Si intitola Le cose non dette l'ultima fatica di Gabriele Muccino, che vede protagonisti assoluti Miriam Leone, Stefano Accorsi, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini.
Dopo Fino alla fine, il regista porta al cinema un film profondamente ammaliante. Vediamo la storia di Carlo ed Elisa, una coppia di scrittori che decidono di coronare il loro viaggio dei sogni a Tangeri, insieme a dei loro amici storici. Tra paesaggi esotici e l'arrivo della misteriosa (ma neanche poi così tanto) Blu, all'improvviso la vacanza cambierà ed emergeranno segreti taciuti e tradimenti che mettono a nudo la fragilità e le cose non dette dei loro legami.
Un racconto agrodolce e pieno di valori, raccontato tramite le varie sfaccettature dell'amore.
Le cose non dette, di cosa parla?
Si capisce subito che il film di Muccino ha tanto da dire e raccontare. Si svolge tutto durante una vacanza a Tangeri, ma la sensazione è proprio quella di assistere a parecchi mesi della vita dei protagonisti.

Le cose non dette è una storia fatta di legami radicati, coppie e famiglie, amori e infedeltà, ma soprattutto di segreti non rivelati che, prima o poi, devono uscire a galla.
Tramite i vari intrecci, la sceneggiatura di Gabriele Muccino e Delia Ephron mette lo spettatore difronte ad amare realtà e inaspettate verità. Qual è il vero significato dell'amore e cosa rappresenta veramente un'amicizia?
Muccino, invece, ci ha detto tutto
Anche questa volta, Gabriele Muccino è riuscito a coinvolgere lo spettatore con un film talmente personale da fare il giro e diventare di tutti e, anche questa volta, è riuscito a distinguersi dalla massa.

Il regista romano ha fatto di nuovo centro: Le cose non dette è un film caldo e avvolgente, che nonostante osi in alcuni esili punti, riesce a rimanere coerente per tutta la narrazione, ottenendo un risultato finale ordinato e lineare.
4 Amici, ma più di 4 cose non dette
Per questo lungometraggio corale, Muccino ha voluto un quartetto di volti italiani molto interessanti, probabilmente nel loro miglior momento. Insieme a loro anche una bravissima Margherita Pantaleo e Beatrice Savignani.
Miriam Leone persuade con un personaggio tanto affabile quanto struggente. L'attrice riesce ad essere nuovamente una musa che si incrocia perfettamente con i toni del film. Stefano Accorsi, con il suo volto sempre corrucciato ma anche sorridente, scava nel profondo dello spettatore fin da subito.
Claudio Santamaria è Paolo, un personaggio pacato e amichevole che fatica ad imporsi (specialmente con la figlia), ma avrà un risvolto solo in un secondo momento. Lui è il mezzo con cui comunicare un'amicizia pura tra uomo e donna, libera da vincoli e ideologie di coppia. Infine, Carolina Crescentini è, invece, la tipica madre oppressiva e preoccupata che in realtà ci ha sempre visto lungo, trasmettendo tutto il suo intuito all'amata figlia nelle prime fasi adolescenziali.

Un film italiano che ci mette in qualche modo la faccia, che si distingue per valori, personalità e dedizione. Muccino lascia ancora una volta la sua impronta sul cinema italiano.
