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Elemental, Recensione – Diversi solo all’apparenza

Pixar torna al cinema con Elemental, un film su relazioni (im)possibili e accettazione dell’altro.

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Il 21 giugno è sbarcato nelle sale italiane Elemental, il nuovo film d’animazione targato Disney Pixar e diretto da Peter Sohn, per la seconda volta alla regia dopo Il viaggio di Arlo, a seguito dell’abbandono di Bob Peterson.

Si sa, i film d’animazione che nascono nei Pixar Animation Studios sono sempre sinonimo di qualità, la casa di produzione cinematografica porta sugli schermi di tutto il mondo da anni e anni pellicole in grado di coinvolgere in ugual modo grandi e piccini.

Le tematiche trattate nei loro lungometraggi a partire dal 1995 con Toy Story fino ad arrivare all’ultimo nato Elemental toccano molteplici aspetti della vita e della società, anche i più delicati, usando il linguaggio ormai universale dell’animazione digitale, in grado di trasmettere messaggi forti attraverso immagini visivamente d’impatto e personaggi carismatici, ai quali è difficile non affezionarsi.

Elemental da questo punto di vista non fa accezione, anche se dai trailer il film appariva come un insieme tra Zootropolis (Walt Disney Animation Studios) ed Inside out (Pixar Animation Studios), quindi qualcosa di già visto, la trama e i personaggi ideati da Peter Sohn, John Hoberg, Kat Likkel, Brenda Hsueh riescono a fare breccia nello spettatore.

Nella versione originale del film i protagonisti, Ember Lumen e Wade Ripple, sono doppiati da Leah Lewis e Mamoudou Athie, mentre in quella italiana sono l’attrice Valentina Romani e il conduttore Stefano de Martino a prestare le loro voci per i due personaggi.

Non si getta acqua sul fuoco

In una città cosmopolita dove convivono creature con forme e caratteristiche dei quattro elementi naturali (fuoco, acqua, terra e aria), Ember Lumen, una ragazza figlia di migranti dalla Terra del fuoco, sta per prendere in mano la gestione del negozio di famiglia, anche se con qualche difficoltà: non riesce a gestire bene la rabbia e soprattutto non è capace di entrare in empatia con i clienti.

Un giorno questa eccessiva rabbia causa un incidente grazie al quale Ember incontra Wade Ripple, un ragazzo acquatico che vive facendosi guidare al cento per cento dalle sue emozioni.

Questo incontro totalmente inaspettato cambia tutte le carte in tavola e riscrive il destino di Ember.

La ragazza inizia ad entrare davvero a contatto con le emozioni, sia con le sue che con quelle degli altri, e scopre anche che la sua vera vocazione è ben diversa e molto lontana dal negozio di famiglia.

Man mano che gli eventi si svolgono, i due personaggi così apparentemente diversi stabiliscono una connessione intensa, al tal punto da dar vita ad una storia d’amore. Come moltissime storie della narrativa e del cinema ci insegnano, però, c’è sempre un ostacolo.

In Elemental, l’ostacolo è rappresentato principalmente da Ember stessa, che inizialmente non riesce ad accettare tutti questi cambiamenti e l’amore che prova per Wade la spaventa al tal punto da voler mettere la parola fine a quel legame.

La nostra protagonista è confusa, ha paura di deludere suo padre e le aspettative che ripone in lei, inoltre, lui non ha mai visto di buon occhio il popolo degli acquatici e non accetterebbe mai che sua figlia frequenti uno di loro.

Acqua e fuoco non sono fatti perconvivere, figuriamoci per innamorarsi, è impossibile o addirittura pericoloso.

In realtà Ember e Wade ci insegnano che nulla è impossibile e che le differenze vengono meno quando due anime affini si incontrano.

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Prevedibile ma non banale

La pellicola di Shon ci racconta un amore apparentemente impossibile, usando gli elementi naturali più in contrasto tra loro come protagonisti, ma non si limita a questo.

Di storie d’amore del genere sul grande schermo se ne sono viste a centinaia e probabilmente per il pubblico più adulto le dinamiche narrative di Elemental sono subito chiare ed evidenti, dall’inizio fino alla conclusione del film, ma questa prevedibilità non è certamente un difetto.

Raccontare una storia usando gli archetipi base della narrativa è il modo più semplice in alcuni casi per veicolare un messaggio che arrivi universalmente a qualsiasi tipo di spettatore.

Quella che apparentemente può sembrare retorica spicciola in realtà è l’attualità trasposta e addolcita da un inevitabile lieto fine.

Come detto in precedenza, Elemental, con tutta la bellezza della sua animazione e dei suoi colori scintillanti, trasmette un messaggio che è sempre opportuno che venga mostrato: alcune differenze sono solo apparenti e quando due anime si incontrano esse cessano di esistere.

Inoltre vengono toccate, sempre con estrema delicatezza, anche le tematiche relative all’immigrazione, all’integrazione e all'accettazione delle culture che ci appaiono diverse o lontane.

Tematiche caldissime al giorno d’oggi e vicinissime al regista stesso, Shon, figlio di coreani immigrati nel Bronx. Parte della storia di Elemental è anche la sua storia.

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Un’animazione sorprendente e cristallina

Il punto di forza più evidente della nuova pellicola targata Pixar è sicuramente l’impatto visivo.

Nonostante non ci siano spettacolari trovate innovative da lasciare a bocca aperta, l’animazione è riuscita perfettamente a rendere gli elementi in modo sorprendentemente realistico, pur antropomorfizzandoli.

La cristallinità dell’acqua e la forza dirompente del fuoco traspaiono chiarissime e lucenti, questo basta per sorprendere e rendere l’esperienza nel mondo di Elemental più immersiva possibile.

Va detto però che la pellicola non è esente da difetti e che la prevedibilità che le appartiene, oltre ad una serie di pro, porta con sé anche diversi contro, tra cui quello di poter annoiare una fetta di pubblico a causa dei toni eccessivamente didascalici di alcuni scene.

Elemental non è un film perfetto, ma anche l’imperfezione ha i suoi lati positivi e un buon film non deve per forza essere un capolavoro, ma deve essere capace di emozionare, ed Elemental l'emozione sa trasmetterla a pieno.

Immagine d'informazione

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Elemental

Elemental è la nuova pellicola targata Pixar e firmata dal regista Peter Sohn. La storia che Sohn ci racconta è quella di un mondo dove gli elementi della natura vivono e convivo tra di loro. In questo mondo una ragazza di fuoco e un ragazzo acquatico si incontrano e si innamorano, dimostrandoci che nulla è impossibile quando due anime si incontrano. Elemental però non è solo l'emozionante narrazione di un apparente amore impossibile, ma è un film che attraverso animazioni bellissime ci parla d'integrazione, di tradizioni e delle difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo a causa del peso delle aspettative. Il nuovo nato in casa Pixar non è un film perfetto, per alcuni potrebbe sembrare anche scontato, ma sa coinvolgere ed emozionare, riuscendo a veicolare i messaggi ad un pubblico indistinto di grandi e piccini.

Dove vederlo: