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Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente, Recensione: un degno prequel?

di Martina Bellantuono

Pubblicato il 2023-11-23

La famosa saga letteraria torna al cinema con Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente. Avrà soddisfatto le nostre aspettative?

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Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente è il prequel della fortunata saga letteraria e cinematografica con protagonista Jennifer Lawrence. Sono trascorsi undici anni dal primo Hunger Games che ci ha catturati e trascinati tra la miseria dei distretti di Panem e la bizzarria di Capitol City. Sicuramente i quattro film non sono bastati a raccontarci tutto di quell’universo creato con zelo da Suzanne Collins. Ecco che ora ritornano gli Hunger Games!

La ballata dell’usignolo e del serpente è tratto dal romanzo omonimo della scrittrice e vede come protagonista lo spietato Coriolanus Snow, prima della sua “trasformazione” in villain. Accanto a Tom Blyth, ci sono Rachel Zegler (West Side Story), Peter Dinklage (Game of Thrones), Hunter Schafer (Euphoria) e Viola Davis (Le Regole del delitto perfetto, The Woman King), diretti da Francis Lawrence, già regista della saga originaria.

Molto spesso si fallisce con i sequel e i prequel che non raggiungono mai il successo e la grandezza dei film da cui sono tratti, perché raccontano storie non necessarie che fanno leva solo sull’effetto nostalgia. Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente avrà soddisfatto le nostre aspettative?

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Benvenuti ai 10° Hunger Games!

Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente risponde a molte delle domande che ci venivano spontanee guardando la saga, tutti quei “perché”. Perché gli Hunger Games sono diventati uno spettacolo? E perché Snow è così spietato?

Dopo un flashback che ci racconta il colpo di Stato dei Giorni Bui, si ritorna alla narrazione presente. Un giovanissimo Coriolanus (Tom Blyth) vive in miseria, dopo la caduta della casata degli Snow, con la nonna e la cugina Tigris (Hunter Schafer). In occasione della decima edizione degli Hunger Games, gli studenti dell’Accademia di Capitol City vengono designati come Mentori ed assegnati ai tributi dei dodici distretti.

Così il giovane Snow dovrà fare i conti con Lucy Gray (Rachel Zegler) del distretto 12, cercando di accrescere la sua popolarità e portarla alla vittoria, ricevendo anche un ingente compenso economico. Si tratta di un’edizione particolare: i cittadini di Capitol City hanno perso interesse nei confronti dei giochi, quindi perché non spettacolarizzare questa carneficina? E così mentre Coriolanus e Lucy stringono rapporto, gli Hunger Games si trasformano in quella sfarzosa e spettrale esibizione a cui siamo stati abituati.

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Le origini del villain

La ballata dell’usignolo e del serpente è divisa in tre atti: prima, durante e dopo i decimi Hunger Games. Attraverso questa tripartizione della pellicola, assistiamo alla costruzione e alla successiva decostruzione del suo protagonista, Coriolanus Snow. Ci diventa impossibile sulle prime capire come quel giovane ragazzo sia diventato il malvagio Snow, proprio lo stesso che voleva uccidere la nostra Ghiandaia Imitatrice, o che ha ordinato l’uccisione di Finnick.

Durante il primo atto empatizziamo con Snow e quando ci affezioniamo a lui, questo legame tra personaggio e spettatore aumenta grazie alla storia d’amore con Lucy Gray. Anche se nelle prime due parti sono sparsi qua e là atteggiamenti ambigui, è solo nel terzo atto che il male inizia concretamente a radicarsi in Coriolanus.

Ed è proprio la creazione del protagonista, uno degli elementi di sceneggiatura più riusciti della pellicola. Questo climax prima ascendente e poi discendente. Anche gli altri personaggi sono costruiti perfettamente e perfino i piccoli ruoli come quello di Tigris, o di Highbottom o di Volumnia sono caratterizzati ed interpretati al meglio.

Hunger Games - La ballata dell'usignolo e del serpente

Un po’ di effetto nostalgia

Questo prequel è la scelta perfetta per il proseguo della fortunata saga di Hunger Games perché ci fa rientrare in quel mondo, spiegandoci da dove tutto è iniziato e raccontandoci la storia del suo cattivo. Nonostante la durata (158 minuti) non ci annoia e ci fa sobbalzare dalle poltrone del cinema con qualche citazione sparsa nel corso della pellicola. È impossibile non provare un brivido sentendo parlare di Katniss, o non canticchiare The Hanging Tree.

Apparte un terzo atto meno riuscito poichè più velocizzato e meno coinvolgente, Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente ci sorprende, raccontandoci di un protagonista non convenzionale e di una storia d’amore non necessariamente a lieto fine, dando vita a personaggi perfettamente ambigui, folli e sui generis, degni di un franchise di successo.

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Hunger Games - La ballata dell'usignolo e del serpente è il perfetto prequel per la saga di Hunger Games. La decima edizione dei giochi ci permette di capire i motivi che hanno portato gli Hunger Games a diventare uno spettacolo per gli abitanti di Capitol City. Il punto di forza sono i personaggi ben costruiti e interpretati, con i quali è impossibile non empatizzare. Nonostante un terzo atto un po' lento, la pellicola rispetta ampiamente le nostre aspettative.

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