La figura della madre come essere spaventoso, anziché come la persona in cui un bambino ripone tutta la propria fiducia, è un topos letterario e cinematografico ricorrente, soprattutto nelle fiabe, dove le madri vengono spesso rappresentate come streghe o creature mostruose.
In Mammina, una misteriosa entità malvagia assume le sembianze della madre della protagonista con l'obiettivo di impossessarsi del suo corpo. Non è, però, la prima volta che il cinema esplora questo tema: sono numerosi i film che hanno trasformato la figura materna in una presenza inquietante, capace di nascondere un lato oscuro dietro un'apparente immagine di amore e protezione.
Ecco, allora, una lista di film che, proprio come Mammina, stravolgono il ruolo tradizionale della madre, trasformandolo in qualcosa di terrificante.
Mama - La madre (2013)
Prima di parlare di questo film, è importante sottolineare la presenza di Jessica Chastain, protagonista anche di Mammina. L'attrice, che ha più volte espresso il proprio interesse per il genere horror, interpreta qui Annabel, al fianco di Nikolaj Coster-Waldau.
La giovane coppia si ritrova ad accogliere le due nipoti dopo la morte dei loro genitori. Ben presto, però, i due sospettano che uno spirito soprannaturale chiamato Mama si sia legato alle bambine e non abbia alcuna intenzione di lasciarle andare.
Diretto da un giovane Andy Muschietti, il film richiama molto da vicino l'idea di un'entità che vuole assumere il ruolo di madre, trasformando un apparente desiderio di protezione in una presenza minacciosa. Un horror godibile, sebbene mostri ancora un Muschietti alle prime armi.
Coraline e la porta magica (2009)
Acclamato dalla critica e diventato un punto di riferimento dell'animazione dalle atmosfere horror, Coraline e la porta magica è spesso considerato uno dei film più rappresentativi del genere dedicato anche a un pubblico più giovane.
La protagonista, Coraline, si trasferisce con la famiglia in una nuova città. I genitori, presi dai propri impegni, non le dedicano molto tempo e la bambina finisce per sentirsi trascurata. Un giorno scopre una galleria nascosta nella casa, che la conduce in una versione alternativa della sua abitazione, apparentemente migliore, dove incontra due genitori perfetti, premurosi e sempre disponibili.
L'idillio, tuttavia, non dura a lungo: dietro quella famiglia ideale si nasconde qualcosa di inquietante, destinato a trasformare la sua nuova realtà in un incubo.
Grazie alle sue atmosfere cupe e alla rappresentazione di una figura materna tanto seducente quanto minacciosa, Coraline e la porta magica è ancora oggi uno dei titoli più apprezzati dello studio Laika.
Psycho (1960)
A prima vista, il celebre film di Alfred Hitchcock potrebbe sembrare poco adatto a questa selezione, ma il rapporto tra Norman Bates e sua madre lo rende un esempio particolarmente significativo.
Il legame morboso tra i due, l'influenza esercitata dalla figura materna sulla psiche del protagonista e il peso della sua presenza contribuiscono a trasformare la madre in qualcosa di molto più inquietante di un semplice personaggio secondario.
In Psycho, la figura materna diventa una presenza oscura e opprimente, capace di condizionare profondamente l'identità e il comportamento del figlio. Hitchcock affronta così il lato più disturbante del rapporto madre-figlio, dimostrando come una figura tradizionalmente associata alla protezione possa trasformarsi, anche attraverso la memoria e l'ossessione, in una fonte di terrore.
