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Homura Hime, Recensione: Danza di lame e demoni

Homura Hime: un action frenetico, con un combat system incredibile e profondo ma afflitto da qualche difetto di telecamera.

Recensione di 

Homura Hime - copertina
Homura Hime - copertina

Homura Hime

7.5/10
La recensione in breve:

A primo impatto mi aspettavo un classico gioco copia-incolla sul Giappone Feudale, invece ci troviamo davanti ad una perla nel panorama Indie. Se ignoriamo qualche sbavatura dal punto di vista dell'ottimizzazione e qualche altro errore il gioco ha davvero un gran potenziale per fare strada tra molti titoli. Le scelte di design e le musiche fanno da lance di punta per questo titolo, se siete fan del genere souls-like o avete una grande passione per la cultura giapponese è sicuramente un titolo da non perdere!

Nel panorama videoludico dell'ultimo periodo, troviamo sempre più titoli d'azione incentrati sul suggestivo e brutale Giappone feudale, e riuscire a distinguersi dalla massa lasciando un ricordo positivo ai giocatori richiede un coraggio editoriale e una visione artistica sopra le righe. Ormai sono molteplici i tentativi di rilancio di cloni senz'anima che sperano di cavalcare l'onda lunga di successi planetari sperando che sia sufficiente inserire l'estetica dei samurai, una katana e qualche bonsai.

E qui entra in gioco Homura Hime che già dal suo primissimo ed enigmatico annuncio, ha fieramente promesso di allontanarsi da questa pigra tendenza, con la proposta di mescolare il rigore storico, le parate millimetriche e l'etica marziale con elementi sovrannaturali oscuri, onirici e incredibilmente affascinanti.

In questo nuovo gioco andremo a vestire i panni di una giovane, disonorata e talentuosa principessa esorcista, che ha ricevuto dall'Imperatore in persona l'incarico di liberare tutti gli spiriti tormentati in un mondo visibilmente corrotto dalla magia nera. Il coraggioso mix tra la curatissima e sgargiante estetica in cell-shading, che ricorda da vicinissimo l'animazione giapponese di altissimo livello degli anni '90, e il folklore demoniaco della cultura crea un'atmosfera densa, pesante e magnetica.

È un mondo che intriga e rapisce molto velocemente i fan del genere fin dalla schermata del titolo, pur dovendo inevitabilmente fare i conti con alcune palesi incertezze strutturali e fisiologiche che qualsiasi team di sviluppo indipendente e non vastissimo incontra nelle prime produzioni, che le impediscono di raggiungere la perfezione assoluta.

Un viaggio single player tra acciaio e magia Yokai

Il cuore pulsante, esaltante e indiscusso dell'intera produzione risiede nella sua immensa, curatissima e appagante campagna single-player, capace di superare con facilità e con la mancanza di tempi morti le quaranta ore di gioco se si sceglie di esplorare tutte le missioni secondarie legate ai vari villaggi in rovina sparsi per la mappa per provare a platinare il gioco.

Dimenticate i tatticismi eccessivamente compassati, metodici, punitivi e parsimoniosi visti in titoli recenti del genere "soulslike", dove ogni fendente consuma preziosa stamina. Il sistema di combattimento di Homura Hime è una frenetica, brutale e spettacolare danza di morte in perenne accelerazione, che strizza palesemente e fieramente l'occhio ai ritmi altissimi, alle mosse aeree e alle combo infinite di grandi classici immortali dei character action game come Devil May Cry o Bayonetta.

Comandando la formidabile e scattante principessa esorcista, il giocatore è costantemente alla ricerca di concatenare attacchi rapidi ma leggeri con fendenti pesanti caricati, molto utili per spezzare le guardie dei nemici, parate millimetriche (che richiedono un tempismo perfetto sui frame dell'animazione d'attacco nemica) e schivate acrobatiche per sconfiggere ondate, che durante il gioco sembrano infinite, di Yokai, spiriti rancorosi e vecchi ronin corrotti dall'oscurità.

Le animazioni degli attacchi sono incredibilmente fluide, curate in ogni singolo frame, e restituiscono un feedback eccezionale e "pesante" ad ogni singolo colpo andato a segno. Tagliare a metà un demone restituisce una sensazione di impatto altamente realistica, rendendo gli scontri un vero e memorabile tripudio di colori vibranti, schizzi di sangue ed effetti particellari che creano svariate luci che colorano le cupe e grigie arene notturne.

Scena di una bossfight in Homura Hime

La narrazione, è volutamente poco ricca di dialoghi espliciti e filmati d'intermezzo così da mantenere un'aura di costante e opprimente mistero, così da esprimere una potenza emotiva notevole e una malinconia di fondo inaspettata.

Il team di sviluppo sfrutta in modo intelligente e sottile la narrazione ambientale, l'architettura dei livelli e i vari elementi di passato oscuro come gli echi dei morti o i frammenti di diari perduti, per raccontare la tragica, sanguinosa caduta dei clan nobiliari alleati e la difficilissima via della redenzione personale della protagonista. Non aspettatevi una didascalia della lore, bensì un mosaico da ricomporre pezzo per pezzo esplorando e completando il più possibile il gioco.

Ogni singolo scontro con i mastodontici boss di fine area, che spesso sono colossali divinità cadute o bestie mitologiche come il Tengu Piangente o lo Shogun Corrotto, rappresenta un'estenuante ma soddisfacente prova finale per mettere alla prova i riflessi, la memoria muscolare e la pazienza del giocatore.

Questi combattimenti sono strutturati come veri e propri puzzle d'azione, offrendo pattern d'attacco, sia magico che fisico, stratificati in molteplici fasi di difficoltà crescente che più aumenta la difficoltà più diventa punitivo in caso di errore. Sconfiggerli dopo innumerevoli tentativi restituisce quel senso di onnipotenza e soddisfazione che solo i grandi titoli action sanno regalare.

L'assenza di co-op e la spietata guerra tra clan asincrona

Diversamente da moltissimi titoli d'azione il cui focus è la narrativa, che volontariamente scelgono di isolare completamente il giocatore nella sua avventura in solitaria dalla schermata d'inizio titoli di coda, Homura Hime tenta un coraggioso, atipico e incredibilmente affascinante esperimento di metagame.

L'obiettivo che gli sviluppatori si pongono è quello di mantenere viva la community anche successivamente al completamento della campagna. Sebbene manchi effettivamente una modalità cooperativa in tempo reale (assenza che pesa molto contro i boss più caotici) o un qualche tipo di multiplayer PvP, gli sviluppatori si sono concentrati in una competizione asincrona tra i giocatori basato su una spietata guerra territoriale.

Esempio di quest "multiplayer2 in Homura Hime

Giunti ne Il Santuario dei Mille Venti, l'hub centrale del gioco, potrete giurare fedeltà a uno dei quattro grandi Clan sopravvissuti al cataclisma e schierarvi dalla loro parte.

Da quel momento, sarà possibile accumulare Punti Onore, così da acquisire delle zone nella mappa globale, completando missioni primarie, sfide a tempo giornaliere e spietate arene di sopravvivenza. Questo intero sistema asincrono sopperisce abilmente alla mancanza di interazioni dirette, creando un formidabile senso di appartenenza che decuplica la longevità del titolo.

Apparato tecnico: una direzione artistica sublime limitata dal codice

Analizzando il lato delle prestazione, essenziale per un gioco che fa della reattività il suo cuore, l'opera vive di innegabili contrasti. La direzione artistica è semplicemente spettacolare: tempi in rovina illuminati da lanterne spettrali o campi di ciliegi sferzati da una tempesta dinamica regalano scorci che tolgono il fiato quando esplorati.

La sensazione è quella di muoversi in un anime, il tutto esaltato da un'ottima Modalità Foto e da una colonna sonora di alto livello arrangiata con strumenti tradizionali giapponesi, ma in chiave moderna, così da adattare perfettamente l'audio ai forsennati ritmi marziali a schermo.

Tuttavia, il motore fisico e l'ottimizzazione del codice sono scoperti a critiche che, sfortunatamente, non possono essere ignorate. Durante il test del gioco sono stati molteplici i cali di frame, specialmente nelle fasi più concitate.

Quando le particelle ambientali e gli effetti visivi delle magie Yokai saturano lo schermo, la gestione della memoria diventa alquanto critica, causando problemi in diversi fight in cui è essenziale sfruttare imillimetrici frame d'invincibilità. A questo si aggiunge una telecamera virtuale che fatica enormemente a seguire il personaggio in spazi angusti, incastrandosi nelle geometrie e rovinando irrimediabilmente la corsa al Rank S.

Nonostante la necessità di hotfix per gestire meglio il carico di lavoro sulla GPU e sistemare la telecamera, specialmente per PC dove manca la possibilità di modificare le impostazioni grafiche avanzate basilari, queste sbavature sono attribuibili all'inesperienza del team indipendente e di conseguenza perdonabili, Homura Hime brilla comunque di una luce affascinante: l'incredibile profondità tattica e l'ispiratissima direzione artistica riescono a far passare in secondo piano i difetti meccanici.

È un viaggio violento e catartico, un acquisto caldamente consigliato a chi non ha paura di faticare duramente per ottenere la vittoria perfetta.

Progresso del punteggio
7.5SCORE

"Buono"

Recensito da Tommaso Rezzani

Certificato da:
Metodo di Valutazione
Tommaso Rezzani, dopo un passato di qualche anno con esperienza a livello competitivo in vari titoli, ora mi diletto a parlare di videogiochi e tecnologia. Gioco di tutto, ma di quello che parlo o scrivo state certi che in pochi ne sanno più di me, specialmente grazie al mio background da Tech Artist!

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