È uscito nelle sale il nuovo film di Taika Waititi, regista e interprete di Jojo Rabbit e Thor: Ragnarok, con protagonista la giovane star Jenna Ortega, affiancata da Amy Adams e Mia Tharia. La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro.
Il film è passato dalla Festa del Cinema di Roma, dove abbiamo avuto l'occasione di vederlo in anteprima. Tra gli insegnamenti della vita umana, i valori e l'amicizia, ecco la nostra recensione completa di Klara e il Sole.
Klara e il Sole esce nel momento giusto
In un momento storico segnato da guerre e fortemente influenzato dalle più svariate forme di intelligenza artificiale, diventate un tema ricorrente anche sul grande schermo, Klara e il Sole ci parla apertamente di robot e IA, ma lo fa in una maniera tutta sua, con estrema delicatezza e una chiave di lettura originale che lo distingue.

Non vediamo i classici computer o gli ologrammi capaci di fornire risposte immediate a qualsiasi domanda, bensì robot umanoidi dalle vere e proprie fattezze umane, con le sembianze di Jenna Ortega, che interagiscono fisicamente con le persone e instaurano con loro dei legami.
Forse, proprio perché l'intelligenza artificiale è sempre più presente nelle nostre vite e continua a evolversi, una delle morali del film è che non serve eccedere nell'utilizzo della tecnologia. L'aiuto e l'ampio patrimonio di conoscenze che questa offre possono infatti diventare strumenti preziosi per la nostra specie.
L'energia solare carica anche i (troppi) temi di Klara e il Sole
Nel suo film precedente, Chi segna vince, Waititi ci ha insegnato che non serve vincere la partita del secolo o essere i primi della lista per ottenere il proprio riscatto. In questa nuova fatica, il regista sembra invece parlare con il cuore ancora più aperto, affrontando temi di grande attualità.
Non esiste un limite al numero di argomenti che possono trovare spazio in un prodotto audiovisivo, ma è chiaro che, per ottenere un buon risultato, devono essere gestiti al meglio. Klara e il Sole affronta delicatamente diverse tematiche, come l'elaborazione del lutto, l'integrazione nel mondo, il dolore e la paura, ma tra tutte spicca sicuramente quella dell'amicizia.
Nel complesso, forse è proprio qui che il film mostra qualche cigolio robotico: la presenza di troppi argomenti all'interno della stessa storia provoca un leggero, ma evidente, sbilanciamento. Non si tratta di un problema particolarmente grave, ma che lascia comunque emergere alcune piccole lacune.
Un film in pieno stile Waititi
Ormai, al netto dei film Marvel, conosciamo bene il marchio di fabbrica e lo stile tipico di Taika Waititi. Nel 2019, con Jojo Rabbit, il regista ha scelto di affrontare con ironia eventi drammatici e crudeli, mentre questa volta parte da temi attuali per costruire scenari complementari, mettendo al centro dell'attenzione il valore dei rapporti umani e l'importanza di non essere sempre perfetti.

Il regista crea un netto parallelismo quando Klara esce di casa e si ritrova sotto il cielo aperto: campi lunghissimi, un robot umanoide per la prima volta a contatto con la natura, intento a mettere a fuoco un vasto campo di grano, e la successiva paura nel vedere le macchine agricole che ne oscurano la luce del sole.
Sono sequenze che parlano da sole e offrono spunti di riflessione sulla vera natura dell'intelligenza artificiale.
Inoltre, come di consueto, Waititi inserisce qua e là momenti ed espressioni divertenti, che in questo caso servono ad alleggerire la componente emotiva dell'intero film. Anche questi momenti, però, sono inseriti con delicatezza e nei tempi giusti, senza risultare fuori luogo.
Jenna Ortega è la vera luce del film
Quando pensiamo a Jenna Ortega, il primo ruolo che ci viene in mente è senza dubbio quello di Mercoledì Addams, che ha contribuito maggiormente a consacrarla al successo. Niente trecce, questa volta, ma capelli scompigliati e un caschetto che contribuisce a delineare un'immagine completamente diversa dell'attrice.

Nella realtà dei fatti, però, ci stiamo pian piano allontanando da questo stereotipo. Il merito è suo, che con il passare del tempo e delle performance ci sta convincendo di una certa versatilità. Klara e il Sole non fa altro che confermare questo processo di crescita della giovane attrice.
