È da poco uscito nella sale cinematografiche il nuovo attesissimo sequel d'animazione Disney Animation Studios Zootropolis 2.
Judy Hopps e Nick Wilde sono tornati al centro della scena e dovranno aiutare un serpente di nome Gary (Ke Yuy Quan) a dimostrare che i rettili non sono una minaccia per la città animalesca. La chiave per ristabilire il quieto vivere è davanti agli occhi, ma qualcuno cercherà di ostacolarli per il suo ego.
Il nuovo film Disney, che esce a distanza di 9 anni dall'originale, è significativo ed emozionante, forse anche più del primo. Ecco cosa ne pensiamo.
Zootropolis 2 amplia gli orizzonti della saga
A Zootropolis ognuno ha la sua area, ogni animale vive nel proprio habitat in maniera piuttosto tranquilla, tolta qualche fuga che richiede l'intervento della polizia. Ed è qua che entra in gioco la coppia investigativa più frizzante della città.

Il film fa un passo avanti inserendo la specie dei rettili. Oltre al modo figurato con Gary De'Snake, lo fa attraverso alcuni valori molto importanti come l'accettazione, la paura di mettersi in mostra e lo spirito di squadra che costruisce la forza.
Già nel primo capitolo abbiamo visto paesaggi, metropoli, ghiacciai e zone erbivore piene di colori in cui ogni specie animale poteva coesistere. Questo secondo capitolo amplia i suoi orizzonti su ambienti e paesi di Zootropolis non ancora scoperti, ma che sono sempre stati lì, davanti a tutti.
Un'avventura più corale
Il duo investigativo in fuga dal dipartimento ha trovato aiutanti per la loro nuova missione. Tra questi c'è Nibbles Mapelstick, un castoro dal carattere frizzante, la reporter youtuber della tana marina che ha agevolato la missione per salvare Gary.
La corsa contro il tempo di Zootropolis 2 si svolge infatti in una avventura più corale rispetto al primo. Amicizia, supporto reciproco e nuovi legami sono al centro di tutto.

Lo scopo prefissato dai creatori del film animato è probabilmente anche quello di stabilire una comunità in cui nessuno deve sentirsi escluso o giudicato, ed in questo sono riusciti benissimo.
Zootropolis 2 e la coppia delle meraviglie
Il focus principale è su di loro, la faccenda si risolve grazie a loro e tutto gira attorno a loro che sono i collanti di tutto: i partner Judy e Nick.
Non solo riescono ad essere due personaggi fonte di ispirazione e riferimento, ma capita proprio che il film si soffermi sul loro rapporto, sulla loro relazione, dando nuovamente molteplici spunti e temi di riflessione non indifferenti.
Solitamente tali delicate argomentazioni sono sfiorate o toccate in modo superficiale nei film d'animazione, ma questa volta, come non mai, vengono esplorate e trattate in una maniera così emozionante, diretta ed esplicativa che sono in grado di toccare anche le corde dei cuori più restii.

La Volpe e la Coniglietta non sono la solita coppia, grazie inoltre alle rivelazioni che il pubblico aspettava, abbiamo capito quanto, a volte, sia importante avere qualcuno al proprio fianco per non sentirsi smarriti.
Il doppiaggio italiano di Zootropolis 2
Degna di nota la controparte del doppiaggio italiano, che si è fatto sentire a gran voce. Citiamo Max Angioni (che presta la voce a Gary), che dimostra di saperci fare anche in sala doppiaggio. Insieme a lui Michela Giraud nei panni della castora, che porta il giusto tocco di vivacità ad un personaggio particolarmente vicino al suo stile comico.
Zootropolis 2 supera l'originale?
Un quesito che si sta ultimamente facendo sentire tra il pubblico e la critica riguarda proprio il confronto tra il primo e il secondo capitolo. Zootropolis 2 è veramente meglio di Zootropolis?
Secondo noi i due film sono abbastanza al pari l'uno con l'altro e non è certo corretto fare una gara a quale sia il migliore. Tenendo conto dei tempi attuali e di come anche la Disney sia leggermente calata di inventiva per nuove storie originali (come accaduto con Elio), questo sequel ha probabilmente un valore aggiunto in stile, caratterizzazione e coesione rispetto all'originale.

D'altro canto, squadra che vince non si cambia: Il grande successo di Zootropolis nel 2016 ha permesso la realizzazione di un secondo film, offrendo un’ulteriore (e ben riuscita) conferma che i sequel delle saghe più amate funzionano quando ci sono le idee giuste, proprio come in questo caso.
