Quella di Frankenstein e della sua Sposa è una storia che non passerà mai di moda nel mondo della settima arte: dopo il successo dell’anno scorso del Frankenstein di Guillermo del Toro, candidato ai prossimi premi Oscar in ben 9 categorie, la regista Maggie Gyllenhaal porta sullo schermo la storia della Sposa di Frankenstein in La sposa!,film innovativo capace di mescolare vari generi – dal gangster al musical fino ad arrivare al dramma – con una sorprendente Jessie Buckley qui nelle vesti di tre differenti personaggi.
Per rimanere in tema monster movie, ripercorriamo tre esempi di lungometraggi che hanno saputo rielaborare il romanzo dell’autrice Mary Shelley, restituendo tre visioni differenti rimaste nell’immaginario cinematografico.
Frankenweenie (2012)
Adattamento in stop motion dell’omonimo cortometraggio realizzato da Tim Burton nel lontano 1984, il film porta in scena un giovanissimo Victor Frankenstein alle prese con la morte del suo cane. Non accettando il triste fato, infatti, il protagonista decide di riportare in vita il suo amato bull terrier per mezzo di un esperimento che sfrutta l’elettricità di un fulmine.
Un’opera realizzata in bianco e nero capace di rendere omaggio non solo all’estetica horror degli anni Trenta ma anche al mito di Frankenstein stesso, con diversi riferimenti a Mary Shelley e ai lungometraggi di James Whale, trasformando la tragedia in un bellissimo messaggio d’amore tra un bambino e il suo affettuoso amico a quattro zampe.

Povere creature! (2023)
Per la sua personale creazione, Yorgos Lanthimos si rifà all’omonimo romanzo di Alasdair Gray per portare sul grande schermo una storia bizzarra quanto affascinante. Emma Stone – attrice feticcio del regista – è Bella Baxter, una donna morta suicida per scappare da una vita che non voleva.
Il suo corpo, recuperato dalle acque fredde del Tamigi, verrà preso sotto la custodia di uno scienziato per riportarlo alla vita impiantando nel suo cervello (oramai morto) quello del bambino che teneva in grembo e che era sopravvissuto. L’esperimento riuscito apre la strada a una favola di formazione in chiave femminista, ricca di umorismo nero e con una morale sull’emancipazione e sulla scoperta della propria identità.

Lisa Frankenstein (2024)
Meno noto rispetto agli altri due esempi, questa rom-com in chiave horror riscrive la storia di Frankenstein ambientando il racconto tra i banchi di scuola. Sullo sfondo degli anni Ottanta, una giovane studentessa eccentrica e solitaria si infatua della tomba di un giovane ragazzo – conosciuto semplicemente come il “Celibe” - morto anni prima.
Sarà attraverso il tuono di una tempesta che il fanciullo tornerà nel mondo dei vivi, stringendo nel corso della vicenda un rapporto sempre più romantico con la protagonista. Su una sceneggiatura di Diablo Cody, il film è una reinterpretazione pop e ironica del mito di Frankenstein, con al centro una storia di formazione e desiderio di appartenenza tipica del cinema teen.

