Il nuovo film di Mona Fastvold, passato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, si intitola The Testament of Ann Lee e vede Amanda Seyfried nei panni della protagonista, Ann Lee, figura centrale del movimento religioso degli Shaker.
Atmosfere ottocentesche, abiti sfarzosi e un tocco di musical che tiene compagnia per tutto il film. L'opera di Fastvold in realtà è stata scritta a 4 mani, insieme a Brady Corbet, freschi della loro precedente collaborazione per The Brutalist, premiato agli Oscar.
Chi è davvero Ann Lee?
Ann Lee nasce il 29 febbraio 1736 a Manchester, in Inghilterra. Fu la seconda di otto figli, in una famiglia numerosa.
A causa delle condizioni di vita del XVIII secolo, Ann visse spesso in contesti di grande povertà e difficoltà. Fin da quando era bambina, fu segnata da esperienze abbastanza traumatiche e da forti attrazioni religiose.

Successivamente si avvicinò a un gruppo spirituale chiamato “Shaking Quakers”, prima di arrivare ad essere una figura di estremo culto spirituale.
La vera storia dietro The Testament of Ann Lee
Nel tempo, Ann Lee divenne una figura centrale per il movimento religioso: la setta degli Shaker.
Un gruppo che utilizzò il ballo e il canto come strumento di venerazione e purificazione dal peccato, le loro idee religiose, a differenza di quanto possa sembrare, erano completamente opposte a quelle della Chiesa d'Inghilterra, perché a loro detta, la seconda venuta del Salvatore sarebbe arrivata nel corpo fertile di una donna.
Grazie a queste credenze, i partecipanti iniziarono a venerare Ann in maniera diversa, al punto di farla diventare una figura centrale, venerata proprio come reincarnazione di Gesù Cristo.
Promosse l’uguaglianza sociale tra uomini e donne e rifiutò i ruoli di genere, idee che la resero invisa alla Chiesa anglicana. Considerata eretica, fu internata in un manicomio, ma successivamente liberata grazie all’impressione suscitata durante la sua difesa.
Il matrimonio con Abraham Standarin nel 1761 fu infelice, aggravato sia dal rifiuto dell’intimità sia dalla morte prematura dei loro quattro figli.
Da questa esperienza nacque una visione destinata a definire la dottrina shaker: per raggiungere la purezza spirituale era necessario praticare il celibato. Ann arrivò così a rifiutare il matrimonio stesso, rompendo anche il proprio.
Nel maggio 1774, Lee e i compagni della setta degli Shaker, salparono da Liverpool verso l'America: erano alla ricerca di luogo dove fondare la loro comunità di culto.
Dopo aver girato mari e monti, trovarono spazio alla contea di Albany, nello stato di New York, dove costruirono il loro villaggio, nominato poi "Niskayuna".

Lee e il fratello William cercavano incessantemente altri venerandi per la loro causa e la loro aspirazione a una società libera da peccati. Gli Shaker si guadagnavano da vivere con la produzione di arredamenti, ma anziché denari, richiedevano di far parte del movimento Shaker.
Morì nel 1784, a soli 48 anni, dopo una vita dedicata interamente al lavoro e alla diffusione della sua fede.
Non vide il momento di massima espansione del movimento, che intorno al 1840 contava circa 6000 membri. Oggi, a causa della scelta del celibato, il numero degli Shakers è drasticamente diminuito.
L'ispirazione per The Testament of Ann Lee
Le fonti per la realizzazione di questo musical non sono mai state così numerose, ma per l'ispirazione visiva e per riuscire a dare il maggior risalto alla storia di Ann Lee, Fastvold e Corbet hanno riscontrato grande ispirazione nell'arte barocca e religiosa.
"Abbiamo analizzato Caravaggio e altri maestri per i loro colori particolarmente forti, la luci e la drammaticità che crearono, quando eravamo in difficoltà per alcuni punti della trama".
Le parti mancanti riguardano soprattutto il periodo antecedente al traferimento di Lee in America; "Una volta ricostruito ciò che crediamo sia accaduto nei primi anni di vita di Ann...
abbiamo cercato di ricostruire il suo viaggio verso l'America, punto da cui poi non abbiamo più avuto grossi rallentamenti grazie alla più facile documentazione".
