logo

The Flash, Recensione – Un’opportunità mancata

di Francesco Schinea

Pubblicato il 2023-06-16

Dopo una produzione travagliata, The Flash arriva al cinema e fa centro a metà, alternando tanti difetti ad una storia emozionante.

article-post

Nel corso degli anni non sono mai mancati i problemi in casa DC, eppure nessun film ha avuto una produzione tanto travagliata quanto The Flash.

Un continuo susseguirsi di sceneggiatori e registi, e proprio nel momento in cui l’arrivo di Andy Muschietti (It) sembrava aver riportato in carreggiata il progetto, sono stati i problemi giudiziari di Ezra Miller a rischiare di vanificare tutto.

Alla fine il tanto atteso film sul velocista scarlatto è arrivato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Lo ha fatto tra gli elogi di Tom Cruise e Stephen King, mentre James Gunn lo ha definito uno dei migliori film di supereroi di sempre. Una campagna di marketing che ha finito per alzare le aspettative su quello che è un buon film, ma ben lontano dall’Olimpo dei cinecomics.

Corri, Barry

The Flash si ispira ad una delle più celebri storie dei fumetti DC sul personaggio: Flashpoint. Barry Allen torna indietro nel tempo per salvare sua madre Nora, la cui morte ha segnato la vita di Barry e di suo padre, ingiustamente accusato dell’omicidio.

Dopo aver viaggiato nel tempo per alterare l’evento più importante della sua vita, qualcosa va storto e Barry si ritrova in una timeline in cui sua madre è ancora viva, ma il mondo come lo conosceva non esiste più. Il protagonista è chiamato allora a fare squadra con un’altra versione di sé stesso, per impedire al generale Zod (Michael Shannon) di annientare una realtà in cui non vi è alcun Superman in grado di fermarlo.

Barry trova però due nuovi alleati: Supergirl (Sasha Calle) ed un Batman “in pensione”, interpretato ovviamente da Michael Keaton.

Scena di The Flash

The Flash è uno dei migliori film del DCU?

The Flash funziona? Tutto sommato sì, ma è ben lontano dal poter essere definito un capolavoro del genere supereroistico. I difetti non mancano, a partire da una CGI terrificante e da una prima metà di film in cui idee interessanti sono accompagnate da una pessima messa in scena.

La prima parte di The Flash è colma di alcune sequenze al limite del ridicolo, in quanto fanno leva su un umorismo fin troppo accentuato, che sembra presagire il ritorno di tutti i difetti degli altri prodotti del DCU.

Fortunatamente Barry ha una maturazione ed una presa di consapevolezza nel corso del film, grazie soprattutto al confronto con il secondo Barry.

Decisamente più riuscita la seconda metà del film. Nulla di particolarmente originale, un “piatto di spaghetti” di linee temporali e cliché del genere supereroistico, ma che sfrutta comprimari, sequenze d’azione ed una componente emotiva non indifferente per elevare una storia dalle solide fondamenta.

Nel complesso è sì, uno dei migliori film del DCU, semplicemente non è il Flash che avremmo meritato di vedere, complice anche la volontà di adattare Flashpoint dopo appena un’apparizione del personaggio (Justice League). Una scelta dovuta anche alla volontà di resettare l’universo cinematografico DC.

Se questo è il prezzo da pagare per avere un reboot del DCU, si può accettare, nella speranza che il futuro riservi davvero un film sul personaggio che possa restare nella storia.

Certo è che The Flash non fa neanche chiarezza sul futuro dell’universo di casa Warner, ma di quello ci sarà modo di parlarne in futuro. Nel frattempo, sappiamo solo che The Flash è una grande opportunità mancata, o per meglio dire, riuscita solo in parte.

Una nuova Justice League

A differenza di quanto si sarebbe potuto pensare, The Flash è in tutto e per tutto un film su Flash. Muschietti riesce a mantenere il focus su Barry pur circondandolo di innumerevoli personaggi dell’universo DC, tutti ben riusciti.

Primo fra tutti il Batman di Ben Affleck, alla sua ultima apparizione nel ruolo di Bruce Wayne. Un’uscita di scena di grande effetto, perché seppur in pochi minuti di screen-time, Affleck offre la sua miglior performance nei panni del Cavaliere Oscuro, sia con la maschera che senza.

Stesso discorso per Michael Keaton che, dopo 30 anni da Batman – Il ritorno, riesce ancora una volta a rubare la scena. Il suo Batman è tra gli highlights della pellicola, il protagonista indiscusso delle sequenze d’azione più avvincenti e riuscite del film, merito anche della storica colonna sonora di Denny Elfman ad accompagnarlo.

Con due Batman così, non sorprende che i vertici DC abbiano deciso di affidare a Muschietti il compito di dirigere Batman: The Brave and the Bold.

Micheal Keaton nei panni di Batman

Nel caso di Keaton, il confine tra fan service e nostalgia è estremamente sottile. The Flash è un film ricco di fan service, in alcune circostanze non memorabile, ma neppure troppo invadente. Chi invece è sicuramente funzionale alla narrazione è la Supergirl di Sasha Calle, una piacevole sorpresa che chiude il team di comprimari.

Passiamo ad uno degli argomenti più spinosi: l’interpretazione di Ezra Miller. Nessun ruolo potrà mai far dimenticare le scellerate vicende giudiziarie dell’attore, eppure non si può non notare la grande interpretazione di Miller, impeccabile nell’interpretare due Barry Allen estremamente diversi fra loro. Un faccia a faccia in cui Barry è il mentore di sé stesso, nel racconto della origin story del personaggio.

The Flash

Multiverso e… Ritorno al futuro

The Flash ha avuto una grande sfortuna, quella di essere arrivato in sala ad appena due settimane di distanza da Spider-Man: Across the Spider-Verse. Il film di Muschietti è incredibilmente simile ad Across the Spider-Verse, tanto che i due cinecomic sono incentrati sostanzialmente sulla stessa storia ma a ruoli invertiti.

Anche The Flash racconta di come sia il dolore a renderci ciò che siamo, parla di quelle cicatrici del passato che non possono essere cancellate senza alterare il resto della storia.

The Flash è un film adatto a tutti, ma che accontenterà soprattutto chi non si è ancora stancato del multiverso. Universi paralleli e linee temporali alternative sono diventate ormai una consuetudine al cinema. Il film sul velocista di casa DC tenta di discostarsi dal multiverso Marvel e lo fa senza perdersi in spiegoni o finire per complicare le cose. The Flash sceglie invece di rifarsi maggiormente a Ritorno al futuro, una delle tante citazioni presenti nella sceneggiatura di Christina Hodson.

Il multiverso è il tramite per scavare nei sentimenti del protagonista, in un viaggio che è un crescendo di emozioni che sfociano in un finale agrodolce.

The Flash

Tra CGI ed effetti pratici

Senza girarci troppo attorno, la computer grafica è probabilmente il più grande problema di The Flash. Flash è un personaggio estremamente difficile da trasporre sul grande schermo, eppure la resa visiva dei suoi superpoteri in The Flash sarebbe stata più che efficace, se non fosse stato per una CGI altalenante, perlopiù inguardabile.

Andy Muschietti ha cercato di giustificare i difetti del comparto tecnico, affermando che “tutto è distorto” perché gli effetti sono stati realizzati dalla prospettiva del protagonista. Una spiegazione di certo affascinante, ma che non basta a rendere accettabile molte sequenze della pellicola.

Molto meglio gli aspetti pratici del film, ad esempio la Batcaverna di Keaton che è stata ricreata interamente dalla produzione. Ogni scena ambientata a villa Wayne resta impressa per la bellezza visiva, resa anche attraverso una fotografia più cupa che funziona meglio rispetto al resto della pellicola (di cui apprezziamo comunque il coraggio di distaccarsi dai toni snyderiani).

Anche dal punto di vista visivo valgono insomma le stesse considerazioni che possiamo fare per l’intero film: The Flash ha tanto potenziale, alterna momenti memorabili ad altri dimenticabili. Si sarebbe potuto fare molto di più, ma resta un film piacevole ed il cui giudizio è più che mai soggettivo, perché pur avendo obiettivamente tanti difetti, molto dipende dalla percezione del singolo spettatore.

L’invito non può che essere quello di andare al cinema e godervi le avventure di Barry Allen.

7
The Flash non è il capolavoro di cui tanti parlavano, ma un film godibile da vedere senza troppe aspettative. L'umorismo esasperato danneggia la prima parte del film, che si salva però grazie ad una seconda metà coinvolgente ed emozionante. Ezra Miller si rende protagonista di una doppia interpretazione memorabile, così come tutti i comprimari, ma è il Batman di Michael Keaton a rubare la scena. A discapito di una CGI che tocca il fondo, The Flash si colloca tra i migliori film del DCU. Promosso, ma si sarebbe potuto fare di più.

Seguici anche su:

Iscriviti alla Newsletter

Seguici su Google News

Potrebbe interessarti anche