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The Holdovers – Lezioni di vita, Recensione: una dramedy sublime

di Francesco Schinea

Pubblicato il 2024-01-17

La recensione di un film imperdibile con un Paul Giamatti da Oscar

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In una Hollywood che va continuamente alla ricerca dell’epicità, a volte ci si dimentica del bello della semplicità. The Holdovers – Lezioni di vita ci riporta coi piedi per terra.

Il film distribuito da Universal Pictures, nelle sale dal 18 gennaio, è un inno alla vita, con tutte le sue difficoltà. È un “feel good movie”, uno di quei film che fanno star bene anche versando qualche lacrima. E che ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo classico natalizio, tanto da far rimpiangere la scelta di distribuirlo nelle sale dopo le feste.

Ma non importa il periodo dell’anno in cui lo guarderete, perché a prescindere da ciò, The Holdovers è un film che si può solo amare. Il consiglio è di farlo subito, precipitandovi al cinema per questo piccolo gioiello.

Soli, ma insieme

The Holdovers è ambientato in una scuola privata del New England, la Barton Academy. Siamo nell’America del 1970, atmosfere enfatizzate dalle scelte stilistiche vintage, a partire dal logo Universal che apre la pellicola.

Il protagonista è Paul Hunham (Paul Giamatti), un vecchio professore che probabilmente non avreste voluto come insegnante, almeno a giudicare dalla prima metà del film. Ed è proprio con Hunham che i ragazzi impossibilitati a tornare a casa sono costretti a trascorrere il Natale.

Le vacanze natalizie si trasformano quindi in un incubo per i pochi superstiti. Tra questi vi è Angus Tully (Dominic Sessa). Ed è sul loro rapporto che si concentra gran parte della pellicola. Su queste persone sole, come anche Mary Lamb (Da’Vine Joy Randolph), la cuoca della scuola che ha appena perso il figlio in Vietnam; che si ritrovano insieme per caso, e che impareranno qualcosa l’uno dall’altro.

The Holdovers

Solitudine, perdita e amore

Abbiamo detto di come The Holdovers sia un film meraviglioso che non ha bisogno di ricorrere ad effetti speciali. Gli basta una raffinatezza narrativa con pochi eguali, in grado di racchiudere in poco più di due ore il significato stesso della vita, delle difficoltà degli esseri umani.

Ma riesce a farlo con ironia e sarcasmo, perché in primo luogo è un film comedy irresistibile. Una dramedy, per essere più precisi, in grado di far ridere irrefrenabilmente e subito dopo far riflettere sul senso dell’esistenza, sulla solitudine, sulla perdita e anche sull’amore. Amore inteso sotto tutte le sue sfaccettature, ma soprattutto platonico, fraterno e materno.

The Holdovers ci ricorda che tutti abbiamo bisogno d’amore. Che sotto ogni armatura impenetrabile si nasconde un’anima semplice e bisognosa d’affetto. Un conforto che si può trovare in chi meno ci aspetteremmo. Perché anche le persone apparentemente più diverse sono in realtà profondamente simili, come nel caso di Paul e Angus.

The Holdovers

Paul Giamatti da Oscar

Un film come The Holdovers si fonda in gran parte sulla sua sceneggiatura superba, che amalgama perfettamente comedy e drama. Ma una grande sceneggiatura può restare nell’anonimato se non è coadiuvata da tutto ciò che la circonda. Fortunatamente, non è questo il caso di The Holdovers.

Il lavoro fatto per ricreare gli anni ’70 funziona a meraviglia, sia a livello di produzione che per le scelte registiche. Il tocco di Payne si avverte ed eleva The Holdovers a grande film. Ma ciò che lo rende imperdibile sono le interpretazioni degli attori.

Paul Giamatti è incredibile, una delle sue performance più memorabili che gli è già valsa numerosi riconoscimenti, tra cui il Golden Globe. Non staremo qui a metterlo a confronto con il suo rivale in questa stagione dei premi, Cillian Murphy, che abbiamo amato in Oppenheimer. Tuttavia vi invitiamo a vedere The Holdovers in lingua originale per rendervi conto del lavoro sensazionale e meticoloso di Giamatti.

Chi invece sembrerebbe avere l’Oscar già in pugno è Da’Vine Joy Randolph. La sua interpretazione di una madre devastata dal dolore è profonda e toccante, il suo impatto si sente e riesce ad arrivare allo spettatore. Infine non deve passare in secondo piano il giovanissimo Dominic Sessa, che alla sua primissima prova sul grande schermo riesce a tenere il passo di un mostro sacro come Giamatti e convincere pienamente.

Un terzetto capace di mettere insieme interpretazioni formidabili, caratterizzando al meglio tre personaggi semplici ma complessi. Un valore aggiunto inestimabile per un film che, proprio come i suoi protagonisti, si merita tutto l’amore del mondo.

The Holdovers

8.5
Alexander Payne confeziona un piccolo gioiello destinato a diventare un nuovo classico natalizio. The Holdovers è un film che scalda il cuore, una vera e propria lezione di vita che può contare su una sceneggiatura impeccabile, in cui ironia e sarcasmo si amalgamano con gli elementi più drammatici. La scrittura è coadiuvata da un'ottima impronta stilistica e registica, oltre alle memorabili interpretazioni dei tre protagonisti, fra cui un formidabile Paul Giamatti.

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