Siamo stati all'anteprima di Buen Camino, film in uscita il 25 dicembre che segna il ritorno sullo schermo di Checco Zalone dopo 5 anni di assenza, questa volta con Gennaro Nunziante alla regia, il quale non lavorava insieme all'attore pugliese dal 2016. Ecco la nostra recensione.

Buen Camino: di cosa parla il nuovo film di Checco Zalone?
Checco è un ricchissimo figlio di papà privo di qualsiasi sensibilità morale o freno inibitorio, è sposato con una modella e che ha la metà dei suoi anni e ha una figlia adolescente nata da una precedente relazione.
Proprio la giovane, che non ha un bel rapporto col padre, decide di fuggire e iniziare il cammino di Santiago di Compostela per riflettere e staccarsi da tutte le comodità materialistiche. Checco inizia quindi a cercarla per farle cambiare idea, nonostante l'esperienza non sia del suo genere.
Il ritorno di Gennaro Nunziante alla regia
Dopo Tolo Tolo, diretto da lui personalmente, Checco non partiva in discesa: nonostante gli incassi il film del 2020, più impegnato politicamente, era stato apertamente criticato per un lato comico più debole rispetto al solito, quasi trascurato, probabilmente anche a causa dell'assenza alla regia di Nunziante.
Ciò aveva lasciato diversi dubbi sulla mossa successiva del comico di Bari.
E dopo anni di attesa il suo ritorno viene affidato alla regia di Gennaro Nunziante, un sodalizio ancora più semplice dal momento che i due, come ci dicono durante la conferenza stampa, oltre a non aver mai litigato sono vicini di casa.
Quello che dunque ci porta Zalone è una retromarcia verso uno stile più classico rispetto all'ultimo film, con la critica politica che viene sostituita da alcune battute definibili black humor su diversi questioni attuali.

Il solito Checco, senza remore
Il personaggio di Checco lo conosciamo, sebbene in ogni film ci sia qualche cambiamento (in Cado dalle nubi è un cantante, in Quo Vado?
è un impiegato statale, mentre qui è il figlio di un ricco imprenditore), l'indole e i valori morali rimangono gli stessi: l'ignoranza, i vizi e le abitudini inderogabili, l'orgoglio patriottico, il cinismo, l'ironia in ogni situazione... è la rappresentazione dell'italiano medio che tutti deridono ma in cui nessuno si identifica.
Dalla sceneggiatura inoltre emergono una manciata di battute decisamente inaspettate e coraggiose su temi delicati, come la questione palestinese e la Shoah, che non vanno in fondo alle questioni ma le toccano senza problemi.
Interpellato a riguardo, il regista sottolinea che in questi film l'attenzione morale dello spettatore non debba essere rivolta a ciò che di controverso può dire un personaggio ignorante come Checco, ma a quello che alla fine del percorso diventa e impara.
Inoltre vediamo approfondito ulteriormente il rapporto padre-figli, già toccato in Quo vado? e soprattutto in Sole a catinelle.
I personaggi secondari e quella sensazione di déjà vu
La figlia, Cristal, interpretata da Letizia Arnò, odia suo padre per tutti quei difetti chiarissimi a noi spettatori, ma proprio grazie al cammino imparerà ad apprezzarlo (da non sottovalutare l'occhiolino all'elemento religioso), con Checco che le andrà incontro su altre cose.
Fra i tanti personaggi incontrati da i due durante il percorso quello fondamentale è interpretato da Beatriz Arjon: si tratta di una donna che sta percorrendo il cammino per un arcano motivo e che dà una gran mano sia a Cristal sia a Checco, fungendo da mediatrice fra i due.
Il problema di questi due personaggi è che, nonostante siano discrete spalle comiche, sia la loro rappresentazione sia le loro battute sono decisamente scontate.
Altro elemento che può risultare monotona nei film di Zalone è una certa struttura della storia che anche in questo film non cambia: il plot twist finale è abbastanza telefonato, non è il succedersi degli eventi a tenere incollato lo spettatore allo schermo, quanto le battute di un personaggio ormai epico.

Benché ingombrante e plausibile, non temono l'aspettativa sugli incassi Gennaro Nunziante e Checco Zalone. I due infatti sono presenti con più film nella classifica dei film con i maggiori incassi di sempre in Italia, un record che hanno sempre infranto con ogni nuova uscita.
Il comico pugliese afferma scherzosamente di "non temere quel James Cameron": quello di cui noi siamo sicuri è che fra Avatar e Buen Camino queste vacanze natalizie avranno un dolce sapore per i cinema italiani.

