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Paul Thomas Anderson: i 3 migliori film del regista di Una battaglia dopo l’altra

Paul Thomas Anderson, regista di Una battaglia dopo l’altra, ormai da anni persegue una cinematografia ben precisa. Ecco i suoi tre più grandi film.

Paul Thomas Anderson sul set di Una battaglia dopo l'altra.
Paul Thomas Anderson sul set di Una battaglia dopo l'altra.

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Paul Thomas Anderson, appena uscito con Una battaglia dopo l'altra, è uno dei registi più innovativi e caratteristici del cinema moderno. Le sue opere si distinguono per una profonda introspezione psicologia, una regia meticolosa e una straordinaria capacità di raccontare l'America attraverso personaggi complessi e sfaccettati. Questi sono i tre film che più si fanno notare per forza visiva, impatto narrativo e valore artistico.

Magnolia (1999)

Tom Cruise in Magnolia di Paul Thomas Anderson.

Magnolia è senza dubbio il film più emotivamente ambizioso di Paul Thomas Anderson. Racconta le storie intrecciate di diversi personaggi nella San Fernando Valley, tutti alle prese con il dolore, la redenzione e la possibilità di una seconda chance. E' un vero e proprio mosaico umano, ricco di traumi irrisolti e connessioni invisibili, che si conclude con un finale dolceamaro, non soddisfacente per tutti.

Il film è noto per il suo tono teatrale, la narrazione corale e una delle sequenze più sorprendenti del cinema moderna: una grottesca pioggia di rane. Il cast, che include Tom Cruise in una delle sue interpretazioni più intense, è diretto con maestria e sostenuto dalla colonna sonora di Aimee Mann che accompagna perfettamente gli stati d'animo dei personaggi.

Il petroliere (2007)

Daniel Day-Lewis in Il petroliere di Paul Thomas Anderson.

Spesso considerato il massimo capolavoro del regista, Il petroliere è un'opera monumentale che affronta svariati temi, fra cui l'avidità, il potere e la solitudine nell'America della corsa al petrolio. Ambientato all'inizio del XX secolo, segue la storia di un cercatore di petrolio, Daniel Plainview, il quale è disposto a ogni cosa pur di arricchirsi.

L'interpretazione di Daniel Day-Lewis, che gli valse il secondo Oscar, è universalmente riconosciuta come una delle più grandi performance di tutti i tempi: è magnetica, inquietante, gravosa... e dietro la macchina da presa Anderson costruisce con lentezza e precisione una tensione papabile. Anche qui la colonna sonora ha un ruolo fondamentale: Jonny Greenwood, alla prima collaborazione col regista, delinea una sottofondo minimale e inquieto, contribuendo a creare un'atmosfera unica.

The Master (2012)

Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix in The Master di Paul Thomas Anderson.

Paul Thomas Anderson decide di affrontare temi delicati come la fede, il bisogno umano di una guida e il controllo in The Master: esplora il rapporto complesso e teso fra un ex soldato tormentato, interpretato da Joaquin Phoenix (a breve al cinema con Eddington), e il carismatico leader di un culto pseudoreligioso (ispirato in parte al fondatore di Scientology), interpretato dal compianto Philip Seymour Hoffman.

Visiamente straordinario e girato in 65mm, il film riflette sulla manipolazione, sull'identità e sulla dipendenza affettiva, in un contesto come quello americano dove i culti sono parecchio diffusi. Le interpretazioni sono eccezionali e il cast è ricco di nomi altisonanti, oltre ai già citati Phoenix e Seymour Hoffman abbiamo anche Amy Adams, Rami Malek, Laura Dern e Jesse Plemons. È sicuramente l'opera più densa e impegnativa del regista in termini di temi, ma resistendo un po' si scopre un'estetica affascinante e un racconto colmo di spunti interessantissimi.