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Conarium – Recensione (Ps4)

Molti sono i generi videoludici che nell’immediato ci mostrano in cosa andremo incontro. Un genere…

Conarium – Recensione (Ps4)
Conarium – Recensione (Ps4)

Molti sono i generi videoludici che nell’immediato ci mostrano in cosa andremo incontro. Un genere che ha lentamente affermato la sua peculiarità è quello definito “lovecraftiano”. Molti sviluppatori hanno tentato di riproporre, ognuno con la propria impronta artistica, il particolare e sinistro stile dello scrittore conosciuto come H.P Lovecraft. Una delle maggiori figure della letteratura horror, ormai famoso soprattutto per le opere inerenti al “Ciclo di Cthulhu”. Insomma, la premessa parla da sé, l’uomo e la sua esistenza giammai dovrebbero solcare confini cui le forze occulte risiedono. Conarium, sviluppato da Zoetrope Interactive e pubblicato da Iceberg Interactive, sembra ricollegarsi in particolar modo all’opera intitolata “Alle montagne della follia”, di cui non saranno pochi i riferimenti.

Conarium, Immagine 23

Una spedizione pericolosa

Il nostro protagonista si risveglia bruscamente a seguito di una misteriosa visione. Inizialmente farà fatica a comprendere il luogo in cui si trova, ma una strana luce attirerà la sua attenzione facendosi via via sempre più nitida. Cos’è quest’insolita macchina e perché non ricorda nulla di ciò che è accaduto? In realtà, Frank Gilman, non ha nemmeno memoria su chi sia. Questo clichè dell’amnesia, del non avere punti di riferimento o sapere quale sia il motivo per proseguire è ormai visto e rivisto così tante volte da, paradossalmente, non avere più ricordo di quando sia stato il suo primo utilizzo. Ma non faremo caso a questa piccola banalità, perché immediatamente avremo curiosità di scoprire cosa sia accaduto all’intero equipaggio, facente parte di una spedizione in Antartide organizzata dal Dr. Faust, proprio all’interno della base situata a Upuaut.

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Cercare risposte

Ci renderemo conto di quanto sia importante cercare e leggere i molteplici documenti sparsi all’interno del gioco. Avremo bisogno di risposte e non basterà assolutamente soltanto proseguire sperando che tutto divenga più chiaro. Quei testi sono fondamentali per addentarsi nel cuore della storia e soprattutto per cercare di comprendere l’essenza della follia che la avvolge. Scienziati che tentano di oltrepassare i limiti della natura, la brama di conoscenza, miti e leggende, questioni complesse ma via via sempre più chiare a seguito di una minuziosa ricerca.

Conarium è un’avventura horror in prima persona. Oltre alla possibilità di abbassarsi, correre ed utilizzare la torcia, sarà essenziale controllare il diario con al suo interno importanti annotazioni, usufruire di ulteriori oggetti in possesso al fine di equipaggiarli quando serve e attivare, quando necessario, il bracciale costruito sul guanto sinistro di Frank che reagirà in modo diverso in base alla zona in cui lo si usa. È tutta una lunga esplorazione all’interno della base e di zone misteriose, attraverso caverne con indecifrabili ed antichi simboli, pareti con possenti e inquietanti sculture di civiltà mistiche.

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Ambientazione e Sonoro

L’ambientazione ben racconta la classicità dei luoghi e dei reperti che andremo ad esplorare. La base antartica e soprattutto le grotte nei piani sotterranei sono adeguatamente arricchiti di dettagli e rimandi esoterici. Potremmo definirla un’estetica scabrosa, ma con una perfetta coesione dei materiali metallo e pietra senza mai avere certezza di quale dei due sia realmente emblema del passato.

D’altra parte, il comparto sonoro si presenta decisamente più debole. Sì, il suo design ben caratterizza l’atmosfera, in alcuni momenti si odono dei rumori insoliti e improvvisi riuscendo a metterci in guardia affinché nessuno ci stia seguendo. Ma per la maggior parte dell’esplorazione, soprattutto all’interno delle antiche caverne, vi sono dei suoni costanti che si confondono ai nostri passi e, a lungo andare, possono sembrare leggermente ripetitivi, riducendo la tensione.

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Puzzle?

Un’avventura in prima persona ricca di enigmi. Anche se, per la maggior parte, risulta difficile parlare di veri e propri puzzle dato che il tutto si riduce spesso al cercare un oggetto utile per sbloccare una serratura o un passaggio. Per certi versi ho notato quanto l’impostazione di gioco fosse inizialmente pensata per una sua pubblicazione su PC. Avrei preferito che avessero sfruttato quei luoghi pregnanti di mistero per ottenere più materiali utili, non soltanto al mero fine di equipaggiare ed utilizzare, ma instillare un dubbio maggiore su cosa servirsi per svelare l’arcano. Dunque, non è un viaggio così ostacolante se non per alcuni momenti in cui bisogna impegnarsi di più.

Conarium, Immagine 31

Durata e Rigiocabilità

Conarium presenta una durata totale di 4-5 ore, ma la percezione è quella che di tempo, in realtà, se sia passato molto di più. Questo avviene, probabilmente, perché il titolo punta moltissimo sul racconto di una storia che tanto vuole rifarsi ai romanzi di Lovecraft. Proprio per tale motivo, la voglia è quella di ritrovare più testi e segreti possibile, alcuni di questi in aree facoltative, per cercare di far chiarezza sulla complessità della tematica. Ne risulta, quindi, una ricerca meticolosa, certo non prova di pericoli. Infatti, in più di una scena è bene farsi guidare dal proprio istinto e non agire avventatamente per evitare uno dei game over. L’intera vicenda giunge al termine di fronte ad un finale multiplo, ciò rende il titolo rigiocabile anche per via delle zone segrete.

Conarium, Immagine 33

Si poteva fare di più

Avendo in mano un motore grafico come Unreal Engine 4, sicuramente la qualità sarebbe potuta essere maggiore. Animazioni facciali un po’ artificiose ed un doppiaggio senza lode né infamia. Un problema leggermente più fastidioso è dovuto al fenomeno di “tearing” che si rende visibile attraverso alcuni veloci movimenti di camera. Teniamo in considerazione la grandezza limitata del team di sviluppo e che, tutto sommato, non ci siano dei veri grossi problemi.

Conarium – Recensione (Ps4)
7.8

Conclusione

Conarium è un titolo che sa articolare la tensione a modo proprio. Inutile negare quanto gran parte di queste atmosfere tetre, siano frutto di ciò che immaginiamo mentre facciamo chiarezza sul peso di questa spedizione. Gli ambienti riescono a dare un’immagine a pensieri e presentimenti. Enigmi più convincenti ed un inventario con elementi dall’efficacia migliore, lo avrebbero reso un prodotto più completo. Tuttavia, entra di diritto all’interno di quella cerchia di titoli che continuano a omaggiare ed esporre lo stile “lovecraftiano” che ha saputo rendere la sua follia ed il suo genio, un genere horror senza eguali.

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