Dopo una fase di declino commerciale negli ultimi anni della sua carriera, John Frankenheimer, regista di film come Grand Prix e L'uomo di Alcatraz, riuscì a tornare alla ribalta grazie a Ronin (1998), un thriller di spionaggio che ancora oggi viene ricordato per le sue spettacolari sequenze d’azione.
Pochi sanno, però, che il regista aveva immaginato un finale molto più cupo di quello poi distribuito nelle sale: analizziamo insieme il finale di Ronin e il finale alternativo.
La trama di Ronin
Scritto da David Mamet, Ronin segue un gruppo di ex agenti speciali provenienti da diverse nazioni, riuniti per una missione ad alto rischio: rubare una valigetta dal contenuto misterioso. Tra loro c’è Sam (Robert De Niro), un mercenario statunitense legato alla CIA, che lavora al fianco di Deirdre (Natascha McElhone), membro dell’IRA e responsabile dell’operazione. La squadra comprende anche Vincent (Jean Reno), Gregor (Stellan Skarsgård), Larry (Skipp Sudduth) e Spence (Sean Bean).

Il film è celebre per l’inseguimento in auto per le strade di Parigi, considerato uno dei migliori mai realizzati. Accanto all’azione, però, Ronin costruisce una tensione emotiva attraverso il legame crescente tra Sam e Deirdre, complicato dai giochi di doppi e tripli agenti che caratterizzano la missione.
Il finale di Ronin
La versione di Ronin distribuita ufficialmente si chiude con un epilogo volutamente sospeso. Dopo aver sventato i piani del terrorista Seamus e messo in salvo la valigetta, Sam e Vincent si ritrovano in un bar aspettando Deirdre. Una trasmissione radio annuncia un accordo di pace tra governo britannico e ribelli irlandesi, ma la donna non arriva mai. Sam accetta la possibilità che non la rivedrà più, lasciando il pubblico nell’incertezza sul suo destino.

I finali alternativi di Ronin: troppo cupi per il pubblico
Frankenheimer girò due finali alternativi che fornivano risposte più precise sul futuro di Deirdre. Nel primo, la donna decide di entrare nel locale per raggiungere Sam, ma viene rapita e uccisa da membri dell’IRA. Nel secondo, dopo aver rinunciato a incontrarlo, si dirige verso la sua auto, lasciando aperta la porta a un eventuale sequel.
Il regista preferiva il finale più tragico, che riteneva in linea con il tono realistico e spietato del film. Tuttavia, le reazioni negative del pubblico durante le anteprime convinsero MGM a optare per una conclusione meno cruda. Frankenheimer respinse anche il finale più ottimista, giudicandolo “troppo hollywoodiano”, e accettò un compromesso: un epilogo aperto, focalizzato sul punto di vista di Sam.
Perché il finale originale sarebbe stato più coerente
Il finale alternativo voluto dal regista, per quanto duro, si sarebbe integrato meglio con l’atmosfera di Ronin, che mostra un mondo in cui gli agenti sono facilmente sacrificabili e i giochi politici schiacciano i singoli individui. La morte di Deirdre avrebbe sottolineato la fragilità del suo ruolo e aggiunto un ulteriore strato drammatico alla riflessione di Sam e Vincent sulla natura del loro lavoro.
