Supergirl: perché il flop al botteghino non racconta tutta la verità

Supergirl è un flop al botteghino e sul web si è scatenato il dibattito. Ma quali sono le vere cause? Analizziamone insieme i motivi.

Sfondo - Supergirl (2026)
Sfondo - Supergirl (2026)

Lo scorso 25 giugno è arrivato nella sale cinematografiche il secondo film del DC Universe di James Gunn con protagonista Milly Alcock nei panni di Supergirl, cugina di Superman.

Nonostante si parli di cinecomic, un filone che solitamente attira molte persone al cinema, il film non ha riscontrato esiti molto confortanti al box office dopo il primo weekend di proiezioni.

Questo risultato ha scatenato sul web una serie di osservazioni che ci hanno fatto riflettere e ci sentiamo di poter affermare che, almeno in questo particolare caso, il dato del box office è frutto di un meccanismo che poco ha a che fare con la qualità del film in sé.

Cosa non ha funzionato in Supergirl?

Supergirl sta ricevendo pareri molto contrastanti, dividendo il pubblico a metà. Questo accade spesso, ma molti erano convinti che, essendo solo il secondo film del nuovo DCU, fosse difficile avere già uno scenario del genere. Ci teniamo a sottolineare che il film non è esente da difetti, ma qui ci vogliamo concentrare su altri aspetti (vi rimandiamo alla nostra recensione per un maggiore approfondimento sulla qualità della pellicola in sé).

Il film ispirato a Supergirl: Woman of Tomorrow si cimenta in un racconto molto più semplice e meno elaborato rispetto agli scenari supereroistici che ci hanno accompagnato negli ultimi anni, e questo forse è già un fattore determinante.

Sfondo - Supergirl (2026)

Siamo stati abituati, soprattutto dal Marvel Cinematic Universe, finora l'unico grande punto di riferimento per un universo supereroistico longevo, a vedere numerosi collegamenti e porte narrative aperte, senza sapere come o se verranno riprese in futuro. Questo ha fatto sì che, quasi inconsciamente, ci aspettiamo sempre qualcosa di innovativo e ricco di rimandi. Avendo questo modello come riferimento quando si parla di cinecomic, nel momento in cui arriva un'opera più semplice, apprezzabile per quello che è e senza l'obbligo di grandi prospettive future, il pubblico si è trovato spiazzato, quasi spaesato.

Bisogna ammettere che né Milly Alcock né il personaggio di Supergirl possono contare su una fanbase ampia quanto quella di attori o supereroi più affermati, e questo potrebbe aver contribuito a un interesse minore nei confronti del film. Nell'attuale panorama cinematografico, i nomi e le identità già consolidate esercitano inconsciamente un forte effetto calamita sul pubblico. Potrebbe essere questo un altro fattore che ha inciso sul risultato al botteghino di Supergirl.

Ci rifiutiamo, invece, di intraprendere il discorso sull'estetica di Milly Alcock, seppur tanto discusso sui social, per un semplice motivo: è ridicolmente distante da ciò che per noi è il cinema.

Supergirl non supera nemmeno Morbius al box-office

Una notizia giunta da poco e rapidamente circolata sul web riporta che Supergirl non ha nemmeno superato gli incassi di Morbius del Sony Universe nel 2022.

Ricordiamo tutti i "simpatici" tempi di Morbius, quando ci è stato fatto credere all'esistenza di collegamenti con Spider-Man che, nel film, non si sono mai concretizzati. Una strategia di marketing discutibile, alla quale molti spettatori hanno finito per abboccare. Se confrontiamo poi gli interpreti, Jared Leto può contare su un seguito decisamente più ampio rispetto a Milly Alcock e, come dicevamo, questo può incidere.

Senza dimenticare la memefication a cui quel film, paradossalmente per sua fortuna, è stato sottoposto: Morbius era considerato talmente brutto che le persone volevano andarlo a vedere solo "per il meme", per farsi due risate su un film che non era stato concepito per quello. Supergirl, per sua sfortuna/fortuna, non è così male.

Superman e Krypto nel nuovo Superman di James Gunn.

Quello che può essere realmente preoccupante è, piuttosto, la scarsa fiducia che i fan ormai ripongono nell'universo DC: dopo una serie di delusioni archiviate dall'ex DC Extended Universe, il pubblico sembra aver perso la speranza, sembra averne abbastanza, soprattutto se si parla di personaggi non di cartello come quello della Alcock, e questo è più che comprensibile.

Da considerare anche che il pubblico non ha ancora assimilato il metodo con cui che James Gunn sta costruendo l'universo DC. Differente dalla Marvel, differente da quello a cui siamo abituati e, per questo, ha bisogno di tempo per essere accettato.

Il piano cinematografico di James Gunn

L'ottimo esordio di Superman ha in qualche modo definito una nuova identità, confermata ora anche da Supergirl. L'obiettivo sembra essere quello di introdurre i vari personaggi attraverso storie autonome e autoconclusive, che fanno parte dello stesso universo narrativo senza dover necessariamente preparare il terreno al film successivo.

Sfondo - Supergirl (2026)

C'è un motivo se, almeno per il momento, non si è ancora parlato di un progetto dedicato alla Justice League, pensato per riunire tutti gli eroi introdotti finora. La strada è ancora lunga e, in questo caso, non c'è alcun motivo di affrettare i tempi pur di raggiungere questo obiettivo.

Con la Marvel siamo stati abituati a una struttura ben precisa: una serie di film individuali culminava regolarmente in un grande film corale degli Avengers, per poi dare il via a un nuovo ciclo narrativo. Tuttavia, questa non è una formula obbligatoria. Non è indispensabile che ogni film sia strettamente collegato al successivo o che le storyline dei vari personaggi si intreccino continuamente in assenza di una reale causa comune. In futuro potremmo comunque assistere anche nel DC Universe di Gunn a un grande film evento, ma il percorso per arrivarci può essere costruito con calma, un passo alla volta.

Sfondo - Clayface (2026)

Inoltre, tutto lascia pensare che James Gunn e Peter Safran vogliano sperimentare anche generi narrativi differenti: non a caso il prossimo progetto sarà Clayface, che dovrebbe avere un'impronta body horror. Anche per questo non possiamo escludere che il "problema" riscontrato al botteghino da Supergirl potrebbe ripresentarsi, ma confidiamo che i DC Studios non cambino la loro direzione artistica solo basandosi sui dati del box office di quest'ultimo.

Argomenti correlati all'articolo