È ancora impresso nella nostra memoria la dichiarazione d’amore di Harry a Sally durante la notte di Capodanno o il primo bacio scattato tra il giovane librario William e l’attrice Anna, il tutto nato per “colpa” di un bicchiere di succo d’arancia rovesciato; e come dimenticare la corsa dove Bridget, con addosso solo le mutande e una canottiera, insegue tra le strade imbiancate di Londra il suo Darcy?
Queste sono solo alcune delle sequenze più celebri della storia del cinema, in particolar modo se parliamo del genere romantico. Pellicole che hanno accompagnato i Millenials per una lunga generazione, con picchi di popolarità tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, sebbene nel suo percorso più recente ha trovato un notevole declino.
Eppure, quello di People We Meet On Vacation, opera attualmente disponibile sulla piattaforma Netflix, non è solo la prova che questo genere sta fiorendo (nuovamente) ma è una vera e propria lettera d’amore indirizzata alla Generazione Z (con tanto di omaggi al passato).
People We Meet On Vacation, di cosa si parla?
Tratto dall’omonimo romanzo dell’autrice bestseller del New York Times Emily Henry, la storia si apre sulla giovane scrittrice Poppy Wright, il cui sogno di viaggiare in continuazione e descrivere i posti da lei visitati l’hanno portata a trasferirsi a New York per lavorare presso la rivista R&R.
Tuttavia, la protagonista si rende presto conto di come le sue avventure hanno perso quell’entusiasmo – tanto da portarla a perdere ardore per la sua vocazione – a causa di una lite con il suo migliore amico Alex Nilsen, avvenuta due anni prima.
Da allora i rapporti tra i due si sono raffreddati fino a farli perdere di vista, allontanandoli gradualmente. Nonostante il suo animo, Poppy riceve a sorpresa l’invito al matrimonio da parte del fratello di Alex, un pretesto che la conduce dritta nella città di Barcellona, in particolar modo di fronte al suo amico d’infanzia.
Tra numerosi flashback si scopre come Poppy e Alex non hanno solo condiviso una lunga amicizia iniziata all’università, ma anche viaggi che li hanno portati a scoprire nuovi mondi e nuovi sentimenti.
Due protagonisti già visti in passato
Quello di People We Meet On Vacation è il primo romanzo firmato da Emily Henry opzionato per una trasposizione cinematografica, un successo il suo in ambito letterario (e rigorosamente di genere rosa) le cui radici affondano già nel 2020 con la pubblicazione del suo primo manoscritto, Beach Read.
Eppure, non sorprende il fatto che è stata proprio la sua seconda opera a fare breccia nel cuore del regista Brett Haley, già autore in passato del musical Hearts Beat Loud.
D’altronde, non solo ci troviamo di fronte a uno schema letterario amato dal pubblico femminile – il classico friends to lovers – ma addirittura l’opera riserva vari omaggi al classico Harry, ti presento Sally invertendone le caratteristiche dei due protagonisti.

Il fascino dietro People We Meet on Vacation
Il fascino di People We Meet On Vacation risiede proprio nella sceneggiatura curata da Yulin Kuang, Amos Vernon e Nunzio Randazzo i quali, rispettandone la prosa impiegata nel romanzo, adottano una struttura caratterizzata da più linee temporali non lineare fondamentale per la ricostruzione del rapporto d’amicizia sbocciato tra Poppy e Alex.
Ambientato nella New York del presente dove Poppy si ritrova sopraffatta da un lavoro poco edificante e piatto, la storia riavvolge il nastro attraverso alcuni flashback del passato nella quale si cerca di far capire allo spettatore l’evolversi del rapporto dei due protagonisti, la cui amicizia compromessa li ha portati alla tensione attuale.
Ecco come le esperienze da loro condivise in viaggi come Canada, New Orleans, Toscana e Barcellona diventano il pretesto per approfondire le loro differenze sociali, i loro caratteri.

L’opera non solo cattura l’innocenza delle commedie romantiche degli anni Novanta e Duemila ma addirittura ne risalta i lati più umoristici, a partire dalla rappresentazione dei suoi personaggi.
Poppy Wright e Alex Nilsen incarnano lo spirito di Harry Burns e Sally Albright ma in maniera inversa: se la prima è una ragazza affascinante e goffa, alquanto loquace e dallo spirito libero, il secondo incarna l’apoteosi del ragazzo riservato che poco lascia trasparire i suoi sentimenti, fondamentalmente legato al presente e a costruirsi un futuro pianificato.
Una chimica ben collaudata che traspare dagli interpreti Emily Bader e Tom Blyth i quali, servendosi di una certa comicità, propongono una loro versione personale del primo viaggio in macchina da sconosciuti, un invito a ripescare dalla memoria il film del compianto Rob Reiner.
Nelle due ore di durata People We Meet On Vacation celebra un lungo periodo storico del genere cinematografico romantico valendosi sì di determinati richiami come il primo bacio sotto la pioggia (Quattro matrimoni e un funerale), la dichiarazione d’amore (Notting Hill) e il lungo abito giallo indossato da Poppy (Come farsi lasciare in dieci giorni) ma lasciando al cineasta la libertà di esplorare l’amore maturo, di quelli nella quale viene promossa la comunicazione, enfatizzando la crescita personale dei due protagonisti e trasformando in metafora il significato dei loro viaggi, sinonimo del loro cambiamento.
È altresì vero che non si tratta di un film perfetto in quanto sono presenti alcuni difetti, nello specifico il voler lasciare in secondo piano – senza mai approfondire – i personaggi secondari che ruotano attorno a Poppy e Wright, così come alcune scelte stilistiche che si allontanano dal manoscritto.
Eppure, per la prima volta Netflix ci regala una commedia romantica sagace e brillante, illuminando con la sua storia un genere che sembrava sopito.
