Non potevano festeggiare meglio se non con un nuovo capitolo i trent’anni di onorata carriera della saga Resident Evil.
Resident Evil Requiem è uscito il 27 febbraio 2026 per PC, PS5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch ed è arrivato in un periodo d’oro per Capcom, caratterizzato da una crescita esponenziale del brand da quasi dieci anni.
Le due anime di Resident Evil
La serie si era ripresa alla grande dopo il flop del 2012, con Resident Evil 6, reo di aver rinnegato le radici survival a favore di un’impronta più da action-horror.
Gli sviluppatori avevano poi corretto il tiro con Biohazard nel 2017 e Village nel 2021, rientrando quindi alle origini, all’horror puro.
Con Resident Evil Requiem l’azienda giapponese mira a prendere due piccioni con una fava, abbracciare le due epoche, i Duemila e i Dieci del franchise, contemporaneamente: tensione narrativa e azione, inquietanti enigmi da sciogliere uniti a terrore puro.
Resident Evil Requiem, cosa dice la critica
Resident Evil Requiem risulta tra i titoli più recensiti della serie e il tentativo di coniugare passato e presente è stato indubbiamente apprezzato dai maggiori critici videoludici. Metacritic, per esempio, gli assegna 89100, il voto più alto dei Resident Evil più giovani, escludendo i remake.

Qualcuno in rete lo definisce addirittura una “lettera d’amore” ai fan di Resident Evil, poiché nel totale delle “poche” 13 ore di gioco necessarie a completarlo, Requiem riesce a soddisfare pienamente tutte le aspettative. Ovvero, massimizza la qualità con un minimo sforzo.
Eppure non tutti si trovano unanimi sulle belle pagelle di Requiem, non tutti considerano riuscito quel tentativo di unire tutte le caratteristiche dei vari Resident Evil in un solo capitolo. IGN e altri esperti ritengono la miscela di stili poco “esplosiva” qualitativamente parlando e piuttosto foriera di uno smarrimento identitario.
Insomma Requiem avrebbe perso coerenza coi suoi predecessori e non avrebbe sufficiente “personalità”. In particolare viene contestata una certa inclinazione al respawn o retcon, una riesumazione di contest e personaggi, una minestra scaldata insomma che non fa altro che inquinare il DNA del franchise.
Com’è il gameplay di Resident Evil Requiem
La storia parte bene, con un gameplay alla classica maniera, nei panni di Grace Ashcroft all’interno di uno squallido centro di cure, a cercare indizi e indagare in modalità stealth senza farsi scoprire dagli zombie. E gameplay parlando, fin qui tutto fila alla grande.
Il giocatore è immerso in un insieme di ambienti interconnessi e di altissimo livello e la giocata si snoda in un’entusiastica alternanza tra un’intrigante storytelling con Grace e momenti di RPG pazzo e crudo con Leon a munizioni praticamente infinite.

Purtroppo, nella seconda metà della storia, Grace scompare e resta solo Leon in Raccoon City a districarsi in sfide, battaglie, frame da cinema. Cala così la potenza narrativa che molti si aspettavano per un titolo che vanta una presenza trentennale sul mercato.

I buoni propositi del principio di gioco si perdono in un labirinto di vecchie conoscenze resuscitate dai capitoli precedenti, demansionate, svilite dai loro antichi prestigiosi ruoli con l’opera che ne uscirebbe pertanto degradata.
E se c’è quindi uno zombie che torna prepotentemente sulla scena, un fantasma del passato, è proprio quello di Resident Evil 6.
Fonte: www.ign.com
