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Agon, Recensione: il lato oscuro dello sport

Agon è il film che racconta senza filtri il prezzo dell’agonismo, tra corpi riassemblati e tensione psicologica.

Recensione di 

Poster di Agon

Agon

Anno d'uscita: 2025
8/10
La recensione in breve:

Agon, esordio di Giulio Bertelli su Mubi, è un film che trasforma il dramma sportivo in un’esperienza potente e immersiva, mostrando il lato oscuro dell’agonismo. Seguendo tre atlete, racconta la pressione fisica e mentale dello sport, mettendo in scena corpi spinti oltre i limiti e le conseguenze psicologiche che ne derivano.

Data di uscita29 agosto 2025
Durata100 min
RegiaGiulio Bertelli
Cast Principale
Yile VianelloGiovanna Falconetti
Alice BellandiAlice Bellandi
Sofija ZobinaAlex Sokolov
Michela CesconDola
GenereDramma
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Niente spaventa di più che vedere il lato oscuro di qualcosa che pensiamo di conoscere. Da questo punto di vista, Agon si avvicina più a un film dell’orrore che a un semplice dramma sportivo.

Le urla, i piedi sul tatami, i trattamenti medici: ogni suono sembra sfiorare lo spettatore da vicino, fino a confonderlo sull’essenza di ciò che sta guardando. No, Agon non è un documentario, eppure ne conserva la stessa forza rivelatrice.

Il debutto di Giulio Bertelli, disponibile su Mubi, segue tre atlete italiane impegnate in una competizione chiamata Lidoj 2024. Alice pratica judo ed è interpretata dalla vera campionessa olimpionica Alice Bellandi.

Alex è una tiratrice sportiva interpretata da Sofija Zobina, mentre Yile Yara Vianello veste i panni di Gio, una schermitrice. Il film è ispirato alla tragica morte dello schermidore sovietico Vladimir Smirnov nel 1982.

Sfondo - Agon (2025)
Agon - Sfondo / MUBI, Art + Vibes, Big Red Films, MIA Film, Financière Marigny, Les Films De La Nouvelle Angleterre

Agon e il corpo bionico dei nostri beniamini

Agon restituisce la freddezza degli schermi e delle macchine, nonché l’atteggiamento disinteressato di chi lo sport agonistico non lo ha mai provato sulla propria pelle.

Non si tratta di vittimismo, ma del tentativo, sorprendentemente riuscito, di far comprendere al pubblico una piccola parte di ciò che potrebbe vivere un atleta dietro le scintillanti e patinate competizioni che guardiamo, con popcorn e bandiere, nel comfort di casa nostra.

Il corpo delle tre protagoniste viene allungato, ritirato, modellato e sottoposto a stress come se fosse bionico, come se non fosse umano.

Ciò che ne rimane, dell’umanità, si trova nelle conseguenze che le atlete devono affrontare: un equilibrio mentale non semplice da trovare e da mantenere nel tempo. Il finale è forse un po’ telefonato, ma è indiscutibilmente giusto per restituire la circolarità degli eventi che attende l’agonista.

L’ampiezza della fotografia immerge lo spettatore in uno spazio privato, solitamente inaccessibile.

I dialoghi lasciano spazio a un sonoro più crudo, enfatizzato senza paura di passare dal silenzio totale a un urlo di dolore. Un esordio con i fiocchi, che in sala avrebbe visto triplicato il suo impatto.

Progresso del punteggio
8SCORE

"Ottimo"

Recensito da Mattia Loiacono

Certificato da:
Metodo di Valutazione

Disponibile su:

Mattia Loiacono, fotografo e studente di giornalismo. Laureato in cinema, televisione e nuovi media. Caporedattore e responsabile editoriale (cinema e serie TV) di Hynerd.it. Vivo con la macchina fotografica incollata alle mani.

Scheda Tecnica

Cast Completo
Yile Vianello
Giovanna Falconetti
Alice Bellandi
Alice Bellandi
Sofija Zobina
Alex Sokolov
Michela Cescon
Dola
Francesco Acquaroli
Maestro
Chiara Caselli
President of the Delegation
Louis Hofmann
Yuri

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