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Frankenstein Junior: 5 curiosità e dove vederlo

Frankenstein Junior: 5 curiosità e dove vederlo

Frankenstein Junior torna al cinema dal 27 febbraio al 1° marzo in tre serate evento in formato restaurato e digitalizzato a 50 anni dall’uscita originale nelle sale.

In tutti i cinema che proietteranno il film troverete degli angoli allestiti e dedicati per l’evento per scattare dei selfie tra gli allestimenti a tema. Se avete l’animo del cosplayer, è l’occasione giusta per partecipare al contest social!

Infatti, l’invito di Nexo, organizzatrice delle serate evento, è quello di recarsi al cinema vestiti come gli indimenticabili protagonisti del film pronti a recitarne le battute salienti e a rivivere su grande schermo le scene entrate nella leggenda. Con l’hashtag #FrankensteinJuniorNight si potrà partecipare alla challenge per sfidarsi nella messa in scena dei passaggi più famosi: l’incontro tra Igor e il Dottor Frankenstein, la notte al cimitero, il balletto del Dottor Frankenstein e della creatura, l’incontro con l’eremita cieco, i misteriosi cervelli “abnormal” e molte altre scene famosissime e indimenticabili.

frankenstein junior

Ma in quali sale verrà proiettato questa incredibile pietra miliare del cinema?

Sul sito di Nexo trovate l’elenco di tutti i cinema in cui potrete rivivere l’intramontabile comicità di Frankeinstein Junior. Ecco l’elenco completo dei cinema.

Sarà ancora più divertente andare al cinema e sfoggiare con i propri amici, oltre che un cosplay da brividi, anche la conoscenza di alcune delle più bizzarre curiosità che si celano nel make of di questo classico del cinema.

Sei indeciso se vedere alcuni film attualmente sul grande schermo o sulle piattaforme Netflix, Amazon Prime e Disney+ ? Leggi le nostre recensioni!

È ancora vivo?

Frankenstein Junior - la scena dell'esperimento

Durante le riprese di Frankenstein Junior, Mel Brooks voleva dare al proprio film quell’aspetto retrò, tipico dei film anni 30. Non bastava solo rendere il film in bianco e nero. Ma la scenografia, i costumi, il trucco, le luci, tutto doveva richiamare e rendere omaggio ai film di un tempo.

Aveva quindi bisogno di creare le scenografie tali e quali, ma era necessario anche stare molto attenti a non sforare il budget messo a disposizione dalla casa di produzione.

Scoprì che Kenneth Strickfaden, scenografo ed effettista che lavorò a film come il Mago di OZ e La maschera di Fu Manchu, era ancora vivo!

Quando Mel Brooks lo contattò, scoprì che aveva conservato e orgogliosamente custodito le apparecchiature da lui stesso realizzate nel 1931 per il laboratorio del film Frankenstein, diretto da James Whale. Si accordarono per utilizzare quelle scenografie nel suo film, in cambio Kenneth ottenne i credit che non ricevette mai per il film degli anni 30.

Quasi un colossal

Il primo montaggio realizzato in postproduzione era mastodontico. Il montaggio originale era costituito da ben 3 ore di pellicola! Ma come poteva un film così lungo sposarsi con la comicità? La durata non convinse per niente e con un mega lavoro di post produzione, riuscirono a ridurlo fino alla versione definitiva, distribuita nei cinema, ovvero una durata di 105 minuti. Saresti disposto a vedere l’opera originale uncutted?

Cult del cinema… e del rock

In italiano la scena doppiata dice “segua i miei passi”, nell’originale Feldman dice “walk this way”. Non vi porta alla mente nulla? È il titolo della canzone degli Aerosmith, che proprio da questa scena del film Frankenstein Junior presero ispirazione per la propria canzone. Nel lontano 1974 la band guardò il film e ne furono rapiti, in particolare li colpì e divertì la scena di “walk this way”. Il giorno dopo la visione del film, Steven Tyler, il cantante della band, scrisse la ben nota canzone.

Ma il successo della frase non si ferma qui. Talmente ne fu conquistato che Mel Brooks stesso la aggiunse anche nei film successivi quali La pazza storia del mondo (1981) e Robin Hood - Un uomo in calzamaglia (1993).

Citazione oppure omaggio da premio Nobel?

Frankenstein Junior - la scelta del cervello

Hans Delbrück, lo “scienziato e santo” del quale Igor deve rubare il cervello, prima di sostituirlo con quello del più noto A.B. Normal, non è un nome a caso, inventato.

È stato uno storico tedesco vissuto nel XIX secolo, professore presso l’Università di Berlino e padre di Max Delbrück. Quest’ultimo, come il padre, non era una persona qualsiasi. Fu un importante biochimico, tra i più illustri del XX secolo, il quale, qualche anno prima della produzione e distribuzione di Frankenstein Junior, si aggiudicò il Premio Nobel per la medicina nel 1969.

Un omaggio indiretto a questo illustre personaggio o solo una mera citazione?

Non me lo produci? Vado da qualcun altro!

Frankenstein Junior - il cast principale con il regista Mel Brooks

La Columbia Pictures era inizialmente la casa produttrice di Frankenstein Junior.

Che cosa andò storto? Perché non finanziò più la produzione del film?

Non ci sono complotti o chissà che teorie. La storia è molto semplice e ci sono casi tutt’oggi. I rapporti tra la Columbia Pictures e il regista Mel Brooks erano tutt’altro che idilliaci. La casa di produzione si tirò indietro dopo continue trattative e richieste di scendere a patti per la produzione della pellicola.

Le cose che scatenarono lo stralcio del contratto di produzione furono le richieste del regista di utilizzare la pellicola in bianco e nero per omaggiare i film del cinema classico americano anni 30. I diverbi si fecero sempre più aspri e alla fine si arrivò al nulla di fatto.

Ma Mel Brooks non si arrese. Andò a bussare alla porta della 20th Century Fox, che all’esposizione del progetto, la sua finalità e quello che doveva rappresentare al cinema si dimostrò assolutamente entusiasta e divenne la casa di produzione del capolavoro cinematografico quale è Frankenstein Junior.

Eri a conoscenza di queste curiosità? Adesso potrai andare al cinema e farne pieno sfoggio!