Ink, Recensione: quando tutto diventa notizia

La Mostra del cinema si apre all’insegna di un film provocatorio sulla storia dell’informazione. Ink, prossimamente al cinema con Lucky Red.

Sfondo - Ink (2026)
Sfondo - Ink (2026) / StudioCanal UK, Media Res, House Productions, Decibel Films
Poster di Ink

Ink

Anno d'uscita: 2026
8.5/10
La recensione in breve:

Ink possiede la regia energica di Danny Boyle, un ritmo incessante e delle ottime interpretazioni, con Jack O’Connell particolarmente convincente. Allo stesso tempo, la continua ricerca dell’eccesso e della provocazione può risultare a tratti fin troppo frenetica. In ogni caso, il film arriva forte e chiaro, raccontandoci un meccanismo che ormai conosciamo fin troppo bene.

Data di uscita11 dicembre 2026
Durata116 min
RegiaDanny Boyle
Cast Principale
Jack O'ConnellLarry Lamb
Guy PearceRupert Murdoch
Claire FoyJules Davies
Bertie CarvelHugh Cudlipp
GenereDramma, Storia

Una macchina da presa inclinata, il mondo già fuori asse. Rupert Murdoch e Larry Lamb sono nel mezzo di una conversazione: il primo ha appena comprato The Sun e al secondo affida un compito che ha il sapore di una sfida - ridargli vita, costi quel che costi. È così che Danny Boyle apre Ink, il suo primo film in concorso alla 83° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: con un’inquadratura che sembra dichiarare subite le regole del gioco. Qui tutto è storto, accelerato, rumoroso. E soprattutto, tutto può diventare notizia.

Il frastuono incessante delle rotative, le pagine che prendono forma, la corsa a trovare il titolo capace di scalzare quello del concorrente: Ink racconta la trasformazione di The Sun in una macchina editoriale costruita sulla provocazione, capace di imporsi sul mercato fino a insidiare anche il grande rivale The Mirror. Ma Boyle non sembra interessato soltanto alla cronaca di una rivoluzione editoriale: la mette in scena come una rivoluzione cinematografica, affidandosi allo stesso principio che muove il giornale - alzare il volume, forzare il limite, trasformare qualsiasi cosa in spettacolo. Perché, in Ink, la vera domanda non è cosa sia una notizia. È fino a dove ci si possa spingere per crearne una.

La rivoluzione di Lamb

Quando Lamb arriva al Sun, però, non c’è quasi più nulla da salvare. Il giornale è diventato carta straccia, un prodotto che non interessa più a nessuno. La sua intuizione parte allora da una domanda semplice e radicale: che cosa volete leggere? Non cosa dovrebbe interessare al pubblico, ma cosa interessa davvero. La televisione, il sesso, lo sport, il gossip, le donne, la cronaca nera: tutto ciò che gli altri giornali considerano secondario, volgare o poco degno della carta stampata diventa invece materia prima.

Anche il giornale cambia pelle: il formato diventa più piccolo e accessibile, la testata si veste di rosso e la sfida al Daily Mirror diventa anche visiva. Ma la vera rivoluzione è altrove. Lamb capisce che per conquistare un lettore bisogna prima di tutto conquistare la sua attenzione. La notizia non deve soltanto informare: deve incuriosire, scandalizzare, provocare. Deve farsi scegliere.

Sfondo - Ink (2026)
Ink - Sfondo

Jack O'Connell e la macchina della provocazione

A dare corpo a questa corsa è Jack O’Connell, anima del film nei panni di Larry Lamb. Il suo è un personaggio che non si può ridurre al cinismo di un direttore disposto a tutto per vendere copie. C’è innanzitutto un uomo che vuole dimostrare di essere bravo, di meritare il posto che occupa, anche dopo le angherie subite dalla sua vecchia testata. O’Connell lo interpreta con una fisicità nervosa, febbrile: Lamb sembra non riuscire mai a fermarsi, perché ogni successo ne chiama un altro e ogni prima pagina deve essere più forte di quella precedente.

Accanto a lui Guy Pearce è un Rupert Murdoch freddo, elegante, quasi impassibile, il proprietario che intravede nel giornale moribondo un’arma ancora tutta da costruire. Claire Foy interpreta invece Jules Davies, giornalista della redazione e figura importante nella vita di Lamb. Sono presenze che contribuiscono a comporre un microcosmo in cui il lavoro e la vita privata finiscono inevitabilmente per contaminarsi, proprio come la notizia sembra poter invadere qualsiasi territorio.

Perché è questo il lato più oscuro della rivoluzione di Lamb: una volta scoperto che la provocazione funziona, dove ci si ferma? Ink non ha bisogno di fornire subito una risposta. La fa emergere progressivamente, mentre la corsa al primato con il Mirror comincia a incrinare gli equilibri della redazione e la ricerca della storia più forte diventa un’ossessione. La provocazione, da strumento, rischia di trasformarsi in fine.

E allora il titolo del film assume un significato quasi programmatico. L’inchiostro che scorre sulle pagine non è soltanto quello con cui si scrive una storia: è quello di una macchina che, una volta messa in moto, pretende continuamente altro. Ink racconta così anche il momento in cui una redazione comincia a chiedersi se il successo ottenuto a ogni costo abbia ancora qualcosa a che fare con il giornalismo.

Sfondo - Ink (2026)
Ink - Sfondo

Boyle, dal giornale allo schermo

Ed è qui che entra in gioco Boyle. Tratto dal dramma teatrale di James Graham, Ink potrebbe essere un film chiuso dentro le stanze di una redazione. Boyle lo trasforma invece in un organismo in continuo movimento. Il rumore delle rotative, delle macchine, dei telefoni e delle voci non fa semplicemente da sfondo: sembra entrare dentro il ritmo stesso del film. La macchina da presa si muove, il montaggio accelera, l’immagine non trova quasi mai un punto di quiete. La redazione diventa così il riflesso della macchina editoriale che Lamb ha messo in moto.

E così forma e contenuto finiscono per coincidere. Boyle non si limita a raccontare un giornale che ha scoperto il potere della provocazione: provoca anche lo spettatore, lo tiene in movimento, gli alza continuamente il volume davanti agli occhi. È una scelta coerente, quasi inevitabile, perché Ink parla di un mondo nel quale fermarsi significa perdere l’attenzione di qualcuno.

Ed è forse qui che Ink smette di essere soltanto la storia di un giornale e diventa la storia di un meccanismo che conosciamo fin troppo bene. La rivoluzione di Lamb arriva nel 1969, ma la sua intuizione sembra aver trovato nuove forme ogni volta che è cambiato il modo di consumare l’informazione. Prima la televisione, poi internet, oggi i social: cambia il mezzo, non la regola. La corsa all’attenzione diventa sempre più veloce, e ciò che ieri passava dalla prima pagina oggi passa attraverso uno schermo.

Sfondo - Ink (2026)
Ink - Sfondo

I titoli acchiappa-click, la corsa alla notizia più scandalosa, la necessità di provocare una reazione immediata: quello che The Sun aveva intuito sulla carta oggi si è moltiplicato all’infinito sugli schermi. Se allora ogni cosa poteva diventare una notizia, oggi ogni cosa può diventare un contenuto. E forse è proprio questo il lato più inquietante del film di Boyle: non ci mostra soltanto come è nata quella macchina, ma quanto bene abbiamo imparato a farla funzionare.

Nel 1969 era inchiostro, oggi è luce che scorre sugli schermi. È cambiato il mezzo, non la regola: tutto può diventare notizia, tutto può diventare spettacolo. E l’inchiostro, una volta versato sulla pagina, non si può più cancellare.

Scheda

Cast Completo
Jack O'Connell
Larry Lamb
Guy Pearce
Rupert Murdoch
Claire Foy
Jules Davies
Bertie Carvel
Hugh Cudlipp
Brian Gleeson
Brian McConnell
Patrick Kennedy
Bernard Shrimsley
Lucy Russell
Muriel McKay
Christopher Fulford
Frank Nicklin
Blake Harrison
Ray Mills
Angus Imrie
Beverley Goodway

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