Bucking Fastard, Recensione: l’odissea della simbiosi di Werner Herzog a Venezia 83

Bucking Fastard di Werner Herzog è un’odissea surreale che passa dalla brillante satira giudiziaria al caos di due sorelle alla ricerca dell’amore.

Una scena dal film di Herzog, Bucking Fastard.
Una scena dal film di Herzog, Bucking Fastard. / Gateway to Orkney, Providence Road Entertainment
Poster di Bucking Fastard

Bucking Fastard

Anno d'uscita: 2026
7.5/10
La recensione in breve:

Bucking Fastard si configura come un'opera ambiziosa e autoriale, capace di mostrare sia i picchi del genio di Werner Herzog sia le sue intemperanze strutturali. Tra i lati nettamente positivi spicca una prima parte fulminante, sorretta da un registro brillante e da una prova attoriale magistrale delle sorelle Rooney e Kate Mara, le quali riescono a trasformare il loro unisono recitativo in un dispositivo formale ed emotivo ipnotico. A questo si aggiungono la magnificenza simbolica della piccola volpe Cupido, la raffinata atmosfera surreale in omaggio a David Lynch e uno sguardo visivo di matrice documentaristica che dona estremo valore e profondità concettuale al racconto. Di contro, l'aspetto meno solido del film risiede nella sua fase centrale: il passaggio alla dimensione on the road soffre di un'eccessiva saturazione di eventi e personaggi che finisce per sfocare la linea narrativa, stranendo e persino affaticando lo spettatore con un accumulo a tratti caotico. Tuttavia, pur con questo sbilanciamento ritmico e strutturale, l'opera riesce a far battere forte il proprio cuore tematico, offrendo il ritratto toccante di un legame viscerale e lasciando un segno profondo grazie alla purezza con cui restituisce la disperata e universale ricerca dell'amore.

Data di uscita2 settembre 2026
Durata109 min
RegiaWerner Herzog
Cast Principale
Kate MaraJean Holbrooke
Rooney MaraJoan Holbrooke
Orlando BloomGareth Mulroney
Domhnall GleesonTimothy
GenereDramma

L'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ha visto il ritorno in grande stile di Werner Herzog nel concorso principale con Bucking Fastard, un'opera di finzione estremamente che attesa che sarebbe dovuta essere presentata in realtà lo scorso maggio al 79º Festival di Cannes, ma che Herzog ha ritirato quando gli è stato rifiutato il concorso.

Qui il cineasta tedesco dirige un cast d'eccezione guidato dalle sorelle Rooney e Kate Mara per la prima volta insieme, Domhnall Gleeson e un incisivo Orlando Bloom nonostante il breve screen time. Con questa pellicola completa anche un percorso teorico straordinario, concependo il lavoro come il tassello finale di un ideale "trittico operistico" che si affianca alle sue pietre miliari Fitzcarraldo e Grizzly Man.

Se nei capitoli precedenti l'ossessione del singolo si scontra con l'imponenza selvaggia della natura e con la follia di superare limiti geografici ed esistenziali, qui la sfida titanica si sposta sul piano dell'identità: le protagoniste tentano di affermare il proprio sentimento e la propria unicità all'interno di un contesto sociale incapace di comprenderle.

L'arte della sincronia: le sorelle Mara all'unisono tra aule giudiziarie e un viaggio di scoperta

La trama segue due sorelle interpretate tanto magistralmente quanto inquietantemente dalle sorelle Mara che parlano all'unisono e vivono in simbiosi, si innamorano dello stesso uomo difendendo la loro tesi in tribunale fino a scappare ritrovandosi sole in un viaggio alla scoperta di se stesse e del senso della vita, tra la speranza di trovare l'amore e la difficoltà di dividersi.

La sequenza d'apertura così come tutta la prima parte di Bucking Fastard si impone per una carica di freschezza, ironia e intelligenza visiva capaci di reinventare le regole classiche del dramma giudiziario. Infatti, è ambientata durante una causa per stalking che vede imputate le sorelle Jean e Joan Holbrooke surreale e divertentissima, arricchita dall'interpretazione di Orlando Bloom che veste i panni di una figura legale istrionica, trasformando l'aula di tribunale in un vero palcoscenico per i suoi duelli verbali.

Il cuore pulsante della scena è però affidato a Kate e Rooney Mara: la loro prova recitativa è un autentico prodigio di affiatamento ed equilibrio. Interpretando due sorelle che parlano in un costante, spiazzante e perfetto unisono, le due attrici modulano voce, pause ed espressività come se appartenessero a un unico centro nervoso. Questa trovata non si limita a divertire, ma regala al primo atto un ritmo incalzante e una vivacità formale che conquista immediatamente chi guarda.

Rooney e Kate Mara in Bucking Fastard.

Bucking Fastard: lo smarrimento del viaggio e l'ostinata ricerca dell'amore

Dopo la brillantezza dell'avvio, Bucking Fastard abbandona la cornice del processo per calarsi in una dimensione on the road che cambia radicalmente le carte in tavola. Nella sua fase centrale la pellicola tende a sovraccaricarsi di avvenimenti e incontri, una scelta che deliberatamente strania e confonde il pubblico. Le sorelle si trovano costrette a fuggire e ad attraversare un mondo ostile, popolato da figure ambigue che cercano continuamente di manipolarle o di trarre vantaggio dal loro legame indissolubile.

Nonostante il racconto si faccia più fitto e caotico, il messaggio di Herzog emerge con una chiarezza disarmante: il viaggio delle protagoniste è la storia di due anime congiunte che non possono né sanno separarsi, ma che continuano a inseguire l'amore con pervicacia. La loro non è una semplice fuga, bensì un disperato tentativo di trovare un senso d'appartenenza e di conquistarne un proprio spazio nel mondo.

Rooney e Kate Mara in Bucking Fastard.

L'enigma di Cupido, l'omaggio a Lynch e lo sguardo del documentario

A guidare il percorso delle sorelle fino alle battute conclusive del film interviene la presenza simbolica di una volpe chiamata Cupido. L'animale assurge a metafora concettuale fondamentale, facendosi schermo visivo della speranza, dell'universo dei sogni e della tenacia necessaria a proseguire anche quando tutto sembra crollare.

L'intera opera è impreziosita da una sentita dedica al maestro David Lynch, il cui spirito aleggia nelle atmosfere rarefatte, nei dettagli bizzarri e nei leggeri scarti surreali che punteggiano la narrazione. Al contempo, emerge la natura tipicamente herzogiana del film: l'impostazione visiva attinge a piene mani dal linguaggio del documentario, che da sempre costituisce l'ossatura del cinema del regista. È proprio questo sguardo quasi etnografico e distaccato sulla realtà a trasformare una vicenda intima e straniante in una riflessione universale sulla condizione umana.

Scheda

Cast Completo
Kate Mara
Jean Holbrooke
Rooney Mara
Joan Holbrooke
Orlando Bloom
Gareth Mulroney
Domhnall Gleeson
Timothy
Hugh O'Conor
Counsel
Simon Delaney
Judge
Terry McMahon
Shane Connellan
John Kavanagh
Mr. Westmoreland
John Connors

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