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Pokémon Scarlatto e Violetto: l’analisi del trailer

Un primo sguardo a Pokémon Scarlatto e Violetto

Pokémon scarlatto e violetto: l’analisi del trailer
Pokémon Scarlatto e Violetto: l’analisi del trailer

Durante l’ultimo Nintendo Direct è stato inaspettatamente annunciato il nuovo episodio della serie principale di una dei franchise più remunerativi della storia, stiamo naturalmente parlando di Pokémon Scarlatto e Violetto.
Il titolo porta su di sé un onere non indifferente. Da un lato riconquistare una fetta di fan storici rimasti delusi dai precedenti Pokémon Spada e Scudo, e in generale una fanbase più scettica e critica rispetto al passato. Dall’altra, fare i conti con l’evoluzione in termini di gameplay posta dal recente spin-off Leggende Pokémon: Arceus.
In questo articolo proveremo a capire cosa ci aspetta nella prossima avventura targata Game Freak, analizzando il trailer rilasciato contestualmente all’annuncio e le prime informazioni rilasciate sul sito ufficiale.

Pokémon scarlatto e violetto

Il titolo


Partiamo da un dato che potrebbe sembrare banale e sorvolabile: il titolo. In realtà, questo, è sempre stato in qualche modo anticipatorio di quello che avremmo trovato nel gioco, in particolare per quanto concerne i leggendari. Questi ultimi infatti, hanno sempre basato il loro design sul titolo della versione prescelta (ad eccezione della prima generazione, con Mewtwo e i tre uccelli leggendari condivisi).
Se in Spada e Scudo avevamo due oggetti, le cui teste dei leggendari Zacian e Zamazenta ne riprendevano la forma, questa volta si torna ai colori. Possiamo suppore, dati i precedenti storici, che i componenti della coppia leggendaria di turno saranno rispettivamente colorati di scarlatto e violetto. Altro piccolo indizio è il font utilizzato per la scritta. La versione Scarlatto ne utilizza uno spigoloso e geometrico, con dei rilievi. Violetto invece, ne presenta uno liscio e con dei motivi che richiamano alle stelle. Si tratta naturalmente di una congettura, ma complessità/semplicità potrebbe essere il binomio su cui si baseranno i leggendari. In parte, se questo fossero vero, riprenderebbe il doppio binario del design dei Pokémon, il primo di matrice più moderna, mentre il secondo più affine al design originale di Ken Sugimori, snello e tondeggiante.

Pokémon scarlatto e violetto


Gli starter


I primi Pokémon mostrati di ogni nuova generazione (siamo giunti ormai alla nona), sono sempre gli starter, e anche Pokémon Scarlatto e Violetto non fanno eccezione, con il trio mostrato a fine trailer.
Come al solito la tripartizione dei tipi è erba, fuoco e acqua.

Sprigatito

Il primo è Sprigatito, il Pokémon Erbagatto, un tenero micio che presenta due foglie nel design, una come voglia come volto, e l’altra rovesciata sul colletto. Per certi versi ricorda però anche una kitsune (le volpi del folklore giapponese), in particolare per via della forma della coda, decisamente più affine a quella di quest’ultimo animale, ovaleggiante e voluminosa, più che a quella sottile a allungata tipica dei gatti. Se quest’intuizione fosse corretta, possiamo provare a indovinare l’eventuale doppio tipo della sua linea evolutiva. Le opzioni possibili sono essenzialmente due. Il tipo erba/psico, essendo la kitsune un animale mistico e legato alla mitologia, oppure un curioso erba/fuoco, dato che era il tipo di Ninetales, una delle creature più amate della prima generazione, e anch’esso ispirato alla folkloristica volpe. Seguendo la stessa logica, Sprigatito potrebbe sviluppare delle code aggiuntive nelle sue forme evolutive.

Fuecoco


Questa volta lo starter di fuoco è Fuecoco, il Pokémon Fuocodrillo. Come intuibile l’ispirazione alla base è quella di un coccodrillo, ma, a differenza dell’animale reale, il Pokémon in questione ha una postura bipede. La forma, potrebbe rimandare anche a quella di un dinosauro. Persino i colori (bianco e rosso) sono affini a quelli di Tyrantrum, ispirato al t-rex. Il tipo di quest’ultimo era roccia/drago, per cui, seguendo questa logica, il secondo tipo di Fuecoco potrebbe essere uno di questi due, oppure terra. In alternativa, vista la natura anfibia del coccodrillo, la linea evolutiva potrebbe seguire la direttiva del fuoco/acqua, un doppio tipo raro, anche se comunque non inedito.

Quaxly


Ultimo, ma non per importanza, troviamo Quaxly, il Pokémon Anatroccolo. Il design è molto affine alla forma dell’animale a cui si ispira, se non per il colore blu degli occhi, delle zampe e il ciuffo a forma di berretto, che richiama platealmente al tipo acqua.
Non si tratta del primo Pokémon ispirato all’anatroccolo, infatti già in prima generazione era presente Farfetch’d. Quest’ultimo era di tipo normale/volante, ma non è scontato che Quaxly acquisirà il tipo volante nel corso della sua linea evolutiva. Se l’ipotesi avanzata del secondo tipo avverso a quello originale per gli altri due starter fosse corretta, per coerenza questo dovrebbe divenire acqua/fuoco, ma in questo caso non abbiamo nessun elemento o indizio su cui basare tale congettura, se non un possibile fil rouge comune.


Le forme base dei tre starter presentano un design semplice, snello e rotondeggiante, affine a quello delle primissime generazioni. Naturalmente non possiamo prevedere con precisione come si evolveranno, né quale art direction seguiranno i Pokémon che saranno introdotti in questa nona generazione. Non ci resta che attendere nuove informazioni ufficiali in questo senso.

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Open world?


Dal trailer e dalle prime informazioni rilasciate, abbiamo la certezza che Pokémon Scarlatto e Violetto saranno degli open world. Ancora non è pero chiaro quale forma assumerà. Se quella di uno duro e puro, a macrozone come Leggende Pokémon: Arceus, oppure limitato da barriere naturali o narrative. Noi ci sentiamo di sposare quest’ultima ipotesi, visti i precedenti, e la progressione tipica della serie, che prevede la sfida di allenatori e palestre di livello progressivamente maggiore. Sarebbe comunque interessante un mondo aperto senza limitazioni, nel quale spostarsi e interagire con l’ambiente sfruttando le peculiarità dei mostri catturabili. Rappresenterebbe anche una svecchiata ad una struttura ludica che secondo alcuni comincia ad accusare il peso dei propri anni. Si sposerebbe inoltre benissimo con il senso di scoperta ed avventura che da sempre la serie tenta di trasmettere ai giocatori. Non ci resta che attendere ulteriori dettagli ufficiali in merito.

Il mondo


Sempre dal trailer e dagli screenshot ufficiali, possiamo farci un’idea sull’ambientazione. Pokémon Spada e Scudo avevano preso come base su cui modellare la regione di Galar il Regno Unito. Le architetture della grande città mostrata lasciano pensare che questa volta si siano ispirati all’Europa, anche se non abbiamo elementi certi su cui basare la nostra supposizione. A proposito della città mostrata, nonostante si veda per pochi frame, questi ci forniscono alcuni dettagli interessanti. Il centro abitato, costruito attorno ad un lussureggiante verde, è capeggiato da un grande castello con una pokéball gigante ad adornarne la facciata. Questa decorazione lascia pensare che si tratti di una palestra. Se fosse vero, potrebbe voler dire che torneranno della palestre rappresentate da grandi strutture, come lo erano stati gli stadi nella precedente coppia di titoli.
Altro dato interessante, è che la città ci viene mostrata in diversi condizioni ambientali, prima invasa dal sole e sovrastata da un arcobaleno, poi invasa da una fitta nebbia. Pare confermato quindi il ritorno di un ciclo atmosferico, magari in forma potenziata, in grado di donare maggiore dinamicità all’esplorazione e influenzando lo spawn dei pokémon.

Ambientazione e tecnica


Dal lato puramente estetico, le città e villaggi sembrano essere circondati da una natura quasi incontaminata. In particolare nel trailer vediamo delle ampie pianure, colline, un deserto e una spiaggia. Inoltre, vengono mostrate numerose pale eoliche, segno che forse la regione ha come fonti energetiche principale quelle green-friendly, recependo la rinnovata ondata ambientalista ed ecologista.
Purtroppo il lato tecnico sembra ancora lasciare a desiderare. La modellazione poligonale risulta abbastanza povera, i bacini d’acqua appaiono piatti e scarsità generale di dettagli si nota. Quantomeno pare ci siano stati alcuni piccoli passi in avanti. Il sistema d’illuminazione e le ombre sembrano migliorati. Inoltre, gli ambienti appaiono come meno spogli del solito. In ogni caso Game Freak ha ancora del tempo per apportare dei miglioramenti in tal senso, e ci auguriamo che le nostre perplessità in merito vengano spazzate via.
In molti hanno accusato l’avatar del giocatore (sia nella versione femminile che maschile) d’essere anonimo e fin troppo basilare. Probabilmente il modello base è tale, perché Game Freak vuole probabilmente porre maggior focus sulla personalizzazione, fornendo maggiori possibilità rispetto al passato in tal senso.


Ricordiamo che l’uscita del gioco è fissata entro la fine del 2022. Non ci resta che attendere nuove informazioni ufficiali per scoprire cosa ci aspetterà in Pokémon Scarlatto e Violetto.

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