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Superman, la Recensione: Essere buoni oggi è rivoluzionario. Fare un bel cinecomic, pure

Il Superman di James Gunn è ironia e cuore: un cinecomic che crede nella gentilezza e osa essere umano, nonostante tutto. La nostra recensione.

Recensione di 

Una scena dal film Superman, di James Gunn.
Una scena dal film Superman, di James Gunn.

Superman

8/10
La recensione in breve:

Il Superman di James Gunn non punta alla perfezione, ma alla sincerità. È un film che sceglie la via più rischiosa e meno urlata: quella della gentilezza, dell'umanità e del coraggio di essere autori. Non è privo di difetti, ma riesce a emozionare e sorprendere con piccole scelte fuori standard. In un panorama saturo di prodotti anonimi e CGI senz’anima, è un passo deciso verso qualcosa di diverso. E tanto basta per volergli bene.

In un mondo che ti vuole quadrato, dove ogni pezzo di un universo cinematografico è intercambiabile, James Gunn fa del suo Superman un unicum che nulla ha a che fare con l’anonimo panorama del cinema supereroistico degli ultimi anni.

L’autore della migliore trilogia Marvel pone le basi per il nuovo DCU in modo atipico, controcorrente e spettacolare, dove “spettacolare” non è sinonimo solo di intrattenimento, ma anche di coraggio. Sia chiaro: Superman non è un film rivoluzionario, così come non appare rivoluzionaria la gentilezza nella vita di tutti i giorni.

Eppure, sono proprio i piccoli gesti a cambiare tutto: un cane come deus ex machina, un supereroe fragile e grandangoli spinti sul faccione di David Corenswet, anche a rischio di diventare un meme, sono la chiave di quel non prendersi troppo sul serio, facendo però le cose seriamente, tipico di Gunn.

Superman e Lois nel nuovo Superman di James Gunn.

Superman non è perfetto, e ci piace per questo

Ci sono tanti personaggi, forse troppi, di cui probabilmente non ricorderemo nulla se non un taglio di capelli discutibile. Ma sono personaggi che hanno una funzione: non conta chi siano, ma cosa fanno e cosa scelgono di fare.

Ed è proprio attorno a questo concetto che il Superman di Gunn costruisce le sue fondamenta: che tu sia solo una spalla comica, una Lanterna Verde o la fidanzata di un supercriminale, alla fine delle due ore sarà la tua bontà e la tua purezza a definirti, più di quanto possa fare una sceneggiatura impeccabile.

Un discorso simile vale anche per la didascalicità di alcune scene o per la CGI, spesso imperfetta. Ma se uscendo dalla sala la prima cosa a cui pensate è la CGI, allora il film ha davvero fallito. Per fortuna, non è questo il caso.

Una scena dal nuovo Superman di James Gunn.

David Corenswet è un buon Superman, anzi buonissimo

David Corenswet si rivela essere molto più che un buon Superman: è un Superman buono. Mette al servizio del film tutta la sua dolcezza, e il risultato è un supereroe quasi disumano per quanto profondamente umano.

È il Superman che avremmo voluto vedere. Forse non ce lo meritiamo, proprio come Lex Luthor non si meriterebbe il lusso di una lacrima empatica nel finale, ma la speranza è l’ultima a morire, e James Gunn ci tiene a ricordarcelo.

L’approccio di Gunn potrà anche essere criticato, e le critiche potranno avere una loro oggettività. Ma noi vogliamo premiare la volontà di inaugurare un nuovo universo rischiando, a prescindere dal fatto che questa scommessa si riveli, a lungo termine, vincente o perdente.

Progresso del punteggio
8SCORE

"Ottimo"

Recensito da Mattia Loiacono

Certificato da:
Metodo di Valutazione
Mattia Loiacono, fotografo e studente di giornalismo. Laureato in cinema, televisione e nuovi media. Caporedattore e responsabile editoriale (cinema e serie TV) di Hynerd.it. Vivo con la macchina fotografica incollata alle mani.

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