Je so' pazzo è il nuovo film di Nicola Prosatore, con protagonista Massimiliano Caiazzo nei panni del celebre cantautore nonché caposaldo della musica italiana, Pino Daniele. Il film, presentato in anteprima alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, è tratto dalla biografia Pino Daniele. "Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" scritta dal figlio, Alessandro Daniele.
Il regista, dopo aver diretto nel 2022 Piano Piano e la docuserie Netflix Wanna, cerca di racchiudere sullo schermo una porzione di vita del famoso cantautore napoletano, mettendo in luce la sua infanzia, ma anche i suoi primi passi nel mondo della musica, passando dal turbolento rapporto paterno ai primi contratti discografici, senza lasciare Napoli sullo sfondo.

In un periodo in cui Hollywood ci bombarda con film sui grandi della musica, da Bob Dylan con A Complete Unknown a Springsteen, i Queen e Michael Jackson, anche l'Italia ci prova con un mito, una leggenda. Je so' pazzo è sì un biopic, ma davanti al cantautore, Prosatore narra l'uomo con le sue ombre. Una formula sicuramente vincente per il pubblico: quasi un milione in soli tre giorni.
Je so' pazzo: Pino Daniele dall'infanzia al 1981
È il 19 settembre del 1981 e Pino Daniele si esibisce a Piazza del Plebiscito davanti a 200.000 persone, in un concerto gratuito rimasto nella storia, a circa un anno dal terremoto che aveva devastato la città. Je so' pazzo parte da quella serata e poi fa un enorme passo indietro al 1961, con un piccolo Pino che segue il padre tra il porto e i vicoli della città.

Un'infanzia difficile segnata dall'abbandono: affidato alle vicine di casa, il giovane Pino cresce con una passione per la musica e un talento per la chitarra e la scrittura. Costretto a partecipare ai bandi pubblici, tra Poste e Alitalia, Pino porta avanti un suo piccolo complesso. Arrivano poi i primi contratti, il trasferimento a Milano, l'amore per Dorina e nasce così Terra mia, il suo primo album del 1977. Il film procede senza mai tralasciare il turbinio di irascibilità, la conflittualità con il padre o l'atteggiamento satirico e di protesta nei confronti di una Napoli lontana da quella delle cartoline.
Un sincero coming of age
Napule è, 'Na tazzulella 'e cafè o Quanno piove e Yes I know my way accompagnano questo film che più che un biopic è un coming of age che vi farà cantare, sorridere ma anche emozionare. In Je so' pazzo non si vuole glorificare l'uomo e la città, anzi ci viene mostrata una città sporca e corrotta, cosi come un uomo costantemente in lotta con la sua famiglia e per la sua arte.

Massimiliano Caiazzo, che ha raggiunto il successo con Mare Fuori, abbandona i suoi precedenti personaggi e si immerge in un progetto impegnativo attraverso una trasformazione fisica non indifferente. Sono serviti a livello estetico più di 20 kg, accompagnati da uno studio costante della voce e delle movenze (e ricordiamo che l'attore non deve "imitare" ma "interpretare"). Un ritratto sincero che porta rispetto al grande cantautore e omaggia una vita in cui la musica diventa rifugio, perchè l'importante non è saper cantare ma (per dirla come Pino) "sape' sunà".

