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Recensione

Tartarughe Ninja – Caos mutante, Recensione: una mutazione pop

Tartarughe Ninja – Caos mutante fa emergere dai tombini i mutanti anni ’90 in forma smagliante.

Tartarughe Ninja – Caos mutante, Recensione: una mutazione pop

Il 30 agosto è salito in superficie, direttamente dalle fogne, Tartarughe Ninja - Caos mutante, il nuovo film d'animazione dedicato alle quattro tartarughe mutanti che hanno invaso i nostri anni '90.

Prodotto da Nickelodeon Films e Paramount, Tartarughe Ninja - Caos mutante è diretto da Kyler Spears e Jeff Rowe, co-sceneggiatore e co-direttore de I Mitchell contro le macchine, altra opera d'animazione che nel 2022 è stata anche candidata al miglior film d'animazione agli Oscar.

Crescere da mutanti in un mondo (dis)umano

Basato sull'omonima serie a fumetti ideata nel 1984 da Kevin Eastman e Peter Laird, Tartarughe Ninja - Caos mutante racconta di come i quattro protagonisti, Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello, siano cresciuti nei meandri sotterranei di New York e di come la città adesso, per la prima volta, abbia bisogno di loro.

Il fluido che ha creato le quattro tartarughe si scopre abbia mutato la stessa notte anche altre creature, peccato che queste non siano così buone come loro, soprattutto nei confronti degli esseri umani, che da sempre bistrattano tutto ciò che è diverso da loro.

Tartarughe Ninja - Caos mutante fa emergere dai tombini i mutanti anni '90 in forma smagliante.

Le luci della ribalta sono pop

Se c'è qualcosa in cui Tartarughe Ninja - Caos mutante riesce bene è prendere l'ondata di freschezza animata degli ultimi anni e adattarla a degli eroi ormai scomparsi dalle vetrine dello spettacolo. Personaggi che hanno avuto un momento di gloria, ormai passato, tornano come nuovi e spumeggianti sia agli occhi di chi le tartarughe le conosce bene e sia agli occhi dei bambini che, probabilmente, non le hanno mai sentite nominare.

Il film riesce nel suo rispolvero grazie soprattutto ad un'intelligente scrittura che fa del pop il nucleo dell'intrattenimento. Brani musicali, citazioni ad altri film, fino ad arrivare persino agli anime, Tartarughe Ninja - Caos mutante non è innovativo, ma è attuale.

Attuale non solo per come affronta l'intrattenimento, ma anche nella sensibilità di una tematica che mai risulterà fuori tempo. Non parliamo tanto di razzismo, quanto più semplicemente di apertura al diverso. Un film che risulta quindi alla fine equilibrato, vista anche la modesta durata di 99 minuti, corretta per un prodotto di questo tipo.

Non ugualmente bene la scrittura di alcuni personaggi: delle quattro tartarughe solamente due riescono a differenziarsi, ma in generale non c'è una caratterizzazione abbastanza articolata e spesso i personaggi rimangono nell'anonimato.

Spider-Man fa scuola

Sicuramente parte importante dello stile di Tartarughe Ninja - Caos mutante l'ha fatta il successo di Spider-Man: Into the Spider-Verse. Certamente nell'animazione, low-budget ma efficace, con prevalenza di sfumature fumettistiche, ma anche nel carattere pop di cui parlavamo prima. Con le dovute differenze a favore del film Sony, sia chiaro.

Anche la struttura narrativa però ricorda altri prodotti visti sul grande schermo. Difatti sul finale, quando la città di New York si schiera con le tartarughe e le aiuta a sconfiggere il vero nemico, la stretta attorno all'eroe ricorda diversi film (in questo caso live-action) di Spider-Man.

Citazioni e riferimenti a parte, regia e montaggio mantengono un ottimo dinamismo per tutta la durata del film. Solamente in qualche scena d'azione o di inseguimento si ha la sensazione di star perdendo il controllo della situazione, ma niente di eccessivo e niente che intacchi poi sul risultato finale.

7

Tartarughe Ninja - Caos mutante

Tartarughe Ninja - Caos mutante rielabora in chiave moderna le tartarughe mutanti degli anni '90. Il film intrattiene bene, grazie anche all'intelligente utilizzo della cultura pop, tra una citazione e l'altra. L'animazione riprende bene lo stile fumettistico e la regia, assieme al montaggio, ha solo qualche sporadico momenti di confusione, niente di grave. Il dinamismo fa da padrone ad un prodotto equilibrato, che riesce ad avere anche la giusta sensibilità per affrontare il tema dell'apertura al diverso. Scrittura dei personaggi da rivedere, con alcuni non abbastanza caratterizzati.

Dove vederlo: