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Song Sung Blue, Recensione: il potere della musica (e dell’amore)

Song Sung Blue è un biopic musicale che racconta dolcemente e con delicatezza una storia d’amore e perseveranza.

Recensione di 

È al cinema un nuovo biopic musicale diretto da Craig Brewer, già noto per Hustle&Flow e Footloose, con protagonisti Hugh Jackman e Kate Hudson: Song Sung Blue.

Presentato in anteprima all’American Film Institute Festival lo scorso ottobre, il film ripercorre la storia dei Lightning and Thunder, tribute band a Neil Diamond formata dai coniugi Mike e Claire Sardina attiva dagli anni ’90 al 2006.

Una storia di riscatto, resistenza, determinazione e passione arricchita da una meravigliosa performance artistica dei due noti attori.

Una scena dal film, Song Sung Blue.
Una scena dal film, Song Sung Blue.

Milwaukee, anni ’90. Mike Sardina è un meccanico, ex alcolista astemio da vent’anni e veterano della guerra in Vietnam con una grande passione per la musica, che la sera si esibisce nelle fiere e nei locali di provincia suonando rock ‘n’ roll.

È in una di queste sere che incontra Claire Stengl, madre single di due figli, parrucchiera part-time, anche lei musicista appassionata e imitatrice di Patsy Cline. Tra i due nasce un’alchimia immediata che presto trova concretezza nella tribute band che la coppia fonda per omaggiare Neil Diamond, cui Mike somiglia molto esteticamente.

Innamorati della loro storia e della musica di cui si nutrono quotidianamente, Mike e Claire si sposano e vivono insieme il successo frutto della loro comune passione. Tutto cambia, però, quando Claire rimane improvvisamente vittima di un grave incidente.

Mike fatica a tenere la loro vita in equilibrio, ma dopo una tempesta di dolore i due ne escono più forti e ancora più determinati a vivere, insieme, la loro vita e la loro musica.

Riprendono così i loro concerti nel Midwest americano, riscuotendo sempre più successo, fino alla morte di Mike, colpito da infarto – soffriva notoriamente di cuore e aveva già avuto altri attacchi in precedenza – proprio al termine di una loro esibizione che, per coincidenza del destino, si svolgeva in contemporanea a un concerto di Neil Diamond e che proprio quella sera avrebbe permesso al duo di incontrare il loro idolo.

Una dolcissima storia d’amore e musica

“Ispirato a una vera storia d’amore”, è questo il sottotitolo che apre il film, e la promessa è presto mantenuta. La pellicola è davvero intrisa d’amore, è commovente e sincera. Un connubio di tenerezza e dolcezza che tiene in vita una storia di determinazione e perseveranza.

Hugh Jackman e Kate Hudson in una scena del film, Song Sung Blue.
Una scena dal film, Song Sung Blue.

Dal Summerfest all’apertura di un concerto dei Pearl Jam nel 1995, in cui Eddie Vedder in persona li accompagna sulle note di Forever in Blue Jeans, la musica di Mike e Claire Sardina risuona nel cuore del Midwest americano come urgenza e necessità di sopravvivere.

Lightning and Thunder, un nome sincero che rispecchia a pieno i suoi fondatori. Mike è trascinante, così come Claire che colora ogni loro performance con talento e dolcezza.

Una connessione immediata e perfetta che li ha uniti nella musica e nella vita e che li ha tenuti sempre l’uno accanto all’altro, anche e soprattutto nei momenti più difficili.

C’è una grande intimità, un profondo romanticismo nella narrazione che Brewer decide di portare sul grande schermo.

Il film non è infatti il racconto di un’ascesa al successo, piuttosto è un inno alla resistenza e all’importanza dei legami che ci tengono in vita e ci aiutano a superare i momenti più tragici. Resilienza è la parola d’ordine – per quanto oggi abbiamo la nausea di questo termine, è questa la verità.

La musica, in particolare quella di Neil Diamond, diventa centrale nel ruolo che riveste per i due protagonisti: è necessità, è la costante comune che li aiuta a reagire e a rialzarsi sempre.

Quella di Mike e Claire Sardina è una storia che ispira, una storia che il regista stesso ha definito una “working-class fairy-tale” (favola della classe lavoratrice), e che rende il sogno americano molto più popolare e concreto, più vero. Potremmo dire, più realizzabile. È un elogio, quello di Brewer, agli ultimi, a quelli che vivono l’essenziale, a quelli che si accontentano e che, comunque, sognano in grande.

Una scena dal film, Song Sung Blue.
Una scena dal film, Song Sung Blue.

In un mondo fatto di like, di approvazione, di vite fintamente perfette, è questo un messaggio decisamente vitale.

Mike e Claire non nascondono i loro fallimenti, ma dimostrano costantemente di voler lottare, di rialzarsi sempre e di farlo insieme, nonostante le sfide che il destino li costringe ad affrontare.

Quando la musica diventa necessità

Sin dalle prime scene, la musica viene raccontata come salvifica, quasi catartica. E proprio Song Sung Blue, emblematica per il titolo e per la rinascita di Mike, apre le danze a un film che potremmo definire anche coraggioso: Brewer decide infatti di raccontare una storia non convenzionale, di quelle in secondo piano.

Non è Neil Diamond il protagonista, bensì la sua tribute band. Ammirevole (in Italia sarebbe decisamente un’impresa più ardua da realizzare e rendere credibile).

La “missione” di Mike e Claire non è il successo, non è diventare famosi, non è imitare Neil Diamond alla perfezione. Mike rimane pur sempre Lightning, quasi si identifica con il suo personaggio, lo rende il suo alter ego e affievolisce i confini tra le due anime.

Quello che fanno i Lightning and Thunder è interpretare i brani del loro idolo, restituire al loro pubblico l’emotività della sua musica, e nutrirsene in prima persona per affrontare la quotidianità e le avversità della vita. È una storia, la loro, che appartiene a tutti e che si fa portatrice di importanti valori.

Una scena dal film, Song Sung Blue.
Una scena dal film, Song Sung Blue.

Quando Claire rimane vittima di un grave incidente, perdendo una gamba, la narrazione cambia drasticamente. C’è il dramma e la difficoltà di convivere con un dolore condiviso.

Claire è persa, tanto da finire – seppur per un breve periodo – in una clinica psichiatrica, e Mike cerca di resistere il più possibile per il bene della famiglia.

C’è un prima e un dopo l’amputazione, ma sempre un fattore comune: la voglia di andare avanti nonostante gli ostacoli. Un fulmine può colpire due volte nello stesso punto, ogni giorno la nostra vita può cambiare, ma questo non deve fermarci e, soprattutto, non deve spezzare le nostre ambizioni.

Non è facile, ma l’amore vince su tutto.  È ciò che restituisce vitalità anche a un mondo buio fatto di perdite e dolore. È la spinta per continuare a vivere.

Un cast che dimostra talento e regala grandi performance

Nonostante la ricchezza narrativa, la durata forse un po' eccessiva e le tante tematiche toccate – si parla di depressione, di gravidanza, di dipendenze, di difficoltà economiche (persino si tocca la mediocrità del sistema sanitario americano) – a dare un vero valore alla pellicola sono le performance degli attori protagonisti.

Per la sua interpretazione, Kate Hudson è nominata a un Golden Globe come Miglior attrice in un film commedia o musicale e noi non possiamo che confermare che tale candidatura è strameritata.

Anche Hugh Jackman, il cui talento canoro era già stato rivelato a suo tempo in The Greatest Showman (2017), incanta e colpisce, unitamente ai reparti di trucco, scenografia e costumi che rendono il tutto molto credibile.

Anche la fotografia, forse un po’ troppo retrò rispetto all’epoca raccontata, contribuisce a restituire un’atmosfera di fiaba coerente con l’essenza della storia.

Se la scelta dei protagonisti è stata azzeccata, quella dei personaggi secondari non è da meno. Jim Belushi e Fisher Stevens, nei panni dei manager della band, rendono brillantemente le sfumature di due personalità ben definite che, per i coniugi Sardina, hanno rappresentato dei punti di riferimento.

Nel cast anche Ella Anderson (Rachel Cartwright), King Princess (Dayna Cartwright), Hudson Hensley (Angelina Sardina) e Michael Imperioli (Mark Shurilla).

Un film commovente, pieno d'amore e speranza, che infonde ottimismo e tenerezza. Song Sung Blue è al cinema distribuito da Universal Pictures Italy. Una carezza con cui coccolarsi e scaldarsi il cuore.

Voto dell'Autore
7.5/10
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Recensione Editoriale di Martina Gargano, traduttrice e correttrice di bozze con una grande passione per la settima arte. Al cinema sogno a occhi aperti e mi sento al sicuro. Su Hynerd.it, scrivo di cinema e serie TV.

Song Sung Blue

Song Sung Blue è il ritratto di una storia comune e di un sogno concreto che si può toccare con mano. Forse un po' troppo lungo, ma comunque dolce e ottimista, e tanto basta ad affascinare. Il racconto della forza di due persone umili che credono l'una nell'altra e che vogliono semplicemente sentirsi felici. E una catarsi raggiunta attraverso la musica, ma sempre e solo in due.

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