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Mother Mary, Recensione: tra icone sacre e fragilità umane

David Lowery porta sul grande schermo Mother Mary, una storia mistica su una popstar alla ricerca della sua versione più autentica.

Recensione di 

Poster di Mother Mary

Mother Mary

Anno d'uscita: 2026
6.5/10
La recensione in breve:

Mother Mary rappresenta il cinema più estremo, quello capace di fondere il dramma a un'aspetto più esoterico, con punte che sfociano nel surreale. Un film giocato sul dialogo tra le sue protagoniste, interpretate da Anne Hathaway e Michaela Coel, che finisce per appesantire la trama a causa del mancato coraggio del cineasta di approfondire gli aspetti più cruciali del rapporto tra le due. Ne emerge una pellicola gloriosa dal punto di vista estetico ma con alcune lacune sul piano narrativo.

Data di uscita16 aprile 2026
Durata112 min
RegiaDavid Lowery
Cast Principale
Anne HathawayMother Mary
Michaela CoelSam Anselm
Hunter SchaferHilda
FKA twigsImogen
GenereDramma, Fantasy, Musica, Thriller
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Cosa resta di un’artista quando il personaggio prende il sopravvento sulla persona? È attorno a questa frattura identitaria che si muove Mother Mary, il nuovo film di David Lowery, un’opera sospesa tra pop, fede e allucinazione.

Dal 14 maggio al cinema con I Wonder Pictures, il film segue una sorta di Giovanna d’Arco contemporanea, una popstar totalmente assorbita dal proprio credo artistico fino a smarrirsi, incapace di distinguere la realtà dalla figura che lei stessa ha costruito.

Lowery confeziona così un viaggio quasi mistico, dominato da simboli, metafore e immagini astratte che trasformano la narrazione in un’esperienza sensoriale più che lineare.

Al centro, il rapporto magnetico e ambiguo tra Anne Hathaway e Michaela Coel, raccontato attraverso continue tensioni emotive, spirituali e artistiche che sembrano fondere devozione, dipendenza e desiderio.

A pochi giorni dal suo attesissimo ritorno sul palcoscenico, Mother Mary (Anne Hathaway) si presenta alla porta di Sam Anselm (Michaela Coel), storica collaboratrice e stilista, chiedendole di realizzare il costume per il suo concerto.

Il loro incontro, segnato da tensione irrisolte e da un distacco alimentato dagli anni trascorsi lontane a causa dell’ascesa della popstar, riapre immediatamente ferite mai del tutto rimarginate, trasformando la preparazione dello spettacolo in un confronto intimo e destabilizzante tra arte, identità e ossessione.

Non è una persona reale, ma un'icona

È proprio attorno a quell’abito che Lowery costruisce una delle metafore più importanti del film. Più che un semplice costume di scena, ciò che Mother Mary chiede a Sam sembra rappresentare il tentativo disperato di recuperare una versione più autentica di sé, ormai soffocata dall’immagine quasi sacrale costruita attorno alla sua figura pubblica.

Non è un caso che il film non riveli mai il suo vero nome: Mother Mary esiste prima di tutto come icona, simulacro, presenza mitologica più che come persona reale.

Anche il concerto che dovrebbe segnare il suo ritorno assume così i contorni di una vera e propria resurrezione agli occhi dei fan, che la osservano e venerano come una musa o una santa contemporanea.

Dopo il traumatico evento che ha segnato la sua ultima apparizione pubblica, Lowery costruisce attorno alla protagonista un’aura fragile e inquieta, sospesa continuamente tra devozione collettiva e autodistruzione.

Sfondo - Mother Mary (2026)
Mother Mary - Sfondo / A24, Augenschein Filmproduktion, Topic Studios, Sailor Bear, IPR.VC, Homebird Productions, Access Entertainment

Se il cuore pulsante di Mother Mary sembra essere proprio il dialogo, inteso come confronto definitivo tra le due donne, è proprio su questo piano che il film si gioca anche come una sorta di esorcismo emotivo: un tentativo di affrontare e dissolvere i fantasmi del passato per ricucire un rapporto spezzato.

Eppure, è anche qui che l’opera mostra i suoi limiti, lasciando spesso la sensazione di un confronto più dichiarato che davvero scavato fino in fondo.

La figura di Mother Mary resta infatti in parte opaca non tanto per mistero, quanto per mancanza di reale approfondimento: le ragioni della frattura con Sam, così come il suo progressivo smarrimento interiore, rimangono sfumate, accennate più che indagate.

Sfondo - Mother Mary (2026)
Mother Mary - Sfondo / A24, Augenschein Filmproduktion, Topic Studios, Sailor Bear, IPR.VC, Homebird Productions, Access Entertainment

Un'opera che si appoggia (fin troppo) sul lato estetico

In questo senso, anche la dimensione visiva e simbolica dei costumi diventa centrale. Il film insiste sull’idea di un’icona costruita attraverso abiti e segni quasi sacrali: come Giovanna d’Arco, Mother Mary sembra indossare una sorta di armatura simbolica, fatta di costumi e dettagli che la trasformano in figura mitica.

L’aureola, gli abiti scenici, la sua stessa immagine pubblica contribuiscono a costruire una “santa pop” che però, proprio come una corazza, finisce per imprigionarla nel ruolo che dovrebbe proteggerla.

A sostenere questa dimensione simbolica è anche il lavoro sulla fotografia, che accompagna il film in un continuo slittamento emotivo: dalle tonalità fredde e quasi cliniche delle scene intime si passa progressivamente a colori sempre più saturi e caldi, fino al rosso dominante delle sequenze performative, che amplifica la sensazione di un universo emotivo fuori controllo.

Sfondo - Mother Mary (2026)
Mother Mary - Sfondo / A24, Augenschein Filmproduktion, Topic Studios, Sailor Bear, IPR.VC, Homebird Productions, Access Entertainment

Centrale è anche il contributo delle due interpreti, Anne Hathaway e Michaela Coel, che costruiscono il loro rapporto attraverso una tensione costante fatta di sottrazione e confronto.

La loro è una performance che vive soprattutto negli sguardi e nei dialoghi serrati, più che nell’azione, e che contribuisce in modo decisivo a dare peso emotivo a un film che spesso sceglie la superficie simbolica al posto dell’approfondimento narrativo.

Ne emerge un’opera più interessata alla superficie estetica che all’indagine psicologica, per quanto questa superficie sia costruita con grande cura visiva.

Con una colonna sonora composta da Daniel Hart e brani originali firmati da Jack Antonoff, Charlie XCX e FKA Twigs (con una piccola parte nella storia), Mother Mary affascina ma sembra rinunciare a un maggiore coraggio nell’esplorare fino in fondo le sue stesse tensioni emotive.

Progresso del punteggio
6.5SCORE

"Discreto"

Recensito da Sonia Modonesi

Certificato da:
Metodo di Valutazione

Disponibile su:

Sonia Modonesi, con in tasca una doppia laurea in comunicazione e spettacolo, scrivo di film (e serie tv) con gli occhi di una studiosa ma con il cuore da spettatrice.

Scheda Tecnica

Cast Completo
Anne Hathaway
Mother Mary
Michaela Coel
Sam Anselm
Hunter Schafer
Hilda
FKA twigs
Imogen
Sian Clifford
Jade
Kaia Gerber
Nikki
Alba Baptista
Miel Contrera
Atheena Frizzell
Emily
Jessica Brown Findlay
Tessa
Isaura Barbé-Brown
Kyla

Valutazioni esterne

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