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Recensione

Secret Invasion 1×02, Recensione – L’invasione ha inizio

Nick Fury affronta le conseguenze dell’attacco di Mosca nel secondo episodio di Secret Invasion, in cui inizia l’invasione Skrull.

Secret Invasion 1×02, Recensione – L’invasione ha inizio

Dopo una prima puntata più che convincente, è tempo di tornare a immergersi nelle atmosfere più cupe del Marvel Cinematic Universe. Secret Invasion continua a mettere da parte i supereroi per farsi largo in un mondo di spie ed intrighi politici e culturali. Il tutto in un secondo episodio che conferma tutti i pregi già evidenziati dal pilot della nuova serie Marvel disponibile su Disney Plus.

Promesse disilluse

L'invasione ha inizio, o per meglio dire è già avvenuta. Secret Invasion riprende dal finale sconvolgente della scorsa puntata, facendo però prima un passo indietro. Un flashback che fa luce sulle motivazioni di Gravik e della fazione Skull intenta a conquistare il pianeta Terra.

Tutto nasce dalle promesse non mantenute da parte di Nick Fury, che si ritrova a fare i conti con le tragiche conseguenze dell'attacco di Mosca. L'ex direttore dello S.H.I.E.L.D. è solo come non si era mai visto nel MCU. Nessun alleato su cui contare, nessuno di cui fidarsi ed ora privo dell'appoggio del suo stesso governo, rappresentato in questa puntata dal colonnello Rhodes (Don Cheadle).

Parallelamente alla caduta di Fury, troviamo l'ascesa di Gravik. Il villain della serie acquisisce sempre più potere e prepara il suo attacco decisivo, potenziando l'esercito Skrull. Riguardo agli alieni mutaforma non mancano però i colpi di scena, destinati a cambiare il prosieguo della serie ma anche la percezione del passato del MCU.

Secret Invasion

Tante conferme

A costo di risultare ripetitivi, vogliamo sottolineare ancora una volta la bellezza delle atmosfere di Secret Invasion. Non perché i toni più dark siano sinonimo di qualità, bensì perché ogni progetto ha bisogno della sua dimensione e questa spy-story sembra, per ora, perfetta per portare in scena un degno adattamento della storia a fumetti, pur discostandosi dal materiale originale.

Se della prima puntata avevamo apprezzato soprattutto il comparto tecnico, questo secondo episodio di Secret Invasion si distingue per una scrittura di livello molto più elevato rispetto agli standard delle serie Marvel. Ci si sarebbe potuti concentrare di più su alcuni aspetti che vengono invece sorvolati, ma molti dei dialoghi presenti sono brillanti.

Più volte Fury fa riferimento ai temi del razzismo e dell'immigrazione, senza risultare mai banale. Parole potenti che restano impresse, in quanto non forzate. Sono invece efficaci nel contestualizzare l'arrivo di un'altra razza, quella degli Skrull, in un mondo in cui gli uomini stessi si dichiarano guerra tra loro. Non vi è spazio per una convivenza pacifica.

Lo spettatore riesce ad inquadrare gli eventi anche dal punto di vista degli Skrull. Non solo quelli che avevamo già imparato a conoscere, come Talos (Ben Mendelsohn) e G’iah (Emilia Clarke). Questi ultimi passano anzi in secondo piano in questa puntata, a vantaggio di nuovi personaggi.

Si vede, ad esempio, qualcosa in più della Sonya di Olivia Colman. Un personaggio che speriamo venga approfondito a dovere, perché l'interpretazione della Colman si conferma formidabile. È protagonista di una delle sequenze più crude mai portate sul piccolo schermo dai Marvel Studios. Il segno che evidentemente qualcosa sta cambiando.

In ogni caso, seppur piacevolmente colpiti da questo inizio di serie, un giudizio obiettivo su Secret Invasion potrà arrivare solo col tempo. Il vero banco di prova saranno le prossime puntate: gli episodi successivi riusciranno a portare avanti la macrotrama senza perdersi in inutili sottotrame? Sei puntate saranno sufficienti per arrivare ad un finale non affrettato?

7.2

Secret Invasion 1x02

Il secondo episodio conferma l'ottimo inizio di Secret Invasion. Le atmosfere cupe e da spionaggio fanno bene ad una serie che anche senza supereroi ha saputo trovare il suo posto nell'universo Marvel. Ottima la scrittura dei dialoghi, che sfruttano la presenza degli Skrull per spaziare sui temi del razzismo e dell'immigrazione. Bene ancora una volta il comparto tecnico ed il ricco cast che fa da contorno ad un Nick Fury più solo che mai.