Ieri notte, durante la serata della 98esima edizione degli Oscar, abbiamo avuto una delle sorprese più grandi in una categoria minore, quella dell'Oscar per il miglior cortometraggio live-action. L'attore Kumail Nanjiani presentando il premio ha infatti annunciato che i vincitori sarebbero stati due e che si sarebbero alternati sul palco per i rispettivi discorsi.
I due cortometraggi in questione sono The Singers, prodotto da Netflix, e Two People Exchanging Saliva, che tra l'altro vede nella produzione un'italiana, Valentina Merli. Ma quante altre volte nella storia degli Oscar ci sono stati due vincitori ex aequo per un'unica categoria?

Fredric March e Wallace Beery per miglior attore protagonista (1932)
Durante la quinta edizione degli Oscar, all'inizio degli anni '30, i candidati per il premio assegnato al miglior attore protagonista erano tre: Fredric March per la sua doppia interpretazione di Dr Jekyll e Mr Hyde nel film Il dottor Jekyll, Wallace Beery che interpretava un pugile ne Il campione, e Alfred Lunt per il suo ruolo inThe Guardsman.
Proprio quest'ultimo fu l'unico attore candidato quell'anno in questa categoria a non vincere l'Oscar, dal momento che furono March e Beery a vincere ex aequo...
"A Chance To Live" e "So Much for So Little" per miglior cortometraggio documentario (1950)
Similmente a quest'anno, nella 22esima edizione degli Oscar furono dei cortometraggi a "pareggiare", nella categoria però di quelli documentaristici: i premiati furono infatti A Chance To Live di James L.
Shute, che narrava brevemente di un villaggio italiano alla fine della Seconda guerra mondiale, e So Much for So Little di Chuck Jones, il quale invece indagava sul servizio sanitario americano. Come spesso accade con i documentari candidati agli Oscar, i temi trattati erano prettamente sociali, anche all'epoca.

Katharine Hepburn e Barbra Streisand per miglior attrice protagonista (1969)
Per pura coincidenza, il caso forse più noto di Oscar vinti ex aequo interessa una persona intervenuta ieri sul palco degli Oscar: si tratta di Barbra Streisand, che nell'edizione del 1969 vinse l'Oscar come miglior attrice protagonista per Funny Girl a pari merito con Katharine Hepburn, protagonista de Il leone d'inverno.
Questa fu la terza (ma non ultima) statuetta vinta dalla Hepburn, che resta l'unica persona (sia fra le donne sia fra gli uomini) nella storia del premio ad aver vinto 4 Oscar assegnati per performance attoriali. Nonostante ciò il pessimo rapporto fra l'attrice e l'Academy.
"Artie Shaw: Time Is All You've Got" e "Down and Out in America" per miglior documentario (1987)
Negli anni '80 ci fu l'ennesimo caso di parità, questa volta per la statuetta che premia il miglior documentario: a vincere furono Artie Shaw: Time Is All You've Got, che narrava della vita di un noto clarinettista, e Down and Out in America, un'indagine sulla povertà negli U.S.A.
a causa della recessione.

"Franz Kafka's It's a Wonderful Life" e "Trevor" per miglior cortometraggio (1995)
In uno degli anni più caldi di sempre, con Pulp Fiction, Forrest Gump e Le ali della libertà che si giocavano la maggior parte dei premi, nella categoria minore del miglior cortometraggio vinse Franz Kafka's It's a Wonderful Life, un esperimento che mischiava il racconto La metamorfosi con il noto film di Frank Capra, a pari merito con Trevor, opera poco conosciuta che raccontava di emarginazione giovanile e omosessualità con grande anticipo, e coraggio, sui tempi.
"Skyfall" e "Zero Dark Thirty" per miglior montaggio sonoro (2013)
L'ultimo caso in cui un premio degli Oscar era stato assegnato ex aequo risale a 13 anni fa, per una categoria che da 6 anni non esiste più: il miglior montaggio sonoro (oggi compresa nell'Oscar al miglior sonoro).
I due film in questione sono un capitolo della saga di James Bond, Skyfall, e uno dei lavori più noti di Kathryn Bigelow, Zero Dark Thirty, ispirato alla reale operazione che ha portato all'uccisione di Osama Bin Laden.

"The Singers" e "Two People Exchanging Saliva" per miglior cortometraggio live-action (2025)
Arriviamo fino a quest'anno, con i due cortometraggi live-action che hanno condiviso il premio nonostante un'estrema diversità: The Singers narra una storia rozza ma melodiosa ambientata all'interno di un pub, Two People Exchanging Saliva invece affronta l'amore queer in un contesto distopico.

