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Tre colori – Film blu torna al cinema: 3 motivi per rivederlo

tre colori - film blu

Per chi non lo conoscesse, Tre colori - Film blu è un film del 1993 del regista polacco Krzysztof Kieślowski, autore della trilogia sui colori ispirati alla bandiera francese. Film blu è il primo della trilogia, che rispettivamente vuole incarnare i concetti del motto rivoluzionario francese, ovvero Liberté, Égalité, Fraternité.

L'opera del regista polacco torna al cinema, restaurata in 4k, dall'11 settembre al 13 settembre grazie a Lucky Red. Se non lo avete mai visto, è il momento di andare in sala e farvi inondare dall'oceano di emozioni che Tre colori - Film blu ha in serbo per voi.

La relazione tra colore e sensazione

L'opera vincitrice del Leone d'oro del festival di Venezia del 1993 ha fatto scuola sotto diversi punti di vista, ma tra tutti, come da titolo, l'utilizzo del colore. Il blu come isolamento e come gabbia, ma al tempo stesso come mare aperto e libertà. Queste le emozioni che cercano spazio in Film blu e che Krzysztof Kieślowski cerca di trasmettere allo spettatore.

Julie, dopo l'incidente che ha causato la morte di suo marito e sua figlia, si trova in trappola. Non sa come andare avanti, è ferma, immobile, quanto meno con testa e cuore, a quell'incidente. Una gabbia stretta ed invisibile che la protagonista cercherà prima di accompagnare, lasciandosi andare al vuoto, e poi di lottare, cercando di andare avanti con la propria vita.

Memorabile è la piscina, elemento prezioso non solo dal punto di vista cromatico. Julie, immersa a faccia in giù nella piscina, a volte nuota, a volte rimane a galla e a volte la riempie piangendo. Le lacrime, altro elemento dai toni blu, faticano ad uscire dalla protagonista, che preferisce nasconderle in quella piscina piuttosto che aprirsi al mondo.

tre colori - film blu

Il sonoro come parte integrante della narrazione

In Tre colori - Film blu è di vitale importanza il sonoro. Non solo per la classica funzione di colonna sonora, che in questo caso serve a dare maggiore pathos al dramma, ma anche per la funzione interna al racconto.

Il marito di Julie è un musicista famoso in Francia, ma lei ha sempre avuto un ruolo importante nella scrittura delle partiture, senza mai prendersene il merito. Dopo l'incidente, la musica sembra quasi perseguitarla, è un elemento vivo e quasi "disturbante". L'esempio lampante di questo è quello che avviene durante un incontro avuto con il ragazzo che l'ha soccorsa: mentre i due conversano, un musicista per strada suona il flauto e lei lo nota, lo sente e nella sua testa scatta qualcosa, tanto da doversene scappare.

Non vogliamo togliervi però troppe sorprese, quindi vi lasciamo scoprire da voi le altre volte in cui il sonoro durante il film diventa intradiegetico e parte integrante della narrazione.

Juliette Binoche in stato di grazia

In Tre colori - Film blu la protagonista, Julie, è interpretata da Juliette Binoche. L'attrice vinse a Venezia nella 1993 il premio alla miglior interpretazione femminile ed è proprio grazie a questo film che la sua carriera ha spiccato il volo.

Nella speranza di avervi invogliato ad andare in sala, vi ricordiamo che l'appuntamento è al cinema dall'11 al 13 settembre.