questa sesta puntata ci fa conoscere più a fondo un personaggio importante, qualcuno che credevamo dalla parte dei Perdenti e che invece ha fatto scelte terribilmente sbagliate. Vediamo infatti Lilly, disperata e senza nessuno a cui rivolgersi, recarsi da Ms. Carsh, l’infermiera del Juniper Hill: una sua amica e l’unica adulta che le creda davvero. Il problema è che, entrando in casa, Lilly nota delle foto e un costume da clown nella soffitta, collegando così questa puntata alla terza—quando, nel flashback del capo dell’esercito, compariva una bambina vestita da clown. Era lei: la figlia del vero (essere umano) Pennywise, il clown ballerino.
La donna amava moltissimo suo padre e, lavorando nel manicomio, quando sentì una bambina parlarne, la accompagnò da IT. La creatura, sentendola chiamare “papà”, la ingannò assumendo le sembianze del padre e convincendola che, per rivederlo, doveva dargli bambini da mangiare.

IT: Welcome to Derry 1×07: Muschietti torna alla regia, e si vede
Finalmente otteniamo un flashback atteso per tutta la stagione. Scopriamo perché IT ha scelto proprio Bob Carsh come forma principale: Bob era Pennywise, il clown ballerino amato da tutti i bambini e da sua figlia, che lo aiutava durante gli spettacoli. Il momento più inquietante arriva quando un bambino misterioso, durante una pausa, lo conduce nella foresta dicendo: «Lì c’è mia madre». È un chiaro e scioccante riferimento alla natura femminile di IT, già suggerita nella mitologia originale.
Il cuore dell’episodio, però, è la ricostruzione del massacro del Black Spot: i suprematisti bianchi, alla ricerca di un fuggitivo, decidono di chiudere tutti nel locale, dar fuoco all’edificio e sparare a chiunque tenti di scappare. È un massacro feroce, reso con una regia serrata e visivamente devastante. Grazie alle sue visioni, Halloran riesce a fuggire insieme al giovane Mike. Purtroppo Marge e Richie restano indietro: allora Richie, in un gesto eroico, chiude Marge in una cella frigorifera, sacrificandosi per salvarla. Una scena sconvolgente, che colpisce sia la ragazzina sia noi spettatori.
E arriva la rivelazione più amara: la soffiata ai suprematisti era stata data proprio da Mrs. Carsh. Travestita da clown, la donna aspetta ansiosamente il ritorno del “padre”. Ma a comparire davanti a lei è IT, che uccide suo marito senza esitazione. Solo quando la creatura afferma di doversi ritirare a dormire per 27 anni, la donna capisce finalmente che non si tratta di suo padre. Una comprensione tardiva e quasi ridicola, che rende il personaggio all’altezza del triste destino che l’attende: quello che vediamo nella splendida immagine finale dei pozzi neri.
Nel frattempo, dal lato dei militari scopriamo che vogliono distruggere il meteorite di IT, l’oggetto che limita il mostro alla foresta. Perché? Per creare un “nemico comune” con cui unire l’America. Ma IT non è ancora in letargo. In una scena macabra e visivamente straordinaria, lo vediamo immerso nel sangue: mentre sta per addormentarsi, il mostro apre gli occhi, luminosi e affamati, pronto a catturare Will.

IT: Welcome to Derry 1×06 e 1x07 a confronto: la calma prima della tempesta
Il sesto episodio, pur lento, rappresentava un rallentamento positivo: un momento di respiro, fatto di emozioni dolci e persino di tenerezza, utile per preparare lo spettatore a ciò che stava per arrivare.
Il settimo episodio, al contrario, è un’esplosione violenta e dolorosa, dove il ritorno di Muschietti si sente in ogni scena: atmosfere più cupe, scenografie più macabre ma splendide, e soprattutto un Bill Skarsgård straordinario, presente molto più che nelle puntate precedenti.

