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The Killer, Recensione: nella testa del killer (e di Fincher)

di Eleonora Matta

Pubblicato il 2023-09-04

Ecco cosa pensiamo di The Killer, il film Netflix diretto da David Fincher presentato al Festival di Venezia.

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The Killer, il film Netflix diretto da David Fincher, è stato appena presentato all’ottantesimo Festival di cinema di Venezia. Un film che, come ha detto lo stesso Fincher in conferenza stampa, vuole mettere il focus sulla vendetta, più che sull’assassino. Andiamo ad analizzare il film che uscirà in sala il 27 novembre e successivamente su Netflix il 10 novembre.

The Killer il film Netflix diretto da David Fincher è stato appena presentato all'ottantesimo festival di cinema di Venezia.

La trama di The Killer

The Killer è tratto dall’omonima graphic novel scritta da Alexis Nolent (Matz) nel 1998 e illustrata da Luc Jacamon. È la storia di un uomo, il killer (Michael Fassbender), che viene ingaggiato per uccidere delle persone sotto pagamento. Vive cercando il momento più giusto per eseguire le richieste. Il suo lavoro è molto complesso, e nel film, la voce fuoricampo del protagonista racconta allo spettatore il suo mantra.

Attieniti al piano, non fidarti, niente empatia, gioca d’anticipo, non improvvisare, mai concedere un vantaggio, combatti solo se sei pagato per combattere. Chiediti : Io che ci guadagno? L’empatia è debolezza. Questo è quello che serve se vuoi avere il successo.”

Il protagonista Michael Fassbender recita il suo mantra nel film The Killer

Un mantra necessario per portare a fine il suo lavoro, pur non essendo una garanzia per la riuscita. I problemi sono dietro l’angolo, e un mantra non riesce a bloccarli, per questo motivo il protagonista si ritroverà a cambiare il suo piano. Un solo errore può creare tanti problemi, e i problemi hanno sempre delle conseguenze. Il protagonista perciò dovrà continuare a utilizzare il suo “manuale dell’omicidio perfetto”. Questa volta però senza essere pagato, mosso solamente dal desiderio di vendetta.

130 battiti al minuto

Questo film dura 118 minuti, che scorrono molto velocemente. Lo spettatore viene infatti catturato dalla voce narrante del protagonista fin dai primi minuti. Le tante scene d’azione, soprattutto la scena della lotta presente nella seconda metà del film, sono ricche di momenti di tensione.

Fassbender riesce ad essere credibile in ogni secondo del film, nel quale, oltre ad avere la sua voce narrante ad accompagnarlo non ha tante battute. Eccezionale anche Tilda Swinton che, pur avendo approssimativamente 10 minuti di screen time, riesce a dominare la scena. I suoi sguardi, che racchiudono mille parole ed emozioni, restano impressi.

Maestranze da Oscar

David Fincher torna al cinema con un thriller d’azione riuscito. La regia di Fincher è ormai una garanzia e anche in questo caso non delude. Non deludono nemmeno il reparto fotografia, sonoro e montaggio. Fincher infatti torna a collaborare con Erik Messerschmidt: vincitore del premio Oscar alla migliore fotografia per Mank.

Per quanto riguarda invece il montaggio sonoro, lo affida a Ren Klyce: vincitore del premio Oscar al miglior montaggio sonoro per Fight Club. Infine dietro il montaggio troviamo Kirk Baxter: due volte Oscar al miglior montaggio per The Social Network e Millennium. Insomma se le loro precedenti collaborazioni hanno portato ottimi risultati, anche in questo caso il film risulta tecnicamente impeccabile.

Il montaggio sonoro ci fa entrare nella testa del killer

Questo montaggio sonoro, assolutamente fuori dagli schemi, è funzionale per trasmettere l’ansia e la pressione allo spettatore. Il suono cambia infatti in ogni scena, così come cambia la prospettiva della macchina sul protagonista, o ancora lo sguardo del protagonista stesso.

Ren Klyce non era molto convinto che questo tipo di montaggio avrebbe funzionato, come ha detto in conferenza stampa, anzi, credeva che avrebbe proprio fatto schifo. L’utilizzo della musica con questo senso di prospettiva nella scena iniziale è stato infatti sestato da un idea di Fincher stesso.

Empatizzare con un serial killer

Questo film, nonostante non sia il migliore di David Fincher, riesce a tenere lo spettatore attaccato alla sedia del cinema. Montaggio, sonoro e non, fotografia, regia e performance attorniati, fanno venire voglia allo spettatore di scoprirne il finale. Si arriva al momento in cui, talmente ci si è immersi nella testa del protagonista, lo spettatore di ritrova a empatizzare con il killer.

La scena di combattimento è talmente forte da sembrare quasi tridimensionale. E ciò lo rende un film molto piacevole da seguire, anche qualora questo non fosse il genere che si predilige. L’unico lato negativo di questo film è che sembra perdersi nel finale, soprattutto in una delle ultime scene cruciali.

8
The Killer, il nuovo film di David Fincher, è sicuramente un thriller d'azione riuscito. Maestranze da Oscar lo rendono tecnicamente impeccabile. Nonostante il finale un po' deludente è un film che merita di essere visto in sala, per apprezzarne al meglio la bellissima fotografia.

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