È da poco uscita su Disney Plus la nuova mini-serie tv dell'universo Marvel, Wonder Man, con protagonista Yahya Abdul-Mateen II (il Black Manta di Aquaman) e Ben Kingsley. La serie fa parte della categoria Marvel Television e Marvel Spotlight e conta 8 episodi da circa 30 minuti l'uno. Nonostante possa sembrare solo l'ennesimo prodotto dello Studio, Wonder Man è molto più gradevole di quanto si possa pensare.
Wonder Man, come si collega al Marvel Cinematic Universe?
Come ogni personaggio supereroistico che si rispetti, anche Wonder Man arriva dai fumetti. Un eroe meno riconosciuto, meno noto, ma che nasconde un interessante potenziale.
La serie tv si riallaccia alla timeline principale del MCU grazie alla presenza di Trevor Slattery, il finto Mandarino di Ironman 3, che è il principale co-protagonista. Ci sono poi vari riferimenti e compare anche il dipartimento Damage Control con l'Agente Cleary, visto in Ms. Marvel e Spiderman No Way Home. In generale però ci prendiamo una boccata d'aria rispetto agli ultimi prodotti incentrati più esplicitamente sul Multiverso Marvel.

Cos'è davvero Wonder Man?
Si intuisce subito, già dai trailer, che Wonder Man non è la classica serie Marvel con la tipica storia d'origini, i poteri e un villain ostacolante, ma qualcosa di più atipico.
Infatti la serie Marvel Spotlight non ci mostra eroe come al solito, ma ci parla di un aspirante attore che ottiene un ruolo da protagonista nel reboot di "Wonder Man", diretto dal famoso regista Von Kovak. Ci parla di cinema attraverso riferimenti espliciti ed imbastisce vere e proprie "lezioni di recitazione".
A primo impatto può ricordare elementi di alcune sitcom moderne, ma è principalmente un racconto di ambizione e amicizia che gira attorno a quel messaggio o quella telefonata che tutti aspettano e che ti cambiano la vita.
Wonder Man parla anche di stress, condizione che va a scatenare problematiche di forza ancora maggiore: un tema che si rispecchia particolarmente nella società d'oggi.
L'amicizia al centro di Wonder Man
Trevor Slattery, l'ex Mandarino, la cui questione viene spesso ripresa e ribadita, è sempre stato un personaggio un po' spregiudicato e odiato, ma in realtà non è affatto così maligno. L'avevamo visto di recente anche in Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli.

Gran parte dello show Marvel, infatti, riesce a funzionare proprio grazie all'inaspettata e gradevole accoppiata Simon-Trevor, tra cui si instaura una piacevole chimica fatta di momenti di supporto reciproco (specialmente negli sbagli), trascorsi cinematografici e sfumature comedy. Si assiste ad un percorso di crescita e copertura reciproca in grado di portare in scena una storia alternativa, ma di grande valore.
L'episodio 4 e la maschera
Nel quarto episodio facciamo un passo indietro e ci viene spiegata la causa per cui le persone con poteri non sono ammesse per fare gli attori.
Questa backstory chiamata "Doorman" ci presenta un altro sconosciuto eroe Marvel e una guest-star non da poco, ma in apparenza sfiora i margini del ridicolo. Non è granché contestualizzata e inneggia ad una maggior responsabilità per i protagonisti.

Solo Trevor e la sua famiglia conoscono le capacità sovrannaturali di Simon, andando così a creare una maschera che va tenuta nascosta. Wonder Man non è solo il personaggio del film di Von Kovak, ma anche un reale supereroe.
Duplici interpretazioni in Wonder Man
Come spiegato sopra, la serie dei Marvel Studios racconta una storia cinematografica, vediamo delle produzioni hollywoodiane in pieno corso. Il film fittizio di Wonder Man diretto da Von Kovak trova il suo eroe: Yahya Abdul-Mateen II.
L'attore dopo essere stato il villain di Aquaman, mostra di saperci fare anche in questo "diversamente famoso" eroe. Ci crede molto nel personaggio di Simon Williams (e quindi poi di Wonder Man) e la sua interpretazione è intensa, specialmente nella parti di recitazione allo stato puro, in cui interpreta un attore che prova a sua volta un copione.
Anche Ben Kingsley non è da meno e riesce a ricostruire un personaggio che era ormai relegato a seconda scelta.
