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Le città di pianura, Recensione: un road-movie unico e rivelatore

La felicità può essere una cosa semplice, anche quando ci sentiamo smarriti. Ecco la nostra recensione de Le città di pianura.

Recensione di 

Poster di Le città di pianura

Le città di pianura

Anno d'uscita: 2025
7.8/10
La recensione in breve:

Un viaggio brillo che rincorre costantemente “l’ultima bevuta”, metaforico ed esistenzialista, ma estremamente realistico nei sentimenti dipinti. Francesco Sossai ci ricorda che la felicità può essere una cosa semplice.

Data di uscita25 settembre 2025
Durata100 min
RegiaFrancesco Sossai
Cast Principale
Filippo ScottiGiulio
Sergio RomanoCarlobianchi
Pierpaolo CapovillaDoriano
Roberto CitranCavalier Fadiga
GenereCommedia
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Trionfo alla 71° edizione dei David di Donatello per Le città di pianura, il film ironico ed esistenzialista diretto da Francesco Sossai che ha conquistato, su 16 candidature, ben 8 statuette agli “Oscar italiani”, tra cui Miglior Attore Protagonista, Miglior Film e Miglior Regia.

Ci sembra, quindi, l'occasione perfetta per riparlare e riportare all’attenzione uno dei più bei film italiani del 2025, che, grazie al potere del passaparola e a un pubblico che ci ha creduto quanto i suoi creatori, ha visto un meritatissimo successo.

Carlobianchi (tutto attaccato) e Doriano, “Dori”, sono due amici cinquantenni che vivono alla giornata e che condividono la stessa nostalgia.

Tra una riflessione e l’altra, si spostano di bacaro in pub rifugiandosi nell’alcol e nel famoso “ultimo bicchiere”, che non arriva mai. Un giorno scoprono il segreto del mondo, ma se lo dimenticano subito dopo.

Una scena dal film Le città di pianura
/ Vivo Film, Maze Pictures, RAI Cinema

Credendo alla storia secondo cui il loro amico storico, Genio (Andrea Pennacchi), ha nascosto dei soldi da qualche parte prima di sparire, i due intraprendono una singolare caccia al tesoro.

Il tesoro nascosto era il risultato della vendita di occhiali da sole rubati, nella quale i tre erano coinvolti. Quando Genio sta per tornare dall’Argentina – dove era scappato in attesa della prescrizione dei reati – per riprendersi i soldi, i due lo vanno a prendere, ma sbagliano aeroporto.

Nel loro percorso, però, incontrano Giulio, un giovane studente di architettura che soffre per amore e al quale “insegneranno” il senso della vita.

La forza dell'ultimo road-movie italiano

Presentato al Festival di Cannes 2025, nella sezione Un Certain Regard, Le città di pianura genera un impatto emotivo notevole, quasi sorprendente e, potremmo dire, anche positivamente confuso.

È un film diverso e unico, un film che si muove in confini già esplorati – evoca in parte Dino Risi, Fellini –, ma in punta di piedi, rispettoso dell’emotività dei personaggi che ritrae.

Francesco Sossai guarda dentro i suoi protagonisti e scava nella loro umanità per fotografare la nostalgia condivisa di una realtà che non esiste più.

Il Veneto fa da sfondo, mentre la Jaguar scorre tra laguna e colline, attraversando pianure e ricordi ormai lontani e sottolineando come il mondo attorno a noi continui la sua corsa verso il cambiamento che ci piaccia o no. Possiamo decidere di seguirlo, o cullarci nel passato alla ricerca di risposte che, forse, non arriveranno mai.

Le città di pianura: un viaggio ubriaco di amicizia e nostalgia

Un racconto Bukowskiano e caotico ambientato nella pianura veneta, che narra una storia intima e collettiva allo stesso tempo. Gesti ed espressioni parlano da soli e racchiudono i dialoghi minimalisti di un’amicizia decennale che porta con sé le gioie e i dolori di una vita intera.

L’alcol qui è chiave di lettura di uno stile di vita che non si posa mai, che resta sempre alterato e leggero, tanto quanto basta per non pensare troppo e non prendersi troppo sul serio.

L’umorismo che permea i dialoghi e le espressioni dei protagonisti maschera una nostalgia condivisa – e dunque un po’ meno dolorosa – che Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano rendono in tutta la sua autenticità.

Sfondo - Le città di pianura (2025)
Le città di pianura - Sfondo / Vivo Film, Maze Pictures, RAI Cinema

Carlobianchi e Doriano restituiscono l’immagine che, un po’ tutti, abbiamo del Veneto verace, ma senza farne una caricatura e, anzi, incarnando tutte le debolezze di due cinquantenni un po’ persi, sì, ma uniti nella loro visione di mondo.

Una complicità che completa gli interrogativi l’uno dell’altro e che alleggerisce la pesantezza generata dal mancato senso del proprio presente.

Sossai celebra la loro amicizia, che simboleggia piuttosto un viaggio verso la conoscenza di sé, nel quale si inserisce anche Giulio (Filippo Scotti), che fa da specchio e da contraltare in rappresentanza di una generazione che, seppur “giovane”, vive lo stesso smarrimento.

L’incontro con Giulio è una veloce meteora che li aiuta a spezzare una routine ebbra e offuscata e che li trascina in un’avventura (quasi) spensierata.

Il tutto si svolge in un lasso di tempo brevissimo, un giorno e mezzo, tuttavia sufficiente a tratteggiare perfettamente le personalità dei protagonisti di una piccola odissea.

Generazioni a confronto

“Avevate scoperto il segreto del mondo e non ve lo ricordate?”, dice Giulio ai suoi amici, riassumendo l’essenza dello scorrere delle giornate dei due che, giusto il giorno prima, stavano per confidarsi il segreto della vita.

Sempre a rincorrere un ultimo bicchiere, a cercare chissà cosa in un qualche pub o bacaro di passaggio e perdendo, tuttavia, il “senso di tutto” che tanto inseguono.

Filippo Scotti in una scena del film
/ Vivo Film, Maze Pictures, RAI Cinema

Agli occhi di Giulio sfugge la logica di tale smarrimento, ma scopre lentamente che il “senso di tutto”, della vita, sono proprio questi due essere mitologici – Doriano e Carlobianchi – incontrati per caso proprio in un momento di confusione personale.

Giulio, che ha solo vent’anni, ha la vita davanti a sé e una montagna di incertezze che condivide con la sua generazione. Una generazione a cui è stato promesso tutto e che, invece, si affanna e fa sempre più fatica a sopravvivere.

Che diventa un po’ specchio del panorama in cui la storia si muove, delle città di pianura in cui le infrastrutture prendono sempre più piede, tolgono sempre più spazio, cercando di soppiantare definitivamente ogni lascito degli anni passati.

In tutto questo, i nostri antieroi non si ergono a paladini in alcun modo; anzi, non reagiscono affatto e soccombono all’inerzia delle loro giornate alimentandosi con la compagnia e, ovviamente, con qualche bicchiere, ricordando il passato incapaci di muoversi nel presente.

Una scena dal film Le città di pianura
/ Vivo Film, Maze Pictures, RAI Cinema

Il cinema italiano che funziona

Quello di Francesco Sossai è un cinema che ci ha creduto moltissimo – e a cui oggi siamo grati –, che ancora una volta ci fa riflettere non solo per il senso della pellicola, ma anche per il fatto che prima di ricevere attenzione ha dovuto valicare i confini nazionali.

Con la sceneggiatura firmata da Adriano Candiago e Francesco Sossai, distribuito da Lucky Red e prodotto da Vivo Film, Marta Donzelli e Gregorio Paonessa – che si sono aggiudicati anche il David di Donatello 2026 al Miglior Produttore –, Le città di pianura è oggi disponibile su MUBI e su Prime Video (a noleggio).

Recuperatelo ora!

Progresso del punteggio
7.8SCORE

"Buono"

Recensito da Martina Gargano

Certificato da:
Metodo di Valutazione

Disponibile su:

Martina Gargano, traduttrice e correttrice di bozze con una grande passione per la settima arte. Al cinema sogno a occhi aperti e mi sento al sicuro. Su Hynerd.it, scrivo di cinema e serie TV.

Scheda Tecnica

Cast Completo
Filippo Scotti
Giulio
Sergio Romano
Carlobianchi
Pierpaolo Capovilla
Doriano
Roberto Citran
Cavalier Fadiga
Andrea Pennacchi
Genio
Giuseppe Messina
Argentino Campagnolo
Denis Fasolo
Conte Bugnello
Tommaso Gianesini
Piero
Lorena De March
Ketj
Gianni Da Re
Primo Sossai

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