Il settimo capitolo, ma forse non l’ultimo, della saga di Scream non possiamo dire di averlo apprezzato appieno: se fosse stato un semplice slasher non legato al franchise, forse avremmo avuto una considerazione più positiva della pellicola, seppur mediocre.
Ecco la nostra recensione NO spoiler del film Scream 7.
Scream 7: lati positivi
La regia e le ambientazioni sono buone: torniamo in una piccola comunità, Pine Grove (Indiana), mentre nel precedente Scream 6 avevamo lasciato la classica cittadina americana per la Grande Mela.
La regia è pulita e priva di errori tecnici, anche se non possiamo considerarla particolarmente ispirata o ricca di guizzi e virtuosismi.

Scream 7: i lati negativi
Il ritorno dello sceneggiatore originale e, questa volta, anche regista dei primi due Scream, film incredibilmente apprezzati dal pubblico, Kevin Williamson, ha purtroppo alzato le aspettative per questo settimo capitolo.
La stanchezza del cast
Neve Campbell, ossia la protagonista Sidney Prescott, sembra recitare con il pilota automatico: è stanca di questo ruolo, e si vede.
Già da tempo traspariva questa sensazione e, infatti, inizialmente diverse notizie riportavano che l’attrice non avrebbe partecipato al film. Del resto, in Scream 6 Sidney era assente, lasciando del cast originale soltanto Courteney Cox.

In questo capitolo, il personaggio di quest’ultima, Gale Weathers, svolge il suo compito ma poi, magicamente, da metà film scompare per tornare solo nel finale, facendo letteralmente chiedere al pubblico in sala: «Ma Gale che fine ha fatto?».
Il personaggio di Tatum, interpretato da Isabel May (conosciuta per il ruolo di Elsa Dutton nella miniserie 1883 di Paramount), figlia di Sidney, è semplicemente irritante, al punto da sperare che Ghostface metta fine alla sua esistenza.
La Motivazione di Ghostface
La motivazione del killer non ha senso: perché Ghostface sia tornato non ve lo diremo, ma possiamo affermare che il movente è davvero sciocco e privo di logica. Così facendo si perde quello che è il cuore di Scream, facendo crollare anche il senso del titolo “Legacy”.
L’effetto nostalgia
Potremmo considerare questo punto come un elemento positivo del film, ma non basta a tenere a galla la barca.
Già dalle dichiarazioni del cast si sapeva del ritorno di Matthew Lillard, ossia Stu, uno dei Ghostface del primo Scream, ucciso non solo a causa di un pesante televisore degli anni ’90 cadutogli in pieno volto, ma anche dalla coltellata inflittagli dal complice Billy Loomis.
Il fatto che Stu sia morto è chiaro, e anche in questo film viene ribadito, togliendo quel minimo di mistero che poteva ancora aleggiare attorno al nuovo Ghostface.
Certo, rivedere Matthew Lillard è una gioia per i fan della saga, ma non basta.
La saga di Scream avrebbe dovuto fermarsi al quinto film; ma se questa pellicola andrà bene al botteghino, purtroppo verrà spremuta fino all’ultimo, come accade alla maggior parte dei franchise odierni.
