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Slay The Spire, il profeta dei deckbuilder

Sly The Spire regalò un’esperienza altamente strategica pur peccando in storytelling.

Un boss in Slay The Spire
Un boss in Slay The Spire

Slay The Spire, fratello maggiore di Slay The Spire 2, resta una pietra miliare, il precursore dei deckbuilder roguelike e un modello di gameplay tuttora attuale per il genere.

Il fatto che bisognava assemblare un mazzo di carte per poi combattere, ha rappresentato un punto di svolta nella storia dei dungeon&crawler.

In vista dell'early access di Slay The Spire 2, per chi non l'avesse mai giocato, proponiamo una breve rinfrescata del suo predecessore.

In realtà, in termini narratologici, non c'è molto da dire su Slay The Spire : l’obiettivo era scalare la Guglia e annullarne l'energia negativa, non prima di essersi misurato con vari mostri, costrutti, creature pronte a tutto pur di fermarlo.

Slay The Spire ha puntato tutto il suo potenziale sulle dinamiche tipiche dei giochi fantasy e dungeon&dragons ma non ha brillato per potenza narrativa e di trama.

Era uscito il 21 maggio 2019 per PlayStation 4 , seguito dalla versione per Nintendo Switch il 6 giugno e Xbox One il 14 agosto.

Com'era strutturato il gameplay in Slay The Spire

Le “run”, ovvero i turni di gioco per la scalata della Guglia, avevano una durata di circa un’ora e i personaggi della storia erano quattro, con altrettanti mazzi di carte di partenza ciascuno.

Il giocatore aveva sempre un’opzione davanti, come quale percorso imboccare sulla mappa o una nuova carta, quale reliquia prendere o quali eventi giocare.

Per ognuno dei dungeon estratti in modo casuale, erano previsti più percorsi e l’utente poteva uccidere mostri, impadronirsi di tesori, dormire, fare compere dai mercanti o esplorare l’inesplorato. Queste attività consentivano di aggiungere o eliminare carte dal mazzo, migliorarle oppure raccogliere oggetti che conferivano poteri speciali ai personaggi.

Proprio perciò, è lecito definire Slay The Spire un prodotto caratterizzato da rilevante profondità strategica. Della serie, non era solo giusto collezionare le carte migliori, ma era indispensabile averne di compatibili tra di esse.

A livello grafico, pur non vantando una qualità eccellente, Slay The Spire era piuttosto sobrio e chiaro nell’esposizione delle informazioni. In poche parole, la grafica faceva bene il suo lavoro nell’intelligibilità della schermata con un’organizzazione visiva impeccabile.

Le carte in Slay The Spire

I personaggi in Slay The Spire

Le differenze tra un personaggio e l’altro erano notevoli: l’Ironclad era tutto forza pura e autodanneggiamento; il Silent era il più parco nei consumi perché utilizzava veleno e carte senza spesa;  il Defect guidava i cyborg e le sfere degli elementi e il Watcher sfruttava le posizioni per colpire più duro possibile.

Slay The Spire era un gioco intelligente che mirava a educare il giocatore anche quando reduce da una sconfitta. Questo perché, a sfida completata corrispondeva comunque un premio utile a rendere differente quella successiva.

In più, tanta possibilità di crescita come player, di apprendimento di nuove tecniche offensive, imparare quali strategie sono efficaci contro quale boss, capire quali erano le alleanze più redditizie e come amministrare le risorse a disposizione. Tutto ciò, indipendentemente dall'aver completato con o senza successo la partita.

Slay The Spire era il gioco ideale per gli strateghi e pensatori, con rebus, sperimentazioni e crescita nelle performance.

Perciò, Slay The Spire 2 ha letteralmente tutte le carte per essere un buon prodotto.