Ha debuttato nelle sale il nuovo film ufficiale del DC Universe che, dopo il grande successo di Superman (2025), ci riporta tra i pianeti interstellari con protagonista la cugina dell'Uomo d'Acciaio: Supergirl, interpretata da Milly Alcock.
Il nuovo film da solista, diretto da Craig Gillespie (regista di Crudelia e Tonya), è stato fin da subito descritto come più folle e scatenato rispetto al film di debutto dell'universo cinematografico, pur trattandosi di personaggi appartenenti alla stessa famiglia.
Questo perché la pellicola rispecchia l'ironia e il carattere tipico di Kara Zor-El, alias Supergirl.
Come sappiamo, il cinecomic si ispira al capolavoro fumettistico Supergirl: Woman of Tomorrow, richiamandone diversi elementi nel corso della storia. Ma vediamo com'è andata.
Milly Alcock è la Supergirl perfetta
Milly Alcock, attrice australiana nota per aver interpretato Rhaenyra Targaryen in House of the Dragon, è stata la scelta ideale per dare vita a una Supergirl più frizzante e ironica del solito.
Il suo stile giovane e coinvolgente si rivela perfetto per costruire un'eroina volutamente sopra le righe, briosa e pazzerella al punto giusto.
È l'interprete ideale per una nuova "specie" di supereroina moderna: l'energia che trasmette è contemporanea, fresca e spumeggiante.

Questa versione appare inizialmente insolita rispetto all'immagine di Supergirl a cui siamo stati abituati. La vediamo bere su pianeti illuminati da un Sole rosso, vagare a bordo di una navicella nel caos più totale e affrontare ogni situazione con una naturalezza quasi disarmante.
Rispetto alla Supergirl interpretata da Melissa Benoist nella serie CW, sempre più seria e ligia al dovere, qui il tono è decisamente più leggero ed euforico.
James Gunn ha inoltre descritto questa Kara come impulsiva, folle e menefreghista. Non a caso, la sua personalità finisce anche per riflettere, almeno in parte, alcuni tratti delle nuove generazioni.
Il film punta tutto sulla sua crescita, sul suo cambiamento e su un carattere diverso dal solito.
Kara porta sulle spalle un passato più traumatico rispetto a quello di Clark e le sequenze di flashback disseminate nel corso della pellicola riescono inevitabilmente a toccare il cuore, trasmettendo un forte senso di appartenenza ed emozioni sincere.
Perché il Lobo di Jason Momoa non ha bisogno di presentazioni
L'altro grande nome del cast è Jason Momoa, attore che aveva già fatto parte del precedente universo cinematografico DC nei panni di Aquaman.
Interpretando Lobo, l'antieroe DC per eccellenza, il mercenario arrogante, rabbioso e sempre con il sigaro in bocca, Momoa costruisce un'identità completamente nuova, lasciandosi definitivamente alle spalle le "storie atlantiche" di Aquaman.

Fa il suo ingresso uscendo dall'angolo di un pub e, in pochi istanti, diventa il classico uomo che molte donne vorrebbero al proprio fianco. Nessuna introduzione elaborata, nessun approfondimento eccessivo: del resto Lobo non ha bisogno di grandi presentazioni.
O lo ami dal primo istante oppure lo detesti per sempre. La sua moto dai motori rombanti e il suo look punk raccontano già tutto della sua personalità esuberante.
Sembra evidente che lo rivedremo spesso nel futuro del DC Universe, anche perché una delle caratteristiche più iconiche del personaggio è proprio quella di comparire quando meno te lo aspetti.
Il lato tecnico e lo spirito combattente di Supergirl
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il comparto tecnico e visivo di Supergirl mantiene un livello qualitativo costante per tutta la durata del film, valorizzando ogni scena.
Colpisce la costruzione degli ambienti, che differenzia efficacemente i pianeti illuminati da un Sole giallo da quelli dominati da un Sole rosso, così come la fotografia, caratterizzata da luci quasi fluorescenti e colori vivaci.
La protagonista riesce a imporsi anche con il suo iconico cappotto marrone e un Bubble Tea blu tra le mani, contribuendo a definire ulteriormente la sua personalità.

Le scene d'azione arrivano sempre al momento giusto e sono realizzate con grande cura. Tra rallenty, raggi laser e combattimenti corpo a corpo emerge tutta l'anima combattiva e scanzonata di Kara.
Il costume, con l'inconfondibile "S" sul petto e i suoi colori iconici, risalta più che mai negli scenari terrestri avvolti da polvere e macerie.
Supergirl contro un villain poco incisivo?
Il film segue una struttura narrativa piuttosto classica, senza cercare particolari rivoluzioni. Tutto nasce da un evento iniziale che dà il via alla storia di vendetta: il salvataggio di Krypto e l'incontro con la giovane Ruthye Knoll, determinata a vendicare la propria famiglia.
Una missione nata quasi per caso che finisce per coinvolgere Supergirl e darle una nuova ragione per combattere. Tuttavia, il vero problema non è questo.
Krem delle Colline Gialle, il principale antagonista del film e bersaglio della missione delle protagoniste, non riesce mai a imporsi come un villain davvero memorabile.
Avrebbe potuto essere caratterizzato meglio, evitando di ridursi alla semplice figura del brigante ricoperto di piercing che depreda i più deboli e ostacola gli eroi.

Come ci ha insegnato anche Superman, per quanto difficile possa essere, vale sempre la pena cercare il bene anche nella persona più malvagia.
Supergirl è il cinecomic di cui avevamo bisogno
Dopo il concetto di "superumano prima che supereroe" introdotto in Superman, anche il film dedicato a Supergirl percorre la stessa strada: quella della lealtà, dell'empatia e dell'umanità. Il sangue kryptoniano, in fondo, è sempre lo stesso.
In un'epoca dominata da multiversi, mondi alternativi e varianti che si susseguono senza sosta, Supergirl, insieme al suo predecessore del 2025, è uno di quei film capaci di distinguersi dalla massa, portando sullo schermo un'eroina dal potenziale enorme, come non se ne vedevano da tempo.

Il concetto di "Super", in fondo, racchiude un significato molto più profondo: bisogna soltanto saperlo rappresentare nel modo giusto.

