Alejandro G. Iñárritu: i 3 migliori film del regista di Digger

Ecco quali sono, secondo noi, i tre migliori film di Alejandro G. Iñárritu, tornato in sala con il tanto divisivo Digger.

Una scena dal film di Alejandro G. Iñárritu, Digger.
Una scena dal film di Alejandro G. Iñárritu, Digger.

Alejandro G. Iñárritu è uno di quei registi capaci, fin dal principio dei suoi primi film, di dividere il pubblico. Il suo cinema è monumentale, ambizioso e visivamente ricercato, ma proprio questa ricerca di grandezza può trasformarsi, per alcuni spettatori, in un eccesso. Quel che è difficile negare, però, è l'impatto che il regista messicano ha avuto sul cinema contemporaneo.

Iñárritu ha esordito nel 2000 con Amores Perros, dando inizio a quella che viene definita la sua "Trilogia della morte", completata poi da 21 grammi e Babel. I tre film, scritti da Guillermo Arriaga, condividono una struttura narrativa basata su personaggi e vicende apparentemente lontani che finiscono per intrecciarsi, anticipando una forma di cinema corale particolarmente diffusa negli anni Duemila.

Negli anni successivi, separandosi da Arriaga, Iñárritu ha iniziato a scrivere personalmente le sceneggiature dei propri film. Il risultato è stato un cinema ancora più personale e ambizioso, capace di conquistare l'industria hollywoodiana ma, allo stesso tempo, di dividere ancora di più gli spettatori. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti dal regista ci sono cinque premi Oscar, compresi due vittorie consecutive come miglior regista, impresa riuscita soltanto a pochi cineasti nella storia dell'Academy.

Ma quali sono i suoi film migliori? Mentre Digger è in sala a dividere le opinioni di chi lo guarda, ecco i tre titoli che, secondo noi, rappresentano al meglio il cinema di Alejandro G. Iñárritu.

3. Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) (2014)

Con Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza), Iñárritu porta sul grande schermo una riflessione sul successo, sull'arte e sulla necessità di sentirsi vivi e considerati. Al centro della storia c'è Riggan Thomson, interpretato da Michael Keaton, un attore famoso soprattutto per aver vestito i panni di un supereroe che tenta di rilanciare la propria carriera mettendo in scena uno spettacolo teatrale a Broadway.

La particolarità più evidente del film è la sua regia. Iñárritu costruisce l'impressione che l'intera pellicola sia stata girata attraverso un'unica lunghissima ripresa, muovendo la macchina da presa tra camerini, palcoscenico e corridoi del teatro. Il risultato è uno spazio trasformato in un organismo vivo e indipendente, che rende lo spettatore parte integrante dello spettacolo.

Sfondo - Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) (2014)
Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) - Sfondo

La scelta non è soltanto un esercizio di stile. Il teatro diventa infatti il cuore del film, mentre gli attori assumono un ruolo centrale all'interno della messa in scena. Michael Keaton, Emma Stone ed Edward Norton guidano un cast particolarmente efficace, contribuendo a creare un'atmosfera caotica, ironica e, allo stesso tempo, surreale e magnetica.

Birdman è anche una riflessione sul rapporto tra arte e popolarità, tra il desiderio di realizzare qualcosa di autentico e la necessità di essere riconosciuti dal pubblico. Una contraddizione che da sempre segna le discussioni su Iñárritu (soprattutto da parte dei messicani) e che il regista mette in scena con grande energia, trasformando il film in uno dei suoi lavori più riconoscibili.

Menzione straordinaria e necessaria per il sonoro, un collante utilizzato magistralmente per amplificare la sensazione di continuità che deve illudere e invadere lo spettatore.

2. Babel (2006)

Un singolo proiettile può cambiare la vita di persone che si trovano a migliaia di chilometri di distanza. È questo il punto di partenza di Babel, uno dei film che meglio rappresentano il cinema corale di Iñárritu e Guillermo Arriaga.

La storia si sviluppa attraverso quattro Paesi e altrettanti gruppi di personaggi. In Marocco, due giovani pastori entrano in possesso di un fucile e lo utilizzano per gioco, finendo per colpire un autobus turistico. A bordo ci sono Richard e Susan, una coppia statunitense interpretata da Brad Pitt e Cate Blanchett.

L'incidente dà origine a una serie di conseguenze che coinvolgono anche i loro figli negli Stati Uniti e la loro tata messicana, costretta ad attraversare il confine per partecipare al matrimonio del figlio. Parallelamente, in Giappone, una ragazza sordomuta interpretata da Rinko Kikuchi cerca di comprendere le conseguenze di un'indagine che coinvolge suo padre.

Sfondo - Babel (2006)
Babel - Sfondo

Iñárritu costruisce così una rete di storie in cui i protagonisti sono collegati da eventi che spesso non comprendono fino in fondo. La distanza geografica diventa anche distanza culturale, linguistica e umana in un pianeta sempre più vicino eppure ancora così lontano.

È proprio qui che Babel trova la propria forza. Il film racconta un mondo sempre più connesso, ma nel quale comunicare sembra diventare paradossalmente più difficile. Le frontiere, la paura e la chiusura mentale impediscono alle persone di comprendersi davvero, mentre il film mette in scena una delle migliori rappresentazioni possibili del noto Effetto Farfalla.

1. Amores Perros (2000)

Amores Perros, l'esordio alla regia di Alejandro G. Iñárritu, è ancora oggi uno dei lavori più rappresentativi della sua filmografia e, per molti, il suo film migliore.

La pellicola è divisa in tre storie apparentemente indipendenti, unite da un drammatico incidente automobilistico e dalla presenza dei cani. Tre vicende molto diverse tra loro che permettono a Iñárritu di attraversare altrettanti mondi della società messicana.

C'è Octavio, interpretato da Gael García Bernal, coinvolto nel mondo clandestino dei combattimenti tra cani. C'è Valeria, una modella la cui vita cambia drasticamente dopo un incidente. E infine c'è El Chivo, un ex guerrigliero diventato sicario, interpretato da Emilio Echevarría.

Sfondo - Amores perros (2000)
Amores perros - Sfondo

Il film passa continuamente dal thriller al dramma, dall'action al racconto politico, senza perdere mai il controllo della propria identità. Ogni storia possiede un'atmosfera diversa, ma tutte contribuiscono a costruire un ritratto crudo e profondamente umano della società.

Nonostante la struttura ambiziosa e il continuo intrecciarsi delle storie, Iñárritu non dimentica mai la dimensione intima dei suoi personaggi. Sono proprio questi piccoli momenti a dare al film una concretezza che permette alla sua grande ambizione narrativa di non trasformarsi mai in un semplice esercizio di stile.

Con Amores Perros, Iñárritu dimostrava già nel suo primo lungometraggio di possedere una personalità artistica precisa e riconoscibile. Un esordio folgorante valso al regista la sua prima candidatura agli Oscar per il miglior film straniero.

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