Siamo riusciti a vedere in anteprima Keeper - L'eletta, il nuovo film di Oz Perkins che ci presenta, ancora una volta, una piccola perla del suo genere, questa volta andando a toccare il tema delle relazioni amorose e tossiche, se così possiamo chiamarle.
Keeper - L'eletta: una traduzione poco azzeccata
Il titolo originale, Keeper, in Italiano è stato tradotto con Keeper - L'eletta, cosa che non ha molto senso, anzitutto perché la traduzione non ha nulla a che fare con il titolo originale.
Keeper infatti vuol dire principalmente "custode" e purtroppo noi italiani siamo abituati a questi trattamenti quando si tratta di titoli (sì, stiamo parlando con te Se mi lasci ti cancello, titolo senza un minimo di senso per quel capolavoro che è The eternal sunshine of the spotless minds).
Ma come secondo significato vi è quello di "una persona con la quale si può avere una lunga relazione", una persona da tenersi stretta perché è "materiale" da relazione.
Il film infatti vede una neo coppia, Liz e Malcom (Rossif Sutherland) andare in vacanza nella casa estiva di lui, in montagna, in mezzo alla foresta e, nonostante l'idillio e lo scoprire se lui è un keeper, Liz sente che c'è qualcosa che non va. È una pellicola che parla di amore ma anche di tossicità e violenza di genere, come si può capire dal trailer.
Allo stesso tempo, Perkins riesce a sviare lo spettatore: si percepisce qualcosa di strano ma non si capisce esattamente cosa: vediamo anche noi una strana creatura o è la mente della protagonista (interpretata da Tatiana Maslany, ormai musa del regista, vista nel recente The Monkey) a tirarle un brutto scherzo?
Anche il fidanzato è un personaggio particolare, cosa che si capisce non solo dal comportamento di lui ma anche dalle chiamate che lei fa alla sua amica, per raccontarle i suoi dubbi.

La qualità sopra la quantità
Con Perkins non si sa mai dove si vuole andare a parare in quanto il regista non ha un pattern definito nei suoi film: per esempio, M. Night Shyamalan, regista che adoriamo, mira quasi sempre ad un plot twist finale, dopo un racconto inquietante.
Con Perkins questo non accade: il film February è uno slasher gotico, Longlegs invece è un thriller psicologico, mentre il già menzionato The monkey è uno splatter comico.
Insomma, il figlio del celebre attore interprete di Norman Bates in Psycho, è sempre un regista eccezionale nel raccontare, nel mostrare e nel depistare lo spettatore. Purtroppo alcune immagini già uscite hanno rovinato quella che, per chi è riuscito ad arrivare alla visione del film spoiler free, è stata una fantastica scena di impatto.
Il cast è fantastico e, oltre ai già citati Tatiana Maslany e Rossif Sutherland, vediamo ricorrenti solo altri due personaggi e attori, Darren (Birkett Turton), lo stano cugino di Malcom, e la sua accompagnatrice Minka (Eden Weiss).
Un casting che predilige la qualità alla quantità, piccolo e ben sfruttato, con una location ampia (la casa nella foresta è una bellissima e grande baita con tutti i comfort), ma soffocante al tempo stesso, che attanaglia lo spettatore in un'ansia costante.
Oz Perkins ha fatto centro di nuovo e, grazie a lui e ad altri pochi registi, il genere horror contemporaneo è salvo.

