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Wonka, Recensione: un dolcissimo regalo di Natale

di Francesco Schinea

Pubblicato il 2023-12-05

La recensione del film che narra le origini di Willy Wonka

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Che sia per La fabbrica di cioccolato di Tim Burton o per la versione di Mel Stuart del 1971, non si può non amare il magico mondo nato dalla mente di Roald Dahl. Conosciamo ormai bene la storia di Charlie, il bambino che trova il biglietto d’oro e visita la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka. Ma vi siete mai chiesti come quella stessa fabbrica sia nata?

Troverete tutte le risposte in Wonka, il film in arrivo nelle sale italiane il 14 dicembre, diretto da Paul King. Lo stesso regista dei film di Paddington, una scelta perfetta. Perché anche Wonka parte da un sogno. Quello dell’eccentrico mago-inventore-cioccolatiere a cui presta il volto Timothée Chalamet, successore di Johnny Depp e Gene Wilder.

Il risultato è un film sorprendente, pensato chiaramente per i più piccoli ma in grado di arrivare al cuore di ogni tipo di spettatore. Tra sogni, magia e tanto cioccolato, senza dubbio Wonka è il film perfetto per questo Natale.

Sogni e cioccolato

Wonka è una storia delle origini, racconta gli eventi che hanno portato alla nascita della fabbrica di cioccolato. Il punto di partenza è, come detto, il sogno di Willy.

“Tutte le cose belle sono cominciate da un sogno”, gli dice sua madre. Quello di Willy è di aprire un negozio di cioccolato alla Galleria Gourmet, dove sono radunati i migliori cioccolatai al mondo.

Dopo sette anni in giro per il mondo a perfezionare la sua arte, Wonka cambia città per coronare l’obiettivo di una vita. Ben presto scopre però che il “cartello del cioccolato” vieta l’apertura di nuovi negozi nella galleria.

A questo si aggiungono le difficoltà economiche del protagonista, che non potendo racimolare denaro dalla vendita di cioccolato diventa schiavo dell’odiosa locandiera imbrogliona interpretata da Olivia Colman. Ed è qui che incontra Noodle, una bambina orfana che avrà un grande impatto sulla sua vita.

Il tutto senza dimenticare il primo incontro tra Wonka e gli Umpa Lumpa, i suoi futuri aiutanti nella fabbrica di cioccolato.

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L’incontro tra Willy Wonka ed il Umpa Lumpa di Hugh Grant

L’avidità che soffoca l’immaginazione

Wonka non è il film più originale che vedrete quest’anno, tutt’altro. Ma resta un film destinato ad un certo tipo di target ed è proprio per questo che il risultato finale ci stupisce.

Paul King è riuscito ad equilibrare perfettamente i tipici temi “positivi”, quelli del credere nei propri sogni, dell’essere ottimisti; con altri che ci riportano alla crudeltà del mondo reale. In primo luogo l’avidità che soffoca l’immaginazione, quella dei ricchi cioccolatai che fanno di tutto per detenere il monopolio e scoraggiare la libera iniziativa.

Si respira un’atmosfera di magia in grado di catturare lo spettatore, nonostante una trama estremamente semplice, forse anche troppo, e tante cose già viste e riviste. Eppure nel complesso funziona (ricordando sempre a chi è rivolto). L’unica cosa in grado di far svanire l’illusione è l’eccesivo affidamento al digitale, con una CGI non malvagia ma che in alcune fasi è fin troppo presente.

Warner Bros. si è ritrovata tra le mani quello che sembra un classico Disney. Sotto molti aspetti non siamo così lontani dai live action Disney degli ultimi anni, ma quello che cambia è l’impostazione complessiva e soprattutto il risultato finale.

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Wonka è un musical?

Un magnetico e carismatico Timothée Chalamet raccoglie l’eredità di Gene Wilder e Johnny Depp, ai quali ha da invidiare molto poco. La sua versione del personaggio differisce sotto diversi da quelle dei suoi predecessori, ma è più che convincente nell’interpretare l’eccentrico cioccolataio.

L’attore di Dune si scopre qui anche ballerino e cantante, nelle numerose sequenze musicali della pellicola. Si perché, nonostante i trailer e le dichiarazioni del regista avessero cercato di nasconderlo il più possibile, Wonka è un musical a tutti gli effetti.

Le canzoni rappresentano in realtà la componente meno efficace del film. C’è però da sottolineare che abbiamo visto solo la versione doppiata, che cela in parte l’interpretazione di Chalamet e fa emergere ulteriormente i difetti delle canzoni, dai testi banali alle melodie che non restano impresse. Ma questo non vale per tutte.

Nel corso della pellicola vi sono infatti poche semplici note che accompagnano lentamente lo spettatore verso il gran finale, dove sfociano in una sequenza in grado di scaldare come una cioccolata calda. Sono quelle riconoscibilissime di Pure Imagination, il brano di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato riarrangiato per l’occasione.

Oltre a Chalamet, il cast di Wonka può vantare un ricchissimo parterre di stelle. Da Olivia Colman (La Favorita) a Rowan Atkinson (Mr. Bean), passando per Sally Hawkins (La forma dell’acqua) e molti altri. E soprattutto l’Umpa Lumpa di Hugh Grant, ciò di cui non sapevamo di aver bisogno. Favoloso. Preparatevi a ridere con lui e tutto il cast, immergendovi nel dolce mondo di Willy Wonka.

7.5
Wonka è un film magico: sogni, musica e tanto cioccolato. Pur essendo pensato principalmente per i più piccoli, Wonka è in grado di far ridere e di arrivare al cuore di ogni tipo di spettatore. Una trama semplice e non particolarmente originale, ma messa in scena in modo convincente. Timothée Chalamet è fantastico nel regalare una versione del personaggio ben diversa dalle precedenti. Tanti ingredienti che rendono Wonka il film perfetto per il periodo natalizio.

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