Spirit of the North – Recensione

Spirit of the North - Recensione
Spirit of the North - Recensione

Spirit of the North, come annunciato dal team di sviluppo Infuse Studio, è un gioco d’avventura in terza persona, in cui è possibile vestire i panni di una curiosa volpe. Dal suo solitario viaggio attraverso i magnifici paesaggi dell’Islanda, farà la conoscenza di una simpatica volpe, guardiano dell’aurora boreale. Alla riscoperta di una terra dimenticata e in rovina.

Il titolo offre una narrazione silenziosa, nessuna voce e nessun testo ci spiegheranno l’accaduto. Sono piuttosto i luoghi, le particolari rune ed incisioni che indurranno il giocatore a decifrare i motivi dello spiacevole passato di quelle terre. Il tutto è costantemente accompagnato da un’ottima colonna sonora nelle note di pianoforte e violino, che ben si fondono con la rappresentazione visiva ed emotiva degli ambienti.

Perché sì, alcuni scenari non possono far altro che portare alla contemplazione di essi. Si gioca molto di contrasti, da sovraesposizioni con dominanti fredde, ad un rosso intenso, così come zone all’aperto con enormi distese a luoghi chiusi come particolari grotte. Eppure, proprio in alcuni panorami estesi il caricamento delle texture fatica un po’, trovandoci di fronte a immagini che, per metà, sono interamente composte da una poco elegante ripetitività di pattern sempre uguali.

Se in alcuni casi l’utilizzo della telecamera permetta di guardarsi attorno e far venir voglia di condividere qualche scatto, dall’altra parte ci sarebbe molto da ridire sulla sua effettiva funzionalità. Ci sono dei problemi tecnici che, ahimè, non permettono di gestirla al meglio. Il suo focus è naturalmente la volpe, ma durante l’esplorazione o il semplice passaggio da un punto d’appoggio all’altro, la camera assume angolazioni incontrollabili che purtroppo avvengono costantemente.

Ci sono altri elementi che compromettono la totale immersione in questa fascinosa esperienza. Spirit of the North offre un gameplay molto semplice, elementare potremmo dire, ma efficace nei termini in cui è stato pensato. Un platform con alcuni elementi puzzle, ricco di piattaforme dove la precisione gioca un ruolo fondamentale. Tuttavia, l’azione del salto, nonché quella che useremo continuamente dall’inizio alla fine, è tutt’altro che precisa. Siamo costretti a direzionare meticolosamente il corpo della volpe prima di ogni salto, poiché in volo non ci sarà permesso di regolarne ulteriormente la traiettoria. L’impossibilità di controllare lo slancio a mezz’aria e la poca reattività di risposta, rendono snervanti anche le sezioni particolarmente facili.

La costruzione stessa dei livelli di certo non è d’aiuto. Alcuni punti sono cedevoli e c’è il rischio che il protagonista rimanga incastrato in queste cavità. I punti d’appoggio sulle dinamiche altezze delle rocce sono poco intuibili e, se percorribili, la nostra volpe spesso faticherà o si bloccherà in esse. La stessa animazione della volpe non rende armonica la “scalata”, perché anche in superfici pendenti, le sue gambe restano sempre completamente dritte, in una posa alquanto innaturale. Nonostante siano pochi i comandi da ricordare, il tutorial sarà disponibile su schermo ogniqualvolta si possa interagire con l’ambiente circostante.

In fasi più avanzate si potranno sbloccare fino a 3 nuove abilità: Spirit Dash, Spirit Bark e Spirit Form. Soprattutto dalla seconda metà di gioco, avremo modo di gestire le differenti funzionalità al fine di risolvere gli enigmi in modo creativo. Infatti, è possibile superare l’ostacolo in più vie e non necessariamente seguendo uno schema stabilito. Le sezioni puzzle sono piuttosto intuitive, motivo per cui l’esperienza dovrebbe apparire fluida senza troppi intoppi. Purtroppo, però, la frustrazione emerge a causa della scarsa efficienza in termini di “precisione”.  

È un viaggio abbastanza lento, la cui durata può essere resa leggermente più longeva occupandosi di obiettivi secondari, riguardanti la ricerca e la liberazione delle anime degli sciamani. Il gioco è scandito in capitoli con salvataggio automatico al superamento di sottosezioni e, a seconda del numero di sciamani liberati, verranno sbloccate fino a 5 nuove skin per il nostro personaggio, la cui modifica può avvenire in qualsiasi momento dal menù start.

Spirit of the North – Recensione
Conclusione
Spirit of the North è un’avventura indie contemplativa, che racconta di una civiltà perduta attraverso le meravigliose terre ispirate all’Islanda e al folklore nordico. Oltre a costanti cali di frame-rate, il vero tasto dolente è proprio il gameplay. Dal punto di vista tecnico è impossibile ignorarne le grosse imprecisioni, ma sarebbe un peccato non riuscire a mettere da parte questi problemi e guardare oltre. Difatti, il gioco ha tanto da offrire sotto altri punti di vista. Primo fra tutti, lasciarsi incantare dall’amorevole viaggio di una volpe e la sua amica, attraverso affascinanti e suggestivi paesaggi.
Punteggio dei lettori0 Votes
0
Pro
Scenari affascinanti
Colonna sonora
Ottima narrazione ambientale
Contro
Meccaniche puzzle ripetitive
Grossi problemi tecnici nel gameplay
Costante calo frame-rate (Ps4 standard)
7

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